Delle Chiaie a Fondi, ma la storia non si cambia

È prevista per oggi la presenza a Fondi di Stefano Delle Chiaie. L’ex militante neofascista, protagonista delle vicende più oscure dello stragismo nero tra gli anni sessanta e ottanta, presenterà nella sala del Castello Caetani il suo libro di memorie “L’aquila e il Condor”, che a detta degli organizzatori dell’incontro dovrebbe “fare chiarezza” su quello che avvenne negli anni di piombo.

È invece l’ennesimo tentativo di stravolgere la storia per riabilitare, attraverso personaggi come questo, la destra fascista corresponsabile delle stragi. Una rivisitazione che ormai è diventata quasi un nuovo genere letterario.
Stefano Delle Chiaie è implicato nelle stragi di piazza Fontana e della stazione di Bologna, rimaste impunite perché coperte dai servizi segreti e da pezzi interi dello Stato. Negli anni della latitanza in Sud America ha contribuito ad organizzare gruppi paramilitari responsabili della sparizione di migliaia di cittadini.

La sua presenza, e la concessione della sala del Castello da parte dell’amministrazione comunale di Fondi, indigna i cittadini democratici. In un periodo in cui la politica non offre vie di uscita ad una crisi che non è soltanto economica, è importante vigilare affinché non sia lasciato spazio a operazioni di sdoganamento e a movimenti che fanno della mistificazione e della prevaricazione il loro operato.

25 Aprile a Fondi: “Sulle strade dell’antifascismo_2013″

Domani è il 25 Aprile, Festa della Liberazione.
Anche quest’anno a Fondi vogliamo rinnovare l’iniziativa lanciata negli anni scorsi dal circolo di SEL: “Sulle strade dell’antifascismo” è una passeggiata in bicicletta per le tante strade che la nostra città ha voluto dedicare ai protagonisti della Resistenza e alle vittime del fascismo. Sono le strade che attraversiamo tutti i giorni nell’indifferenza, in una città che sembra aver perso la sua memoria storica e da decenni ritiene di non dover festeggiare la Liberazione con celebrazioni ufficiali. Una città che è sempre di più il punto di incontro di culture diverse, ma che vede allo stesso tempo un susseguirsi di segnali inquietanti di intolleranza.

L’iniziativa è autorganizzata, l’appuntamento è per domani 25 aprile 2013, alle ore 9:15 in piazza Matteotti a Fondi. Venite in bicicletta, pattini, skate, a piedi… e Buona Liberazione!

Pellegrino, causa persa contro Anno Zero

Una buona notizia che apprendiamo questa mattina da Latina Oggi. L’Impresa Pellegrino perde la causa per diffamazione che aveva intentato dopo la puntata di Anno Zero del 5 novembre 2009. Nella trasmissione di Michele Santoro che si occupò del caso Fondi, l’inviata del programma fece visita al cantiere di piazza De Gasperi e il nostro Luigi Di Biasio spiegò come con una “strana” gara d’appalto la Pellegrino e le altre imprese collegate si aggiudicarono i lavori per la costruzione della casa comunale, del centro commerciale di piazza De Gasperi e del teatro comunale.

Pellegrino, causa persa contro “Anno Zero”

L’Impresa Pellegrino perde la causa civile per diffamazione a mezzo stampa contro “Anno Zero”, l’ex Assessore Riccardo Izzi e il compianto Luigi Di Biasio venuto a mancare nel gennaio dello scorso anno. La causa era stata intentata dopo la puntata di “Anno Zero” […]
La Pellegrino si era ritenuta danneggiata dal servizio e aveva intentato una causa contro la Rai, Izzi e Di Biasio. Di tutt’altro avviso i giudici della sezione civile del Tribunale di Roma secondo i quali sono stati garantiti tutti i criteri dell’informazione giornalistica. […]

(fonte: Latina Oggi del 27.6.2012)

Questo è lo spezzone della puntata di Anno Zero con l’intervento di Luigi Di Biasio (minuto 0:50 circa):

