Da oggi il Cantiere torna in tutte le edicole di Fondi con un numero particolare, il primo senza Luigi Di Biasio, voce e anima del giornale, che ci ha lasciati improvvisamente a gennaio. A lui è dedicato uno speciale di otto pagine con il saluto della redazione e quello degli amici, e i suoi articoli più significativi di questi anni.
Spazio poi all’attualità. Debiti & Sprechi a Fondi, con piazza De Gasperi ancora chiusa dopo la cementificazione, tra spese folli e contenziosi. E il complesso della Giudea, ristrutturato dalla regione per farne abitazioni popolari e utilizzato invece dal comune come dormitorio per artisti. Ancora Fondi, con la modifica allo Statuto comunale che consente anche ai non eletti di entrare a far parte dell’amministrazione. I problemi delle associazioni tra carenza di fondi e mancanza di spazi pubblici, e quelli dei pendolari che reclamano maggiori servizi. Il dibattito sul Parco degli Ausoni e quello sull’acqua pubblica, in vista dei referendum del 12 giugno. Per finire come di consueto con la musica, sulle note della Consorteria del Vinile e dell’Artigianato.
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Il Cantiere presenta “Mafia Export”
Mercoledì 10 novembre alle ore 18.30, presso il Palazzo Caetani a Fondi, l’associazione culturale “Il Cantiere Sociale” presenterà il libro “Mafia Export”, alla presenza dell’autore, Francesco Forgione, ex presidente della Commissione Parlamentare Antimafia e docente di Storia e Sociologia delle organizzazioni criminali all’Università degli Studi de L’Aquila.
Modererà l’incontro Andrea Palladino, giornalista del Manifesto e direttore del periodico Il Cantiere Sociale.
“Mafia Export. Come ‘Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra hanno colonizzato il mondo” (Baldini Castoldi Dalai editore, 2009, p. 384)
La prima trattazione globale del made in Italy mafioso, completa delle mappe della diffusione delle mafie italiane nel mondo e delle rotte della droga.
Quasi ogni giorno, giornali e tv danno notizia di operazioni antimafia con arresti in diversi Paesi. Brevi servizi che non lasciano traccia nell’opinione pubblica, assuefatta e indifferente. In fondo, si pensa, sono storie che non toccano la nostra vita.Eppure, se si raccontasse che dietro queste operazioni c’è una realtà in cui narcotrafficanti della ’ndrangheta movimentano tonnellate di cocaina dal Sud America e comprano mercantili come fossero auto usate; che mafiosi condannati in Italia e ricercati vivono come imprenditori «coccolati» in Sudafrica; che la camorra ha creato una multinazionale del falso di marchi prestigiosi con filiali in tutto il mondo; che in Germania il traffico di droga degli ultimi vent’anni è passato per le pizzerie calabresi; che la Spagna è terra di conquista per i boss nostrani, che ne cementificano le coste e le usano come approdi per le loro partite di droga. Di fronte a questo scenario – in cui il fatturato annuo di ’ndrangheta, Cosa Nostra e camorra, circa 130 miliardi di euro, è superiore al Pil di tre piccoli Stati europei, e quasi il 10% della popolazione attiva nel Mezzogiorno lavora nell’«industria mafiosa» – si resta sgomenti. Qual è il confine fra economia pulita e criminale? Di cosa parliamo quando ci riferiamo alle mafie italiane nel mondo? E fin dove sono arrivate?A tali interrogativi, Francesco Forgione risponde raccontando i principali progetti di «colonizzazione» economica mafiosa, chi li ha portati avanti e come sono andati a finire. E grazie alla mappatura completa della dislocazione globale delle «famiglie», fotografa lo stato attuale della «globalizzazione occulta» delle tre mafie italiane. Uno strumento unico per capire le dimensioni di quell’«economia canaglia» che intossica il mondo, più di quanto possiamo immaginare.
Il Cantiere presenta “Bandiera Nera”.
Sabato 25 settembre alle ore 18.00, presso il Chiostro San Domenico a Fondi, l’associazione culturale “Il Cantiere Sociale” presenterà il libro-inchiesta di Andrea Palladino, giornalista del Manifesto, sul ritrovamento delle navi dei veleni. Alla presentazione sarà presente l’autore.
