Andrea Palladino presenta “Trafficanti. Sulle piste di veleni armi e rifiuti” – Fondi, venerdì 1° giugno 2012

La Libreria Mondadori di Fondi e l’associazione Il Cantiere Sociale presentano il nuovo libro di Andrea Palladino “Trafficanti. Sulle piste di veleni armi e rifiuti” – venerdì 1° giugno 2012

La Libreria Mondadori di Fondi e l’associazione Il Cantiere Sociale invitano i cittadini alla presentazione del libro “Trafficanti. Sulle piste di veleni armi e rifiuti” (Editori Laterza) del giornalista Andrea Palladino. L’incontro si terrà venerdì 1° giugno alle ore 18:30 presso la Libreria Mondadori in Corso Appio Claudio e vedrà la partecipazione dell’autore e del giornalista Vincenzo Mulè.
Andrea Palladino, giornalista d’inchiesta per testate importanti come Il Manifesto e Il Fatto Quotidiano, torna a Fondi a due anni dal precedente “Bandiera nera. Le navi dei veleni”. Questo nuovo lavoro approfondisce le sue inchieste sul traffico internazionale di armi e rifiuti. Palladino ci racconta le trame che in questi anni sono state sistematicamente occultate e le vicende ancora oscure come quella dell’uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin a Mogadiscio. Durante l’incontro saranno proiettati alcuni documenti filmati girati dai due giornalisti Rai in Somalia prima del loro assassinio.
Non manca nel libro il riferimento a un caso che ci interessa da vicino, tornato recentemente di stretta attualità: il coinvolgimento nel traffico di rifiuti tossici della discarica di Borgo Montello, con l’omicidio rimasto irrisolto di don Cesare Boschin.
Quella del traffico di armi e rifiuti, come leggiamo nelle note di copertina del libro “è una storia di crimini rimasti senza un colpevole, di chi è stato ucciso per averla raccontata e di chi ha individuato la ragnatela tessuta dalla malavita e il ruolo che ha giocato la politica. Protagonista è l’Italia, diventata una gigantesca piattaforma logistica di veleni. Questa è un’inchiesta che parla di Seveso, di viaggi via nave verso l’Africa, delle rotte verso la Romania, di carichi clandestini di veleni sbarcati in America Latina, della tragica Somalia. Raccoglie rivelazioni inedite di trafficanti e di collaboratori che vivono ancora oggi sotto copertura e segue le tracce dei grandi mediatori di scorie, di imprenditori e di esperti di marketing politico, di servizi segreti e di criminalità organizzata”.

Per informazioni
Libreria Mondadori: Corso Appio Claudio 28, Fondi – Tel: 0771501586
Associazione Il Cantiere Sociale: ilcantieresociale@gmail.com – www.ilcantieresociale.it

Il Cantiere è in edicola

Da oggi il Cantiere torna in tutte le edicole di Fondi con un numero particolare, il primo senza Luigi Di Biasio, voce e anima del giornale, che ci ha lasciati improvvisamente a gennaio. A lui è dedicato uno speciale di otto pagine con il saluto della redazione e quello degli amici, e i suoi articoli più significativi di questi anni.
Spazio poi all’attualità. Debiti & Sprechi a Fondi, con piazza De Gasperi ancora chiusa dopo la cementificazione, tra spese folli e contenziosi. E il complesso della Giudea, ristrutturato dalla regione per farne abitazioni popolari e utilizzato invece dal comune come dormitorio per artisti. Ancora Fondi, con la modifica allo Statuto comunale che consente anche ai non eletti di entrare a far parte dell’amministrazione. I problemi delle associazioni tra carenza di fondi e mancanza di spazi pubblici, e quelli dei pendolari che reclamano maggiori servizi. Il dibattito sul Parco degli Ausoni e quello sull’acqua pubblica, in vista dei referendum del 12 giugno. Per finire come di consueto con la musica, sulle note della Consorteria del Vinile e dell’Artigianato.

Ciao, Luigi

DSCN3978cIeri, 2 gennaio 2011, è venuto a mancare Luigi Di Biasio, voce storica del Cantiere Sociale, primo direttore della testata e figura insostituibile del nostro giornale. Negli ultimi anni, fra le altre cose, Luigi è stato consigliere comunale d’opposizione per Rifondazione Comunista e presidente del circolo locale di Legambiente. Una vita, la sua, spesa a difendere il bene comune, la buona politica, l’ambiente. Animatore politico e culturale instancabile, corrosivo in tutti i suoi interventi, ma sempre informato, preciso, impeccabile. Per noi è una perdita umana e professionale incolmabile. Per ricordarlo abbiamo deciso di pubblicare l’elogio che abbiamo letto oggi durante la cerimonia funebre.