#Salvaiciclisti: Appello a Monti per la tutela di chi usa la bici per andare al lavoro; è la terza Critical Mass digitale

A 4 mesi dalla prima Critical Mass digitale che ha dato inizio al movimento #salvaiciclisti, oggi centinaia di blog italiani pubblicano in simultanea un appello al Governo e al Parlamento per chiedere la modifica della legge n. 38/2000 e assicurare la tutela ai cittadini che utilizzano la bicicletta quotidianamente per recarsi al lavoro. Il Cantiere Sociale aderisce all’iniziativa che arriva dopo la campagna email dei cittadini che chiedeva al sindaco di aderire al manifesto del Times.

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana, Prof. Mario Monti,
Abbiamo molto apprezzato la nota con cui Lei il 14 maggio scorso ha dato sostegno alle istanze della campagna #salvaiciclisti sottolineando i vantaggi economici derivanti dall’uso della bicicletta in ambito urbano e definendo la bicicletta come “mezzo di trasporto “intelligente”, sia dal punto di vista dell’impatto ambientale, sia a livello economico, dato che riduce sensibilmente i costi legati alla mobilità urbana, sia, aspetto non meno rilevante, per la salute degli individui.”
Infatti, in questo periodo di crisi economica, per ridurre i costi derivanti dalla mobilità, molte persone fanno sempre più ricorso all’uso della bici, anche per andare al lavoro.
Purtroppo nel nostro Paese coloro che decidono di utilizzare la bici per recarsi al lavoro, si trovano a confrontarsi con una legislazione che, non solo non incentiva, ma addirittura penalizza chi utilizza questo mezzo di trasporto. In Italia, in caso di sinistro durante il percorso casa-lavoro effettuato in bicicletta, l’INAIL riconosce al lavoratore lo status di “infortunio in itinere” “purché avvenga su piste ciclabili o su strade protette; in caso contrario, quando ci si immette in strade aperte al traffico bisognerà verificare se l`utilizzo era davvero necessario” [nota INAIL].
Mentre nel resto d’Europa l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto per recarsi al lavoro è sistematicamente incentivato e promosso, in Italia il lavoratore che decide di spostarsi senza inquinare e senza creare traffico, non solo non riceve alcun incentivo, ma deve farlo a proprio rischio e pericolo e senza tutele.
Allo scopo di mettere fine a questo anacronismo è in corso una campagna promossa dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB) che chiede la modifica dell’art. 12 del D.Lgs. 38/2000 e di aggiungere al testo attuale la frase: “L’uso della bicicletta è comunque coperto da assicurazione, anche nel caso di percorsi brevi o di possibile utilizzo del mezzo pubblico”, esattamente come previsto per il lavoratore che si reca al lavoro a piedi.
La proposta della FIAB ha già raccolto oltre diecimila firme e ricevuto parere favorevole da parte di ben tre Regioni, tre Province e sedici Comuni tra cui Milano, Bologna e Venezia che ravvisano grande imbarazzo nel chiedere ai concittadini e ai propri dipendenti di usare la bicicletta senza poter garantire nel contempo adeguate tutele.
Con la presente chiediamo a Lei, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e ai Presidenti di Camera e Senato di voler intervenire al più presto per porre fine a questa discriminazione che non ha eguali in Europa e di accogliere questa proposta di modifica legislativa.
Per ulteriori informazioni sul tema dell’infortunio in itinere per il pendolare in bicicletta, Le segnaliamo il sito internet www.bici-initinere.info che è stato predisposto allo scopo di diffondere consapevolezza rispetto a questa campagna.
Confidando in una sua pronta risposta e auspicandoci condivisione nel merito,
cogliamo l’occasione per salutarla cordialmente

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Se anche tu ritieni che chi si reca al lavoro in bicicletta non debba essere vittima di discriminazioni invia questa lettera direttamente al Presidente del Consiglio, al Ministro competente e ai Presidenti di Camera e Senato: e.olivi@governo.it; gabinettoministro@mailcert.lavoro.gov.it; fini_g@camera.it; schifani_r@posta.senato.it.
Inoltre puoi contribuire alla diffusione di questa iniziativa attraverso il tuo blog, il tuo sito internet oppure attraverso il tuo account di Facebook o di Twitter.