Di seguito pubblichiamo un estratto della prefazione al libro, scritta da Massimo Carlotto:
“Chi legge Bandiera Nera di Andrea Palladino “dopo” non può più affermare di non essere sufficientemente informato. Questo libro, tra saggio e inchiesta giornalistica, caratterizzato da una scrittura potente e incisiva, spazza via la certosina campagna di disinformazione che, da anni, sta condizionando l’opinione pubblica italiana su quell’intricato ma efficientissimo sistema criminale che si occupa dello smaltimento illegale dei rifiuti tossici. Palladino non “suggerisce”, non si limita a seminare dubbi su traballanti verità ufficiali ma da vero giornalista investigativo ricostruisce verità e realtà basandosi su fatti solidi e inoppugnabili. Non siamo più abituati a questo tipo di informazione e leggere Bandiera nera è una boccata d’ossigeno in questa Italia dove tutto è gossip e sai che quando un ministro si presenta a una conferenza stampa non è certo per dire la verità. Palladino sgombra il campo da tutte le balle che ci hanno propinato anche recentemente con la vicenda del relitto al largo di Cetraro, l’affare Cunski e le rivelazioni del pentito Francesco Fonti. E mette in evidenza quella che è la verità più scomoda da digerire e cioè che in Italia “c’è un ciclo dei rifiuti eternamente irrisolto, con le scorie industriali che avvelenano sistematicamente le nostre terre e i nostri mari da un tempo immemorabile. Basta fare due conti, accostando la quantità di rifiuti industriali prodotti con il numero delle tonnellate legalmente smaltite per capire come il ciclo criminale dei veleni sia qualcosa di sistematico. Solo per questo il potere centrale è sicuramente colluso. Non solo singoli deputati o ministri – di ogni parte politica e di ogni legislatura – ma l’intero sistema politico permette che la gestione dei rifiuti sia saldamente in mano a una rete inattaccabile fatta dall’industria, dai mediatori e dalla criminalità organizzata”.Di ogni parte politica. Già proprio così. Le pagine sulla rossa Toscana fanno male più di un cazzotto sui denti. E con la Campania non andiamo meglio.Un “sistema”, quindi, che si modifica a seconda delle esigenze e Bandiera Nera spiega perché dopo le navi dei veleni sono arrivati i casalesi. Questo è un libro davvero importante perché fornisce tutti gli strumenti per capire quello che sta accadendo oggi intorno alle scelte scellerate in termini di termovalorizzatori e discariche. Ovunque spuntano comitati che si battono per impedire che tecnologie obsolete, pagate a carissimo prezzo, ci avvelenino con i loro fumi, ma se non si conosce tutto quello che è accaduto da sempre in questo Paese non si comprende la necessità di articolare un progetto politico a livello nazionale per mettere la parola fine a questa immane tragedia.Menzogne. Ci hanno sempre sommerso di menzogne eppure le scorie uccidono. Qui e nei paesi più poveri del mondo che sono diventati la discarica del nostro benessere. Ma le menzogne si sono sempre avvalse di importanti, e profumatamente pagati, pareri “scientifici”. È impressionante come Palladino sveli il diabolico intreccio di complicità che regge l’affare “veleni”.Bandiera Nera lascia il segno. Spero che lo leggano in tanti, tantissimi e che lo adottino nelle scuole dato che è un validissimo esempio, anche dal punto di vista narrativo, di come si può ancora fare in Italia informazione di qualità”.
Massimo Carlotto
Il nuovo Cantiere è in edicola!
Il Cantiere Sociale vi aspetta in edicola. Il nuovo numero è ricco di approfondimenti sulle elezioni amministrative del 28 e 29 marzo, con analisi sui confronti fra i candidati a sindaco e una lunga intervista alla prima candidata a sindaco di Fondi, Maria Civita Paparello. E poi articoli sull’urbanistica, i problemi degli spuntisti al mercato, le controversie di Acqualatina, le disposizioni antidemocratiche del Commissario Nardone, la visita di De Meo al disastrato quartiere Spinete, e altro ancora. Il giornale si apre con una presentazione di Daniele Vecchio, candidato al Consiglio Regionale di Sinistra Ecologia Libertà. Leggete e diffondete!
La lista sporca
La Polverini e il guaio di Fazzone
Continuano i guai per Renata Polverini. A pochi giorni dal contestatissimo incontro col coordinatore provinciale del Pdl per Latina, il senatore Claudio Fazzone, si torna a parlare delle famigerate lettere di raccomandazione che Fazzone, allora presidente del consiglio regionale, inviava al manager della Asl Benito Battigaglia. Il quale è stato ora rinviato a giudizio per quella brutta storia, mentre per Fazzone potrebbe esserci un’iscrizione nel registro degli indagati.