Di solito per la consegna degli articoli eri un direttore esigente e pretendevi la massima efficienza e operosità. Ma stavolta davvero non ci hai lasciato il tempo: il pezzo non è pronto e noi neanche. Ci lasci con un sacco di cose da scrivere, da pensare, da organizzare; un cantiere, il Cantiere Sociale, da tenere aperto. Quando ci riuniamo? Era il saluto che incontrandoci ci siamo rivolti negli ultimi tempi.
C’era il progetto di aumentare le pagine, gli argomenti, le collaborazioni. Senza di te sarà più impegnativo; ci mancherà la tua visione delle cose, della politica, degli affari in questo paese difficile. La certezza di avere l’inchiesta, il pezzo principale, e di dover pensare al resto. Ci mancherà la redazione nella tua stanza archivio, i lunghi pomeriggi di impaginazione da cui usciamo esausti, un tuo titolo irriverente verso i poteri cittadini, la censura di un pezzo “impubblicabile”, la condivisione di un’esperienza politica e di vita irripetibile.
In Africa si dice che un vecchio che muore è una biblioteca che brucia. Tu non eri ancora vecchio, ma di certo con te muore un mondo di saperi, di esperienze, di capacità.
Ci hai insegnato a non abbassare mai la testa. Ci hai insegnato a non avere alcun riguardo verso il potere, soprattutto se fondato sulla prepotenza, l’ingiustizia, il malaffare. Ci hai insegnato a disprezzare allo stesso modo quelli che al potere si sottomettono, per viltà, per interesse o per paura: tutti quelli insomma che scelgono di non essere uomini liberi indebolendo così la libertà e l’integrità di una intera comunità.
Ci hai dimostrato che la libera informazione esiste, che la paura deve lasciare spazio alla verità e che la verità prima o poi vince.
Ti salutiamo così, Luigi, sperando di non essere stati troppo retorici.
E come vedi, alla fine abbiamo imparato ad essere sintetici.

Le mafie nel mondo (e a Fondi)

Mercoledì 10 novembre l’associazione Il Cantiere Sociale ha presentato il libro “Mafia Export” insieme all’autore, Francesco Forgione. Numerosa la partecipazione dei cittadini, che al termine dell’incontro hanno acquistato il libro al nostro banchetto e degustato con noi i vini di Libera, realizzati dalle cooperative sociali sui terreni confiscati alle mafie.
Vi proponiamo la breve intervista a Forgione andata in onda per l’occasione sui Tg locali. Su questo link, invece, è possibile guardare il video completo della presentazione. Ringraziamo l’operatore Danilo Pezzola per averci concesso l’utilizzo del materiale.

Il Cantiere presenta “Mafia Export”

Mercoledì 10 novembre alle ore 18.30, presso il Palazzo Caetani a Fondi, l’associazione culturale “Il Cantiere Sociale” presenterà il libro “Mafia Export”, alla presenza dell’autore, Francesco Forgione, ex presidente della Commissione Parlamentare Antimafia e docente di Storia e Sociologia delle organizzazioni criminali all’Università degli Studi de L’Aquila.
Modererà l’incontro Andrea Palladino, giornalista del Manifesto e direttore del periodico Il Cantiere Sociale.

“Mafia Export. Come ‘Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra hanno colonizzato il mondo” (Baldini Castoldi Dalai editore, 2009, p. 384)

La prima trattazione globale del made in Italy mafioso, completa delle mappe della diffusione delle mafie italiane nel mondo e delle rotte della droga.

Presentazione Mafia Export a FondiQuasi ogni giorno, giornali e tv danno notizia di operazioni antimafia con arresti in diversi Paesi. Brevi servizi che non lasciano traccia nell’opinione pubblica, assuefatta e indifferente. In fondo, si pensa, sono storie che non toccano la nostra vita.Eppure, se si raccontasse che dietro queste operazioni c’è una realtà in cui narcotrafficanti della ’ndrangheta movimentano tonnellate di cocaina dal Sud America e comprano mercantili come fossero auto usate; che mafiosi condannati in Italia e ricercati vivono come imprenditori «coccolati» in Sudafrica; che la camorra ha creato una multinazionale del falso di marchi prestigiosi con filiali in tutto il mondo; che in Germania il traffico di droga degli ultimi vent’anni è passato per le pizzerie calabresi; che la Spagna è terra di conquista per i boss nostrani, che ne cementificano le coste e le usano come approdi per le loro partite di droga. Di fronte a questo scenario – in cui il fatturato annuo di ’ndrangheta, Cosa Nostra e camorra, circa 130 miliardi di euro, è superiore al Pil di tre piccoli Stati europei, e quasi il 10% della popolazione attiva nel Mezzogiorno lavora nell’«industria mafiosa» – si resta sgomenti. Qual è il confine fra economia pulita e criminale? Di cosa parliamo quando ci riferiamo alle mafie italiane nel mondo? E fin dove sono arrivate?A tali interrogativi, Francesco Forgione risponde raccontando i principali progetti di «colonizzazione» economica mafiosa, chi li ha portati avanti e come sono andati a finire. E grazie alla mappatura completa della dislocazione globale delle «famiglie», fotografa lo stato attuale della «globalizzazione occulta» delle tre mafie italiane. Uno strumento unico per capire le dimensioni di quell’«economia canaglia» che intossica il mondo, più di quanto possiamo immaginare.