Andrea Palladino presenta “Trafficanti. Sulle piste di veleni armi e rifiuti” – Fondi, venerdì 1° giugno 2012

La Libreria Mondadori di Fondi e l’associazione Il Cantiere Sociale presentano il nuovo libro di Andrea Palladino “Trafficanti. Sulle piste di veleni armi e rifiuti” – venerdì 1° giugno 2012

La Libreria Mondadori di Fondi e l’associazione Il Cantiere Sociale invitano i cittadini alla presentazione del libro “Trafficanti. Sulle piste di veleni armi e rifiuti” (Editori Laterza) del giornalista Andrea Palladino. L’incontro si terrà venerdì 1° giugno alle ore 18:30 presso la Libreria Mondadori in Corso Appio Claudio e vedrà la partecipazione dell’autore e del giornalista Vincenzo Mulè.
Andrea Palladino, giornalista d’inchiesta per testate importanti come Il Manifesto e Il Fatto Quotidiano, torna a Fondi a due anni dal precedente “Bandiera nera. Le navi dei veleni”. Questo nuovo lavoro approfondisce le sue inchieste sul traffico internazionale di armi e rifiuti. Palladino ci racconta le trame che in questi anni sono state sistematicamente occultate e le vicende ancora oscure come quella dell’uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin a Mogadiscio. Durante l’incontro saranno proiettati alcuni documenti filmati girati dai due giornalisti Rai in Somalia prima del loro assassinio.
Non manca nel libro il riferimento a un caso che ci interessa da vicino, tornato recentemente di stretta attualità: il coinvolgimento nel traffico di rifiuti tossici della discarica di Borgo Montello, con l’omicidio rimasto irrisolto di don Cesare Boschin.
Quella del traffico di armi e rifiuti, come leggiamo nelle note di copertina del libro “è una storia di crimini rimasti senza un colpevole, di chi è stato ucciso per averla raccontata e di chi ha individuato la ragnatela tessuta dalla malavita e il ruolo che ha giocato la politica. Protagonista è l’Italia, diventata una gigantesca piattaforma logistica di veleni. Questa è un’inchiesta che parla di Seveso, di viaggi via nave verso l’Africa, delle rotte verso la Romania, di carichi clandestini di veleni sbarcati in America Latina, della tragica Somalia. Raccoglie rivelazioni inedite di trafficanti e di collaboratori che vivono ancora oggi sotto copertura e segue le tracce dei grandi mediatori di scorie, di imprenditori e di esperti di marketing politico, di servizi segreti e di criminalità organizzata”.

Per informazioni
Libreria Mondadori: Corso Appio Claudio 28, Fondi – Tel: 0771501586
Associazione Il Cantiere Sociale: ilcantieresociale@gmail.com – www.ilcantieresociale.it

Attentato di Brindisi: la violenza ci ruba il futuro

Quello che segue è il comunicato stampa che abbiamo sottoscritto insieme a forze politiche e associative di Fondi dopo l’attentato di sabato scorso, 19 maggio, alla scuola Morvillo-Falcone di Brindisi.

L’attentato che ha colpito la scuola Morvillo-Falcone di Brindisi, provocando la morte di una studentessa di sedici anni, e diversi feriti, di cui alcuni gravi, rappresenta l’atto più vile e tragico che si possa compiere contro lo Stato e la Democrazia italiana.
Ci troviamo di fronte ad un attentato gravissimo che fa presagire l’apertura di una nuova e tragica fase di terrore criminale. Ci auguriamo che lo Stato e le Istituzioni di questo Paese si uniscano per accertare, al più presto, la natura e i mandanti di questo attentato, che ci ha fatto precipitare agli anni più bui dello stragismo dei primi anni novanta.
L’intera società civile deve unirsi per difendersi e innalzare la guardia nella lotta contro tutte le mafie. È giunto il momento di mettere in campo la capacità di reazione del Paese.
L’indignazione non basta più. Nella scuola Morvillo-Falcone in mattinata sarebbe passata la Carovana Internazionale Antimafia di Libera per incontrare gli studenti, proprio come avvenuto a Fondi solo pochi giorni fa. Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare mercoledì 23 p.v. presso il Castello Baronale, a partire dalle ore 18,30, alle iniziative previste per ricordare Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e tutte le vittime della mafia.
Diamo una risposta forte, come cittadini di questa città prima con la manifestazione di mercoledì, poi con l’impegno quotidiano.

