Amministrative: occorre un progetto comune

Pubblichiamo la lettera che il comitato antimafia di Fondi ha inviato ai vari segretari regionali dei partiti del centro-sinistra, in merito alle prossime elezioni amministrative.
Obiettivo del comitato è quello di coinvolgere le forze politiche d’opposizione in un progetto politico comune. Con una campagna elettorale che verta soprattutto sul ripristino della legalità sul territorio.

“Le vicende giudiziarie e politiche che hanno interessato l’amministrazione comunale di Fondi negli scorsi due anni, culminate con la non decisione da parte del Consiglio dei Ministri sulla proposta di scioglimento per mafia del Consiglio Comunale hanno fatto sì che il cosiddetto caso Fondi assumessi portata nazionale. Questo Comitato ritiene che oggi più che mai è necessario che i riflettori non si spengano. Per questo riteniamo che sia necessario che i partiti d’opposizione le associazioni che si sono finora battute, mettendoci la faccia, e tutte le forze sane della nostra società debbano lavorare per un progetto comune, partendo da un programma che abbia come punto di caduta su tutte le questioni il ripristino della legalità.
La campagna elettorale che ci prepariamo ad affrontare dovrebbe secondo noi partire da uno sforzo unitario di tutti i partiti del centro sinistra teso a mantenere quanto più possibile unito il fronte dell’antimafia anche con la presentazione di un’unica lista o, comunque, di un insieme di liste accomunate, però, da un programma e da un candidato alla carica di Sindaco unici e da una chiara caratterizzazione antimafia”.

Maroni in audizione: destra e sinistra lo attaccano sul caso Fondi

Corriere della Sera, 25 novembre 2009

Corriere della Sera, 25 novembre 2009

25 novembre 2009. Si è dato finalmente seguito all’audizione del Ministro dell’Interno Roberto Maroni in Commissione antimafia. Non poteva non parlarsi della nuova norma sulla vendita dei beni confiscati, ma nemmeno si è trascurato il problema di Fondi (proprio oggi Il Corriere della Sera anticipa nuovi gravissimi comportamenti dell’amministrazione denunciati nella relazione del prefetto). Maroni ha inaugurato la seduta con una lunga lettura in cui passava in rassegna per l’ennesima volta i famosi numeri del governo berlusconi nella lotta alla mafia. Solo alla fine si sofferma sulla nuova norma sullo scioglimento dei comuni per mafia ma evita accuratamente di toccare il caso Fondi e fa finta di non capire il brusio di protesta dei membri della commissione sul fatidico mancato scioglimento. Le repliche non si fanno attendere, sia da sinistra che da destra. Vi proponiamo l’audio di quegli interventi. Avremmo voluto pubblicare anche la risposta del ministro. Purtroppo però una risposta del ministro non c’è stata.

Walter Veltroni
Dice Walter Veltroni (PD):

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Angela Napoli
Dice Angela Napoli (PDL):

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Laura Garavini
Dice Laura Garavini (PD):

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Fabio Granata
Dice Fabio Granata (PDL):

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Beppe Lumia
Dice Beppe Lumia (PD):

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Roberto Maroni
Risponde Roberto Maroni (Lega Nord):
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(si ringrazia Radio Radicale per aver messo a disposizione gli audio della seduta, che qui riproduciamo in licenza creative commons 2.5: http://www.radioradicale.it/scheda/291794/commissione-dinchiesta-sul-fenomeno-della-mafia)

Mafie e mattone nel Lazio


Mentre molti politici locali continuano a minimizzare o addirittura negare l’esistenza di attività mafiose, estese e radicate, nel territorio del Lazio, i dati dicono esattamente il contrario, osservatori e organismi indipendenti lo confermano. E mentre si profila la terza tranche dell’operazione Damasco, inaugurata dalle verifiche sulla variante Pantanelle a Fondi e che pare avrà come obiettivo proprio l’urbanistica, il monitoraggio sulla speculazione edilizia nella nostra regione fornisce risultati allarmanti per l’imponenza degli interessi criminali che vi sono coinvolti. Il mattone è la vera forza motrice dell’economia mafiosa nel Lazio ed è sui processi di autorizzazione e concessione, sui metodi di assunzione e costruzione, sulla qualità e la trasparenza dei lavori che occorre vigilare con più attenzione per iniziare un’opera di contrasto seria ai fenomeni mafiosi. Lo aveva detto per primo Saviano, che l’impero di Gomorra è un impero costruito sul cemento prima ancora che sulla droga, e che l’economia criminale del mattone è stata esportata con successo dentro e fuori i confini naizonali.