Il nuovo Cantiere è in edicola
Il nuovo numero del Cantiere Sociale è in tutte le edicole di Fondi. Un numero ricco, in cui troverete commenti e approfondimenti sul caso Fondi, sul nuovo commissario straordinario, sul prefetto Frattasi. E poi sui costi della nuova casa comunale e dei relativi parcheggi, sulla lotta del comitato contro le antenne, sul nuovo candidato a sindaco per il centrosinistra, Maria Civita Paparello (finalmente un volto nuovo, una donna autorevole e concreta). E molto altro ancora.
Abbiamo voluto intitolare questo numero “Fondi Anno Zero”. Il nuovo anno segna infatti uno spartiacque nella storia della nostra città. Anche in vista delle nuove elezioni, i cittadini dovranno decidere finalmente da che parte stare. Dovranno decidere se voltare definitivamente pagina o far finta che non sia accaduto nulla.
Maroni in audizione: destra e sinistra lo attaccano sul caso Fondi
25 novembre 2009. Si è dato finalmente seguito all’audizione del Ministro dell’Interno Roberto Maroni in Commissione antimafia. Non poteva non parlarsi della nuova norma sulla vendita dei beni confiscati, ma nemmeno si è trascurato il problema di Fondi (proprio oggi Il Corriere della Sera anticipa nuovi gravissimi comportamenti dell’amministrazione denunciati nella relazione del prefetto). Maroni ha inaugurato la seduta con una lunga lettura in cui passava in rassegna per l’ennesima volta i famosi numeri del governo berlusconi nella lotta alla mafia. Solo alla fine si sofferma sulla nuova norma sullo scioglimento dei comuni per mafia ma evita accuratamente di toccare il caso Fondi e fa finta di non capire il brusio di protesta dei membri della commissione sul fatidico mancato scioglimento. Le repliche non si fanno attendere, sia da sinistra che da destra. Vi proponiamo l’audio di quegli interventi. Avremmo voluto pubblicare anche la risposta del ministro. Purtroppo però una risposta del ministro non c’è stata.

Dice Walter Veltroni (PD):
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Dice Angela Napoli (PDL):
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Dice Laura Garavini (PD):
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Dice Fabio Granata (PDL):
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Dice Beppe Lumia (PD):
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Risponde Roberto Maroni (Lega Nord):
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(si ringrazia Radio Radicale per aver messo a disposizione gli audio della seduta, che qui riproduciamo in licenza creative commons 2.5: http://www.radioradicale.it/scheda/291794/commissione-dinchiesta-sul-fenomeno-della-mafia)
La Dda torna a Fondi
Fondi. La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha acquisito le delibere di giunta della cosiddetta variante Pantanelle, realizzata per un capanonne industriale – di proprietà, fra gli altri, dell’ex sindaco Parisella – e già citata nella relazione del prefetto Frattasi. A quanto pare le indagini della Dda si estenderebbero anche ad eventuali attività di riciclaggio di denaro sporco. In attesa di informazioni più dettagliate vi proponiamo il servizio andato in onda nel Tgr di oggi.
Querelaci tutti!
Pubblichiamo con piacere una lettera giunta alla redazione del Cantiere Sociale da Vincenzo Trani, referente di Fondi dell’Associazione Caponnetto
Dopo il caso della finta discussione del Consiglio dei Ministri sullo scioglimento del Consiglio Comunale di Fondi, alcuni personaggi noti del nostro territorio sembrano non aver tratto alcun insegnamento e così, anziché ringraziare supinamente chi all’interno del gruppo dei ministri li ha letteralmente graziati, continuano ad attaccare a destra e a manca tutti coloro che hanno fatto finora in maniera egregia il proprio dovere, dimostrando, se ancora ce ne fosse bisogno, di non avere alcun senso di appartenenza alle Istituzioni. Ormai hanno perso la bussola.
D’altronde però, chi li conosce da tempo sa bene che sono personaggi che da sempre hanno attaccato e minacciato chi si metteva contro di loro. Veri caterpillar della politica. Spianano tutti quelli che si mettono di traverso. Non importa nemmeno se sono dello stesso partito. Chi non si allinea va fatto fuori.
Quindi non sorprendono le posizioni contro il Ministro Prestigiacomo sulla vicenda del Parco del Circeo, né tantomeno i sottili attacchi al Ministro dell’Interno o all’Onorevole Italo Bocchino.
Ce ne è per tutti.
E se ce ne è per tutti all’interno del proprio partito, figuriamoci cosa può accadere a chi dall’esterno tenta di fare luce su diverse questioni.
