La Polverini e il guaio di Fazzone

Continuano i guai per Renata Polverini. A pochi giorni dal contestatissimo incontro col coordinatore provinciale del Pdl per Latina, il senatore Claudio Fazzone, si torna a parlare delle famigerate lettere di raccomandazione che Fazzone, allora presidente del consiglio regionale, inviava al manager della Asl Benito Battigaglia. Il quale è stato ora rinviato a giudizio per quella brutta storia, mentre per Fazzone potrebbe esserci un’iscrizione nel registro degli indagati.

Il manifesto 20 gennaio 2010

Il nuovo Cantiere è in edicola

Il cantiere sociale n.11Il nuovo numero del Cantiere Sociale è in tutte le edicole di Fondi. Un numero ricco, in cui troverete commenti e approfondimenti sul caso Fondi, sul nuovo commissario straordinario, sul prefetto Frattasi. E poi sui costi della nuova casa comunale e dei relativi parcheggi, sulla lotta del comitato contro le antenne, sul nuovo candidato a sindaco per il centrosinistra, Maria Civita Paparello (finalmente un volto nuovo, una donna autorevole e concreta). E molto altro ancora.
Abbiamo voluto intitolare questo numero “Fondi Anno Zero”. Il nuovo anno segna infatti uno spartiacque nella storia della nostra città. Anche in vista delle nuove elezioni, i cittadini dovranno decidere finalmente da che parte stare. Dovranno decidere se voltare definitivamente pagina o far finta che non sia accaduto nulla.

Polverini e l’impresentabile

Schermata 2010-01-12 a 23.18.38L’incontro della candidata alla presidenza della Regione Lazio per il Pdl, Renata Polverini, con il senatore fondano Claudio Fazzone, grande elettore del Sud Pontino, mette in chiaro molte cose. Il volto nuovo, la donna che viene dal sindacato, la candidata che si attira simpatie trasversali è in realtà funzionale alla peggiore classe dirigente che ha governato, direttamente o indirettamente, a Fondi e dintorni. Renata Polverini forse non sa chi è Claudio Fazzone? O forse lo sa fin troppo bene?

Il Fatto Quotidiano - Mercoledì 14 gennaio 2009
Il Manifesto - domenica 10 gennaio 2010

Fondi: confiscati i beni di Garruzzo e Di Fazio


Nuovo successo della magistratura a Fondi. Il processo Damasco 1 ha portato finalmente alla confisca dei beni di Massimo Anastasio Di Fazio e Vincenzo Garruzzo, i cui nomi comparivano più volte nella relazione con la quale il prefetto chiese lo scioglimento del consiglio comunale di Fondi per mafia. Al Di Fazio sono stati sottratti 27 appartamenti, 6 negozi, 4 terreni agricoli a Fondi, e poi 4 negozi e due grandi ville a Roma. A Garruzzo invece 51 case, 17 negozi e 13 terreni agricoli a Fondi, più due negozi e un fabbricato a Rosarno. A questi beni si aggiungono capitali sociali e intere società, per un ammontare complessivo di 28 milioni di euro. Le attività di questi signori hanno condizionato, secondo un prefetto e un ministro, anche la pubblica amministrazione di Fondi, che ha sempre negato tutto. Le confische sono una prima conferma che un impero economico di provenienza mafiosa a Fondi c’era eccome. E Damasco continua…

Il valzer dei prefetti scomodi

L’Unità dedica più di un approfondimento all’avvicendamento dei prefetti, rimossi o promossi in questi giorni da un governo che li punisce perché difendono i diritti e la legalità a scapito degli equilibri politici dei territori. Fra questi c’è ovviamente il prefetto Frattasi, ma il giornale parla anche delle severe critiche rivolte dal Csm all’ormai ex procuratore di Latina, Giuseppe Mancini, per il pesanti condizionamenti politici da lui subiti e assecondati. Sulla promozione di Frattasi interviene anche Il Manifesto.