La Dda torna a Fondi

Fondi. La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha acquisito le delibere di giunta della cosiddetta variante Pantanelle, realizzata per un capanonne industriale – di proprietà, fra gli altri, dell’ex sindaco Parisella – e già citata nella relazione del prefetto Frattasi. A quanto pare le indagini della Dda si estenderebbero anche ad eventuali attività di riciclaggio di denaro sporco. In attesa di informazioni più dettagliate vi proponiamo il servizio andato in onda nel Tgr di oggi.

Querelaci tutti!

Pubblichiamo con piacere una lettera giunta alla redazione del Cantiere Sociale da Vincenzo Trani, referente di Fondi dell’Associazione Caponnetto

Dopo il caso della finta discussione del Consiglio dei Ministri sullo scioglimento del Consiglio Comunale di Fondi, alcuni personaggi noti del nostro territorio sembrano non aver tratto alcun insegnamento e così, anziché ringraziare supinamente chi all’interno del gruppo dei ministri li ha letteralmente graziati, continuano ad attaccare a destra e a manca tutti coloro che hanno fatto finora in maniera egregia il proprio dovere, dimostrando, se ancora ce ne fosse bisogno, di non avere alcun senso di appartenenza alle Istituzioni. Ormai hanno perso la bussola.
D’altronde però, chi li conosce da tempo sa bene che sono personaggi che da sempre hanno attaccato e minacciato chi si metteva contro di loro. Veri caterpillar della politica. Spianano tutti quelli che si mettono di traverso. Non importa nemmeno se sono dello stesso partito. Chi non si allinea va fatto fuori.
Quindi non sorprendono le posizioni contro il Ministro Prestigiacomo sulla vicenda del Parco del Circeo, né tantomeno i sottili attacchi al Ministro dell’Interno o all’Onorevole Italo Bocchino.
Ce ne è per tutti.
claudiofazzoneE se ce ne è per tutti all’interno del proprio partito, figuriamoci cosa può accadere a chi dall’esterno tenta di fare luce su diverse questioni.
E quando non si riesce ad argomentare su accuse chiare e precise, quando non si riesce a manovrare chi sta indagando sulle vicende di Fondi e provincia, si passa agli annunci intimidatori. Così la ormai ex Giunta Comunale di Fondi annuncia di aver dato incarico ad un ufficio legale di Roma per querelare chi ha infangato finora il buon nome della nostra cittadina, ma senza aver mai querelato nessuno, raddoppiano gli stipendi ai Dirigenti comunali e si dimettono, scappando alla chetichella dal rischio di scioglimento per mafia.
Altri influenti personaggi, parlando di un disegno sovversivo di pezzi deviati dello Stato, minacciano di chiedere una commissione di indagine per verificare il lavoro dell’antimafia su Fondi e provincia, ma come al solito solo annunci intimidatori senza seguito. Continua a leggere ‘Querelaci tutti!’

Don Ciotti a Fondi l’11 novembre

Don Ciotti a Fondi l'11 novembreContinua a Fondi mercoledì 11 novembre alle 17.30 presso l’Auditorium S. Domenico in Via Cavour, “Parole e mafie. Informazione, silenzi, omertà”, la serie di incontri promossi dalla Fondazione Libera Informazione in collaborazione con la Casa della Legalità.
Appuntamenti che, dal 22 settembre scorso, coinvolgono le diverse province del Lazio. Pensati come momenti di confronto con gli operatori locali dell’informazione, con il mondo dell’associazionismo e con tutti i cittadini sensibili alla minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata, gli incontri hanno l’obiettivo di far emergere tutte quelle notizie che faticano ad ottenere diritto di cittadinanza presso gli organi di informazione o ad uscire da un ambito prettamente locale.
Cercare le mafie dove non si vedono ma agiscono e si arricchiscono, assieme a quello della magistratura e delle forze di polizia, è anche compito di una buona informazione e di un buon giornalismo d’inchiesta. Rompere il muro di omertà è un impegno che devono assumersi non solo le forze della società civile, ma anche le istituzioni.
All’incontro interverranno: Don Luigi Ciotti, presidente di Libera; Francesco Forgione, direttore Casa della Legalità; Giovanni Salvi, magistrato; Lorenzo Frigerio e Santo della Volpe, Libera Informazione; Luisa Laurelli, presidente Commissione Sicurezza della Regione Lazio.