E quando non si riesce ad argomentare su accuse chiare e precise, quando non si riesce a manovrare chi sta indagando sulle vicende di Fondi e provincia, si passa agli annunci intimidatori. Così la ormai ex Giunta Comunale di Fondi annuncia di aver dato incarico ad un ufficio legale di Roma per querelare chi ha infangato finora il buon nome della nostra cittadina, ma senza aver mai querelato nessuno, raddoppiano gli stipendi ai Dirigenti comunali e si dimettono, scappando alla chetichella dal rischio di scioglimento per mafia.
Altri influenti personaggi, parlando di un disegno sovversivo di pezzi deviati dello Stato, minacciano di chiedere una commissione di indagine per verificare il lavoro dell’antimafia su Fondi e provincia, ma come al solito solo annunci intimidatori senza seguito. Continue reading ‘Querelaci tutti!’
Don Ciotti a Fondi l’11 novembre
Continua a Fondi mercoledì 11 novembre alle 17.30 presso l’Auditorium S. Domenico in Via Cavour, “Parole e mafie. Informazione, silenzi, omertà”, la serie di incontri promossi dalla Fondazione Libera Informazione in collaborazione con la Casa della Legalità.
Appuntamenti che, dal 22 settembre scorso, coinvolgono le diverse province del Lazio. Pensati come momenti di confronto con gli operatori locali dell’informazione, con il mondo dell’associazionismo e con tutti i cittadini sensibili alla minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata, gli incontri hanno l’obiettivo di far emergere tutte quelle notizie che faticano ad ottenere diritto di cittadinanza presso gli organi di informazione o ad uscire da un ambito prettamente locale.
Cercare le mafie dove non si vedono ma agiscono e si arricchiscono, assieme a quello della magistratura e delle forze di polizia, è anche compito di una buona informazione e di un buon giornalismo d’inchiesta. Rompere il muro di omertà è un impegno che devono assumersi non solo le forze della società civile, ma anche le istituzioni.
All’incontro interverranno: Don Luigi Ciotti, presidente di Libera; Francesco Forgione, direttore Casa della Legalità; Giovanni Salvi, magistrato; Lorenzo Frigerio e Santo della Volpe, Libera Informazione; Luisa Laurelli, presidente Commissione Sicurezza della Regione Lazio.
L’intervento di Francesco Forgione, ex presidente della commissione antimafia, sulla realtà di Fondi, gli intrecci tra mafia e politica e l’importanza di una corretta informazione:
Il caso Fondi a Le Storie diario italiano, di Corrado Augias, in onda su Raitre martedì 10 novembre:
Caso Fondi, la cronistoria
Il nuovo numero del Cantiere è in edicola
Il numero 10 de Il Cantiere Sociale è in edicola. È un numero pieno, ma anche un numero speciale, con un inserto interamente dedicato alla manifestazione nazionale contro le mafie prevista per il 25 settembre a Fondi, che ospita fra gli altri un contributo di Francesco Forgione, ex presidente della Commissione antimafia. Molte le novità, a partire dalla venuta in redazione del nuovo direttore, Andrea Palladino, giornalista del Manifesto. Compratelo, leggetelo, diffondetelo. Per ragioni di spazio non ci è stato possibile inserire l’interessante e puntuale contributo di storico di Antonio Di Fazio sul tema delle mafie. Siccome era davvero un peccato rinunciarvi, abbiamo pensato di pubblicarlo integralmente sulle pagine di questo sito. Buona lettura.
Anche la Storia…
di Antonio Di Fazio
Purtroppo mafia, corruzione, nepotismo, affarismo, clientelismo sono mali che affliggono lo stato italiano da sempre, direi che ne costituiscono quasi il dna. Non è un’esagerazione, né una provocazione. E peraltro questa constatazione non può di certo offuscare certe virtù e capacità che il popolo italiano ha pur sempre saputo mostrare, in tutti i campi, in termini di stile, di laboriosità, di ingegno e creatività.
Ma dicevo del dna, in riferimento alla vita pubblica italiana. Per limitare il discorso e partendo dalla nascita ufficiale dello Stato italiano, di cui si stanno preparando i festeggiamenti del 150.mo anniversario (cadrà nel 2011) – tralasciando dunque quanto di male è stato realizzato nei secoli precedenti, secoli nei quali comunque i comportamenti violenti e moralmente riprovevoli erano comuni e diffusi a livello planetario – possiamo scomodare già l’eroe più popolare dell’avventura risorgimentale, cioè Garibaldi.
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