Partito Democratico, Circolo di Fondi – Lista Civita per Fondi – Sinistra Ecologia e Libertà – Lista Lido di Fondi – Associazione Libera – ANPI Sezione di Fondi – Circolo Legambiente La Ginestra – Associazione Il Cantiere Sociale

Monte San Biagio, cittadini e forze politiche contro l’area industriale in zona agricola

L’amministrazione comunale di Monte San Biagio si appresta a realizzare una zona artigianale e industriale in un’area agricola, il “Comparto 7″, importante a livello ambientale e per l’economia di molte famiglie del territorio.
I cittadini, supportati da associazioni e forze politiche, presentano un dettagliato dossier di osservazioni in cui denunciano le irregolarità del progetto.
Di seguito il comunicato stampa congiunto di Legambiente, Lista Il Bene Comune e Sinistra Ecologia Libertà (in fondo al testo i link ai file pdf con le osservazioni).

Il Piano Regolatore Generale (PRG) del Comune di Monte San Biagio, approvato dalla Regione Lazio nel 2005, prevede la realizzazione di una zona mista artigianale e piccola industria sui terreni che circondano il canale Fontanelle, indicati come Comparto 7. Si tratta di una parte di territorio in cui si svolgono prevalentemente attività agricole ed in cui sorgono in maggioranza aziende a carattere familiare anche di dimensione rilevante.

Il canale stesso è stato oggetto di una richiesta di declassificazione da parte dell’amministrazione, richiesta accolta solo parzialmente perché il vincolo di inedificabilità è stato ristretto da 150 a 50 metri dal corso d’acqua. Sempre nella zona, è presente una vasca di raccolta acque di proprietà del Consorzio di Bonifica.

Il Comune di Monte San Biagio ha stipulato con il Consorzio Industriale Sud Pontino una Convenzione, in cui si affida al Consorzio la gestione dell’area per un tempo indeterminato, comprese le pratiche di esproprio, in cambio delle opere di urbanizzazione e manutenzione delle stesse.

Se l’attuazione del PRG avesse come finalità il rilancio delle attività agricole della zona, compatibilmente con le sue caratteristiche ambientali, ci sarebbe da essere soddisfatti. Invece, l’esame del Piano Particolareggiato Esescutivo (PPE) del Comparto 7, pubblicato in queste settimane dall’Ufficio Urbanistica, ha allarmato sia i proprietari dei terreni, alcuni dei quali hanno realizzato negli ultimi anni importanti investimenti nelle proprie attività agricole, sia i rappresentanti della lista civica “Il bene comune” e di “Sinistra Ecologia e Libertà” Circolo intercomunale P. Impastato Fondi, M.S.Biagio, Sperlonga nonché gli attivisti del locale Circolo di Legambiente “Serra Andresone”.

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Fondi, il turismo imposto dal basso

Si è svolta, martedì 4 giugno 2011 dalle ore 17.00 fino a sera, presso il Castello Caetani di Fondi (LT), una riunione pubblica sul tema, da titolo roboante, “Patto territoriale per il Turismo”.
L’incontro promosso dalla Provincia di Latina, dall’Ente Provinciale per il Turismo e dal Comune di Fondi, ha visto tra i suoi relatori la presenza dell’Assessore provinciale allo Sviluppo Economico Silvio D’Arco, dell’Assessore provinciale alla Pianificazione Territoriale, e Urbanistica, Politiche della Mobilità Fabio Martellucci, del direttore dell’APT Latina Paolo Graziano e la presenza dei sindaci, o di loro delegati, delle amministrazioni comunali di Fondi, Lenola, Monte San Biagio, Sperlonga e Campdimele. In qualità di rappresentante della città ospitante ha introdotto i lavori il Sindaco di Fondi Salvatore De Meo. Alla riunione erano presenti operatori turistici ed economici, rappresentanti di associazioni di categoria ed anche figure tecniche iscritte adi Ordini professionali.