il manifesto

Schermata 2009-12-20 a 15.02.45Schermata 2009-12-21 a 22.46.32frattasi
Schermata 2009-12-20 a 15.03.40Schermata 2009-12-20 a 15.03.18

Luigi Nieri a Fondi per le primarie del Lazio

È partita da Fondi la campagna per le primarie del Lazio di Luigi Nieri, assessore regionale al Bilancio. Nell’incontro di sostegno alla sua candidatura e alle primarie di coalizione, che si è tenuto venerdì 18 presso l’associazione Murales, Nieri ha fatto il punto sulla situazione del centrosinistra a campagna elettorale di fatto già iniziata, con la destra che ha già avanzato la sua candidatura e il centrosinistra che non ha ancora deciso ufficialmente sulle primarie.
nieri-fondi-18122009“Ritardando la scelta sulle primarie la coalizione sta perdendo del tempo prezioso – ha detto Nieri – è necessario partire subito, ed evidenziare quanto di buono abbiamo fatto in questi cinque anni alla Regione. Dal risanamento dei disastrati conti regionali al Reddito Minimo Garantito, tutte iniziative nelle quali la sinistra all’interno della coalizione ha avuto un ruolo strategico”.
La scelta di presentare proprio a Fondi la sua candidatura – promossa e sostenuta da un comitato spontaneo di cittadini e associazioni – non è stata casuale. “È giusto aprire da qui questa campagna elettorale – ha dichiarato Nieri. Fondi è il simbolo del disinteresse e del fallimento del Governo nei confronti delle mafie, ed è stato un errore grave e imperdonabile quello di non aver ascoltato le parole del Prefetto di Latina che aveva chiesto lo scioglimento del consiglio comunale. Ora è necessario il massimo sforzo per cambiare pagina – ha aggiunto. Bisogna spezzare del tutto l’abbraccio mortale tra politica e mafia. Le prossime elezioni comunali rappresentano un’occasione imperdibile”.
Nieri ha poi affrontato la questione del Mof, definendo “inaccettabile il ritardo nell’insediamento nel Mof del nuovo presidente Bruno Placidi, rappresentante della Regione Lazio”.

La Dda ancora a Fondi


La Dda di Roma torna a Fondi per acquisire documenti negli uffici del comune. Manca all’appello la gara d’appalto per la costruzione della nuova casa comunale e la relativa certificazione antimafia. Ma si indaga anche sulle modalità di acquisto di Villa Cantarano da parte della Regione Lazio guidata da Storace. E sulle irregolarità relative alla costruzione del nuovo teatro comunale, di cui per primi ci siamo occupati noi del Cantiere Sociale. Postiamo a riguardo il servizio andato in onda sul Tg regionale e la pagina di Latina Oggi dedicata al fatto.