Il Cantiere presenta “Bandiera Nera”.

Sabato 25 settembre alle ore 18.00, presso il Chiostro San Domenico a Fondi, l’associazione culturale “Il Cantiere Sociale” presenterà il libro-inchiesta di Andrea Palladino, giornalista del Manifesto, sul ritrovamento delle navi dei veleni. Alla presentazione sarà presente l’autore.

Di seguito pubblichiamo un estratto della prefazione al libro, scritta da Massimo Carlotto:


locandina“Chi legge Bandiera Nera di Andrea Palladino “dopo” non può più affermare di non essere sufficientemente informato. Questo libro, tra saggio e inchiesta giornalistica, caratterizzato da una scrittura potente e incisiva, spazza via la certosina campagna di disinformazione che, da anni, sta condizionando l’opinione pubblica italiana su quell’intricato ma efficientissimo sistema criminale che si occupa dello smaltimento illegale dei rifiuti tossici. Palladino non “suggerisce”, non si limita a seminare dubbi su traballanti verità ufficiali ma da vero giornalista investigativo ricostruisce verità e realtà basandosi su fatti solidi e inoppugnabili. Non siamo più abituati a questo tipo di informazione e leggere Bandiera nera è una boccata d’ossigeno in questa Italia dove tutto è gossip e sai che quando un ministro si presenta a una conferenza stampa non è certo per dire la verità. Palladino sgombra il campo da tutte le balle che ci hanno propinato anche recentemente con la vicenda del relitto al largo di Cetraro, l’affare Cunski e le rivelazioni del pentito Francesco Fonti. E mette in evidenza quella che è la verità più scomoda da digerire e cioè che in Italia “c’è un ciclo dei rifiuti eternamente irrisolto, con le scorie industriali che avvelenano sistematicamente le nostre terre e i nostri mari da un tempo immemorabile. Basta fare due conti, accostando la quantità di rifiuti industriali prodotti con il numero delle tonnellate legalmente smaltite per capire come il ciclo criminale dei veleni sia qualcosa di sistematico. Solo per questo il potere centrale è sicuramente colluso. Non solo singoli deputati o ministri – di ogni parte politica e di ogni legislatura – ma l’intero sistema politico permette che la gestione dei rifiuti sia saldamente in mano a una rete inattaccabile fatta dall’industria, dai mediatori e dalla criminalità organizzata”.Di ogni parte politica. Già proprio così. Le pagine sulla rossa Toscana fanno male più di un cazzotto sui denti. E con la Campania non andiamo meglio.Un “sistema”, quindi, che si modifica a seconda delle esigenze e Bandiera Nera spiega perché dopo le navi dei veleni sono arrivati i casalesi. Questo è un libro davvero importante perché fornisce tutti gli strumenti per capire quello che sta accadendo oggi intorno alle scelte scellerate in termini di termovalorizzatori e discariche. Ovunque spuntano comitati che si battono per impedire che tecnologie obsolete, pagate a carissimo prezzo, ci avvelenino con i loro fumi, ma se non si conosce tutto quello che è accaduto da sempre in questo Paese non si comprende la necessità di articolare un progetto politico a livello nazionale per mettere la parola fine a questa immane tragedia.Menzogne. Ci hanno sempre sommerso di menzogne eppure le scorie uccidono. Qui e nei paesi più poveri del mondo che sono diventati la discarica del nostro benessere. Ma le menzogne si sono sempre avvalse di importanti, e profumatamente pagati, pareri “scientifici”. È impressionante come Palladino sveli il diabolico intreccio di complicità che regge l’affare “veleni”.Bandiera Nera lascia il segno. Spero che lo leggano in tanti, tantissimi e che lo adottino nelle scuole dato che è un validissimo esempio, anche dal punto di vista narrativo, di come si può ancora fare in Italia informazione di qualità”.

Massimo Carlotto