L’intervento di Francesco Forgione, ex presidente della commissione antimafia, sulla realtà di Fondi, gli intrecci tra mafia e politica e l’importanza di una corretta informazione:

Il caso Fondi a Le Storie diario italiano, di Corrado Augias, in onda su Raitre martedì 10 novembre:

Annozero sul caso Fondi

Annozero di Michele Santoro, giovedì 5 novembre, si è occupato del caso Fondi. L’inchiesta Profumo di mafia di Stefano Bianchi e Giulia Bosetti ha attraversato tutta la puntata con le interviste ad alcuni dei protagonisti del caso Fondi; a cominciare dall’ex assessore Riccardo Izzi e suo padre Mario. In studio, il mancato scioglimento del comune nonostante la richiesta del ministro Maroni, è stato commentato da Fava, De Magistris, Panigutti di Latina Oggi e Bocchino. E dal senatore Fazzone, strenuo sostenitore della tesi di un complotto ordito contro la città dal suo collega Ciarrapico, sostenuto per l’occasione da prefetto (che ha annunciato di voler querelare), funzionari dello Stato e ministro dell’Interno.
Verso la fine del lungo dibattito l’intervento di Daniele Vecchio del Cantiere Sociale, che ha ricordato i tanti attentati degli ultimi mesi a Fondi nei confronti di imprese e di cittadini che si sono impegnati nella lotta alla mafia.

Potete rivedere la puntata per intero sul sito della Rai o su quello di Annozero.

Di seguito invece i tre video con l’inchiesta:

E l’intervento di Daniele Vecchio del Cantiere Sociale:

Il Manifesto su Annozero dedicata al caso Fondi, 07/11/2009La puntata di Annozero sul caso Fondi, con 4,5 milioni di ascoltatori, non poteva passare inosservata. Il 7 novembre il ministro Maroni, ospite al convegno dei prefetti dell’Anfaci a Bologna, ha detto: “Ho visto ieri sera in una trasmissione televisiva una persona che ha minacciato di querelare il prefetto di Latina che aveva chiesto lo scioglimento del Comune di Fondi. Ho condiviso parola per parola quella relazione e se qualcuno vuole querelare il prefetto di Latina allora dovrà querelare anche il ministro dell’Interno. Non credo sia corretto attaccare una persona che non ha gli strumenti per difendersi ma se il ministro dell’Interno condivide un atto e lo firma, ne condivide sempre anche la responsabilità e io mi assumo sempre le mie responsabilita”.

La guerra delle querele

Nel corso di un confronto televisivo su Canale 7 il senatore Claudio Fazzone interviene telefonicamente e annuncia che sta preparando una querela nei confronti del prefetto di Latina Bruno Frattasi, per presunte falsità e per il danneggiamento arrecato a Fondi e ai suoi cittadini dalla commissione d’accesso al comune e dalla richiesta di scioglimento del consiglio comunale per mafia. La mossa è nello stile a cui ci ha purtroppo abituato il senatore fondano, campione del gioco sporco in politica e dello scontro istituzionale a oltranza. L’obiettivo è favorire il trasferimento del prefetto per incompatibilità ambientale e lanciare un segnale intimidatorio a chiunque avesse ancora intenzione di mettersi di traverso agli interessi territoriali ed elettorali del ras. Il prefetto Frattasi riceve immediatamente numerosi attestati di stima e solidarietà, sia da destra che da sinistra, ed è il minimo per questo funzionario serio ed onesto, che nell’Italia del malaffare diventa un esempio per tutti.
Nel frattempo, per i fatti accennati nell’ultimo post, il re delle cliniche private Giampaolo Angelucci querela, oltre al Manifesto, anche Repubblica, a cui chiede 30 milioni di euro per danni; mentre Pino La Rocca, presidente del Mof appena destituito, annuncia di aver “dato immediato incarico ai propri legali di denunciare L’Unità in sede penale e civile”: la querela fa seguito ai due articoli su Mof, camorra e caso Marrazzo (anch’essi riportati nel post precedente).
Su Fondi: il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha apposto la sua firma al decreto di (non) scioglimento del consiglio comunale, ma le opposizioni non rinunciano al ricorso al Tar contro un procedimento ministeriale quanto meno anomalo.