Articolo 21 premia il Comitato antimafia di Fondi



Con una cerimonia fortemente carica di significati si è svolta, nella serata di giovedì 10 dicembre a Roma presso il Circolo di Montecitorio, la consegna dei premi per la libertà e la difesa della Costituzione “Paolo Giuntella”, che l’Associazione Articolo 21, attribuisce a quelle personalità, gruppi ed associazioni che si sono distinti per aver affermato con la loro azione appunto il principio sancito nell’Art. 21 della nostra Carta Costituzionale.
I riconoscimenti 2009 sono stati assegnati all’On.le Rosi Bindi, Presidente del Partito Democratico, al Comitato di Redazione de La7 e Silvia Resta, all’Avvocato Domenico D’Amati, ai lavoratori AGILE-EUTELIA e al Comitato permanente di lotta alle Mafie di Fondi. La motivazione del premio attribuito al Comitato di Fondi recita: “Le mafie, la criminalità organizzata, gli interessi dei casalesi sono arrivati orami alle porte di Roma ma sono in pochi ad accorgersene. Il caso Fondi è emblematico e solleva il grande tema della commistione tra interessi mafiosi, economici e politici. Il Comitato permanente di lotta alle mafie di Fondi ha posto una barriera fatta di responsabilità civile, opponendo all’arroganza e agli interessi mafiosi la difesa della democrazia e della legalità.”
I membri del Comitato, nel ringraziare per l’importante riconoscimento, hanno tenuto ad evidenziare la necessità di mantenere alta l’attenzione sulle vicende del mancato scioglimento del Consiglio comunale di Fondi, evidenziando che rimane intatto, per responsabilità di un Consiglio dei Ministri e di un Governo che continuano a sbandierare successi della lotta alle mafie, il sistema criminale di controllo di un intero territorio, che non riguarda solo il Comune di Fondi ma estende i suoi tentacoli su tutto il sud pontino.
Il Comitato ribadisce il proprio impegno a continuare la propria azione di denuncia e di informazione, perché molto rimane ancora da fare per combattere il consolidamento delle infiltrazioni mafiose e ridare trasparenza alla macchina amministrativa che, nonostante il commissariamento ordinario, continua ad essere di fatto gestita indirettamente dagli ex amministratori. Ed in queste condizioni ci si sta avviando a celebrare una campagna elettorale in cui le “regole del gioco” continuano ad essere dettate da gruppi politici fortemente condizionati e collusi dalle organizzazioni mafiose. La battaglia per la legalità non può essere relegata a semplice corollario, perché non esiste agibilità democratica dove le organizzazioni criminali hanno ricevuto un “via libera” di fatto e possono continuare a fare i loro “affari” in modo indisturbato. E’ questo l’appello che il Comitato lancia alle forze politiche ed alle associazioni, affinché resti forte ed unitario l’impegno su questi temi.
Fondi, 12 dicembre 2009
Comitato permanente di lotta alle mafie

Violante a Maroni: cosa è accaduto a Fondi?

Mentre si vocifera di una candidatura a sindaco di Fondi del senatore anti-stato Claudio Fazzone (ma anche del suo illuminato servitore mediatico, Gaetano Orticelli), mentre i suoi sottoposti si dividono in tutta la provincia nelle mozioni di solidarietà al prefetto Frattasi, il caso Fondi non si è certo chiuso. Pochi giorni fa il vicepresidente della commissione antimafia, Fabio Granata, è stato esplicito nei confronti del ministro Maroni: faccia un passo indietro e applichi la normativa sullo scioglimento come previsto, per evitare in extremis che questo pericoloso precedente si affermi. Al suo invito si sono uniti esponenti del Pd e del Pdl, come Angela Napoli. Ora torna sul tema anche Luciano Violante, con parole quantomai chiare.

Amministrative: occorre un progetto comune

Pubblichiamo la lettera che il comitato antimafia di Fondi ha inviato ai vari segretari regionali dei partiti del centro-sinistra, in merito alle prossime elezioni amministrative.
Obiettivo del comitato è quello di coinvolgere le forze politiche d’opposizione in un progetto politico comune. Con una campagna elettorale che verta soprattutto sul ripristino della legalità sul territorio.

“Le vicende giudiziarie e politiche che hanno interessato l’amministrazione comunale di Fondi negli scorsi due anni, culminate con la non decisione da parte del Consiglio dei Ministri sulla proposta di scioglimento per mafia del Consiglio Comunale hanno fatto sì che il cosiddetto caso Fondi assumessi portata nazionale. Questo Comitato ritiene che oggi più che mai è necessario che i riflettori non si spengano. Per questo riteniamo che sia necessario che i partiti d’opposizione le associazioni che si sono finora battute, mettendoci la faccia, e tutte le forze sane della nostra società debbano lavorare per un progetto comune, partendo da un programma che abbia come punto di caduta su tutte le questioni il ripristino della legalità.
La campagna elettorale che ci prepariamo ad affrontare dovrebbe secondo noi partire da uno sforzo unitario di tutti i partiti del centro sinistra teso a mantenere quanto più possibile unito il fronte dell’antimafia anche con la presentazione di un’unica lista o, comunque, di un insieme di liste accomunate, però, da un programma e da un candidato alla carica di Sindaco unici e da una chiara caratterizzazione antimafia”.

Maroni in audizione: destra e sinistra lo attaccano sul caso Fondi

Corriere della Sera, 25 novembre 2009

Corriere della Sera, 25 novembre 2009

25 novembre 2009. Si è dato finalmente seguito all’audizione del Ministro dell’Interno Roberto Maroni in Commissione antimafia. Non poteva non parlarsi della nuova norma sulla vendita dei beni confiscati, ma nemmeno si è trascurato il problema di Fondi (proprio oggi Il Corriere della Sera anticipa nuovi gravissimi comportamenti dell’amministrazione denunciati nella relazione del prefetto). Maroni ha inaugurato la seduta con una lunga lettura in cui passava in rassegna per l’ennesima volta i famosi numeri del governo berlusconi nella lotta alla mafia. Solo alla fine si sofferma sulla nuova norma sullo scioglimento dei comuni per mafia ma evita accuratamente di toccare il caso Fondi e fa finta di non capire il brusio di protesta dei membri della commissione sul fatidico mancato scioglimento. Le repliche non si fanno attendere, sia da sinistra che da destra. Vi proponiamo l’audio di quegli interventi. Avremmo voluto pubblicare anche la risposta del ministro. Purtroppo però una risposta del ministro non c’è stata.

Walter Veltroni
Dice Walter Veltroni (PD):

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Angela Napoli
Dice Angela Napoli (PDL):

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Laura Garavini
Dice Laura Garavini (PD):

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Fabio Granata
Dice Fabio Granata (PDL):

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Beppe Lumia
Dice Beppe Lumia (PD):

Audio clip: Adobe Flash Player (version 9 or above) is required to play this audio clip. Download the latest version here. You also need to have JavaScript enabled in your browser.

Roberto Maroni
Risponde Roberto Maroni (Lega Nord):
…………………………………………………………………………………….
……………………………………………………………………………………………

(si ringrazia Radio Radicale per aver messo a disposizione gli audio della seduta, che qui riproduciamo in licenza creative commons 2.5: http://www.radioradicale.it/scheda/291794/commissione-dinchiesta-sul-fenomeno-della-mafia)

Mafie e mattone nel Lazio


Mentre molti politici locali continuano a minimizzare o addirittura negare l’esistenza di attività mafiose, estese e radicate, nel territorio del Lazio, i dati dicono esattamente il contrario, osservatori e organismi indipendenti lo confermano. E mentre si profila la terza tranche dell’operazione Damasco, inaugurata dalle verifiche sulla variante Pantanelle a Fondi e che pare avrà come obiettivo proprio l’urbanistica, il monitoraggio sulla speculazione edilizia nella nostra regione fornisce risultati allarmanti per l’imponenza degli interessi criminali che vi sono coinvolti. Il mattone è la vera forza motrice dell’economia mafiosa nel Lazio ed è sui processi di autorizzazione e concessione, sui metodi di assunzione e costruzione, sulla qualità e la trasparenza dei lavori che occorre vigilare con più attenzione per iniziare un’opera di contrasto seria ai fenomeni mafiosi. Lo aveva detto per primo Saviano, che l’impero di Gomorra è un impero costruito sul cemento prima ancora che sulla droga, e che l’economia criminale del mattone è stata esportata con successo dentro e fuori i confini naizonali.

La Dda torna a Fondi

Fondi. La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha acquisito le delibere di giunta della cosiddetta variante Pantanelle, realizzata per un capanonne industriale – di proprietà, fra gli altri, dell’ex sindaco Parisella – e già citata nella relazione del prefetto Frattasi. A quanto pare le indagini della Dda si estenderebbero anche ad eventuali attività di riciclaggio di denaro sporco. In attesa di informazioni più dettagliate vi proponiamo il servizio andato in onda nel Tgr di oggi.