L’intervento di chiusura di don Ciotti a Contromafie, in cui si parla anche del caso Fondi

L’ombra di Fondi sul caso Marrazzo

Occorre delineare ipotesi sul ricatto politico subito da Marrazzo negli ultimi mesi e per farlo bisogna andare a guardare gli atti compiuti dal governatore nel periodo risalente all’irruzione e conseguente estorsione dei quattro carabinieri nell’appartamento di via Gradoli. Una pista è quella della sanità privata. La prima a seguirla è stata Sara Menafra sul Manifesto di giovedì 29, dove ricostruisce la rete di interessi di Giampaolo Angelucci, re delle cliniche private nel Lazio alle quali Marrazzo – da commissario alla sanità – aveva deciso di tagliare i finanziamenti, nonché proprietario di testate nazionali come il Riformista e Libero, il primo giornale a cui si tentò di vendere il video. Per quell’articolo Il Manifesto è stato querelato, mentre oggi tutti i quotidiani rilanciano le stesse ipotesi alla luce delle nuove rivelazioni di Carmen Masi sulla trattativa con Angelucci, che prontamente smentisce.
L’altra pista viene fuori sulla pagine dell’Unità di oggi e mette insieme la nomina di un nuovo presidente del Mof proposta da Marrazzo dopo gli arresti di Damasco 2, gli interessi del crimine organizzato sul mercato ortofrutticolo, la possibile latitanza di Iovine, capoclan dei casalesi, nel sud pontino, area di provenienza di Cafasso, il pusher che aveva il compito di “piazzare” il video. Di seguito potete leggere l’editoriale di Concita De Gregorio e i due paginoni di Claudia Fusani.

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Fondi, solidarietà a Bruno Fiore dopo l’attentato incendiario

Solidarietà dai cittadini e dalla politica locale e nazionale a Bruno Fiore. Prevista l’audizione del ministro Maroni in Commissione parlamentare Anfimafia. Due nuovi subcommissari affiancheranno il prefetto Nardone a Fondi. Il servizio di Ballarò in onda ieri su Raitre. Gli articoli dei quotidiani nazionali

Fondi, 20 ottobre 2009, manifestazione di solidarietà dopo l'attentato a Bruno FioreManifestazione di solidarietà per Bruno Fiore nella serata di ieri a Fondi. Numerosi i cittadini che, con un passaparola di poche ore, si sono incontrati all’auditorium San Domenico per stringersi attorno al coordinatore cittadino del Pd e portavoce del Comitato contro le mafie, vittima dell’attentato incendiario della notte scorsa.
Tanti gli interventi, dai leader locali e consiglieri regionali del Pd agli esponenti del Comitato contro le mafie, fino all’ex presidente della Camera Luciano Violante. Tutti hanno evidenziato il clima di intimidazioni che in città impedisce lo svolgimento della vita democratica; e l’anomalia del caso Fondi a livello nazionale, con un mancato scioglimento che potrebbe diventare un pericoloso precedente.
In mattinata a Bruno Fiore era arrivata la solidarietà di tutto il centrosinistra nazionale e regionale, a cominciare dal segretario del Pd Franceschini e dal presidente regionale Marrazzo (leggi qui tutte le dichiarazioni di solidarietà). Solidarietà manifestata anche dagli esponenti cittadini del Pdl, con il distinguo però del senatore fondano Fazzone che non ha trovato di meglio che invitare la sinistra a non strumentalizzare l’accaduto.
Si è parlato dell’attentato a Bruno Fiore anche in Parlamento: in una interrogazione l’on. Sesa Amici si è appellata al presidente della Camera Fini affinché intervenga sul governo per giungere allo scioglimento dell’amministrazione comunale di Fondi. E la Commissione parlamentare Antimafia ha convocato il ministro Maroni, la prossima settimana, per discutere del mancato scioglimento. La richiesta di audizione del ministro è arrivata dalle opposizioni e dal vicepresidente Fabio Granata del Pdl.Fondi, 20 ottobre 2009, manifestazione di solidarietà dopo l'attentato a Bruno Fiore
Intanto, in un’intervista rilasciata a Lazio TV, il prefetto di Latina Frattasi nell’ipotizzare che l’attentato a Bruno Fiore possa effettivamente essere a carattere intimidatorio, ha comunicato di aver nominato due subcommissari che affiancheranno il prefetto Nardone nell’amministrazione cittadina. Si tratta di Giovanni Rossi, presidente onorario della Corte dei Conti che si è già occupato in passato di controllo di enti locali, e Maurizio Alicandro, dirigente della prefettura, con una lunga esperienza come commissario straordinario.

Sempre ieri, a Ballarò, è andato in onda un servizio dedicato al caso Fondi, che potete guardare qui di seguito:

Ps: la notizia dell’attentato a Bruno Fiore è apparsa su tutti i quotidiani, qui riportiamo l’articolo del Manifesto e del Fatto.

La logica degli attentati

Solidarietà a Bruno Fiore, coordinatore del Pd e portavoce del Comitato di lotta contro le mafie, vittima di un grave tentativo di intimidazione ieri notte

Ieri notte a Fondi si è consumato un vile attentato al coordinatore del Comitato di lotta contro le mafie, Bruno Fiore: il tentativo era quello di incendiare le auto di sua proprietà, il messaggio intimidatorio quello di star fuori dalla lotta alle mafie e alla mala politica (leggi la notizia su Repubblica). Il Cantiere Sociale, fra i promotori del Comitato, intende esprimere a lui e alla sua famiglia tutta la solidarietà possibile.
Negli ultimi mesi la città di Fondi ha disceso una china pericolosa: il sindaco e la giunta – assieme al senatore Fazzone e al presidente Cusani – hanno delegittimato un prefetto che ha fatto semplicemente il suo dovere, in piazza si sono scagliati con insulti e provocazioni contro chi chiedeva il ripristino della legalità, ancora in questi giorni si rendono protagonisti di aggressioni fisiche e verbali ai giornalisti che provano a fargli domande, mentre si susseguono attentati di ogni tipo in città, dalle bombe ad alto potenziale ai colpi di pistola contro gli uffici del giudice di pace, fino a quest’ultimo gravissimo avvertimento. Alla luce di tutto questo il mancato scioglimento del consiglio comunale risulta non un’anomalia o una negligenza, ma un atto criminale vero e proprio. Le dimissioni di Maroni sarebbero il minimo. Il massimo è sarebbe chiedere a questo governo un sussulto di dignità.
manifestazioneIl Comitato ha inaugurato la sua attività con una grossa manifestazione di piazza. È forse questo segnale di partecipazione quello che dà più fastidio? È lì che si vuole porre un freno? Al risveglio politico e civile di questa città contro ogni tipo di mafia?

“Io mangio locale”, a Fondi per la sovranità alimentare

Io mangio locale - Fondi, 16-18 ottobre 2009Si è conclusa domenica 18 ottobre a Fondi la manifestazione “Io mangio locale”, promossa dall’associazione Murales in occasione della campagna nazionale di Mani Tese sulla sovranità alimentare. Nonostante il tempo incerto abbia obbligato gli organizzatori a spostare gli stand dalla piazza centrale al chiostro di San Domenico, in tanti hanno potuto assaggiare i prodotti della terra messi a disposizione dagli agricoltori di Fondi che aderiscono ad Altragricoltura. Lattuga, cavoli, pomodori, peperoni, melanzane, zucche, olive, uva, mele e altri prodotti tipici fondani, a disposizione dei cittadini per assaggi o per riempire le buste della spesa.
L’appuntamento in piazza era stato preceduto, venerdì 16 nei locali del Creia di Fondi, dall’incontro con Giulio Sensi di Mani Tese e Antonio De Simone di Altragricoltura. Sensi ha presentato la campagna nazionale che mira ad informare l’opinione pubblica sul tema del diritto al cibo, della lotta alla fame e della sovranità alimentare. In quest’ottica la scelta di privilegiare i prodotti locali e possibilmente acquistati direttamente dai produttori – la cosiddetta filiera corta -, assume una duplice valenza. Quella di sostenere gli agricoltori, sempre più in difficoltà di fronte allo strapotere della grande distribuzione che decide i prezzi a proprio unico vantaggio. Quella di contribuire al risparmio energetico, evitando di far viaggiare i prodotti agricoli per migliaia di chilometri su aerei, navi e camion. E quella – non ultima – di essere sicuri della qualità dei prodotti, perché si conoscono produttori, luoghi e metodi di produzione.
Continua a leggere ‘“Io mangio locale”, a Fondi per la sovranità alimentare’

Caso Fondi, la cronistoria

Pubblichiamo il pdf del volantone preparato dal Cantiere Sociale per il Comitato permanente di lotta contro le mafia di Fondi

Volantino caso Fondi