Il tema, da qualche tempo, è oggetto di una serrata discussione in ambito provinciale dopo che, sotto l’impulso del Presidente Cusani, si è svolta una Conferenza dei sindaci che ha visto una massiccia adesione: 25 Comuni su 33. Lo scopo dell’iniziativa è quello di arrivare alla sigla tra Comuni, Provincia e Regione di un Protocollo di Intesa sull’implementazione e il miglioramento dell’offerta turistica, questa è la formula con cui la proposta è stata esplicitata.

I soggetti che potrebbero partecipare all’iniziativa sono sia pubblici sia privati: enti locali, microimprese, piccole e medie imprese; unità produttive (ovvero strutture anche articolate su più immobili fisicamente separati, ma prossimi, finalizzate allo svolgimento dell’attività, dotate di autonomia produttiva, tecnica, organizzativa, gestionale e funzionale), strutture ricettive. Il tutto dovrebbe trovare una sua ragione d’essere a partire dal Piano Triennale del Turismo approvato dalla Regione Lazio. Entro le maglie di questo documento, si è capito, bisogna trovare i cavilli che permettono di scardinare, “attraverso interventi di natura straordinaria ed in deroga agli strumenti urbanistici attuali”, quelli che sono stati definiti i “lacciuoli” del P.T.P.R. in vigore.

Poiché la Regione riconosce il turismo come fenomeno integrato di sviluppo economico sostenibile, di promozione e valorizzazione del territorio, di crescita sociale e cultura della persona e della collettività: sulla base dell’art. 1 della L.R. N. 13/2007, di concerto con i Comuni, è nata l’idea di attuare un Patto Territoriale per il Turismo, finalizzato ad implementare e migliorare l’offerta turistica provinciale attraverso la riqualificazione delle imprese ricettive esistenti, la creazione di nuove strutture, l’attuazione di iniziative imprenditoriali atte ad incrementare e supportare le attività connesse al turismo. Detto in questi termini la proposta sembrerebbe meritevole di attenzione e di dibattito. E questo è sembrato dagli interventi un po’ vaghi e un po’ politichesi del Sindaco di Fondi, De Meo, e dell’Assessore Provinciale, D’Arco.

Quando la parola è passata al direttore dell’E.P.T. di Latina Paolo Graziano, funzionario regionale attualmente consigliere provinciale ed ex sindaco di Minturno, quest’ultimo ha rotto gli indugi e si è lanciato in ardite invettive alle strette maglie del P.T.P.R. che, a suo dire, è uno dei responsabili dell’attuale crisi del Settore poiché limita investimenti e non attrae capitali in quanto, “omogeneizzando vaste aree di territorio a destinazioni d’uso fa si che crescano solo cannucce impedendo una vera tutela di quest’ultimo”.

Un esempio dei danni prodotti da questi “lacciuoli” ed anche da tanti altri cavilli legislativi e burocratici è stato additato nella vicenda che vede implicato il “Camping Sant’Anastasia” sul Litorale di Fondi. Non ha risparmiato critiche nemmeno all’apparato burocratico regionale, reo di non essere pratico e solerte nei procedimenti occorrenti alla definizione di questi problemi. Il tutto per arrivare a stabilire che gli unici deputati a poter decidere del proprio destino sono, coadiuvati dalla Provincia, proprio i Comuni interessati. Nel suo accalorato intervento ha spesso richiamato la concretezza degli interventi e i tempi certi per la loro attuazione. Sulla stessa banda d’onda sono restati sia l’assessore Provinciale alla Pianificazione Territoriale, e Urbanistica, Politiche della Mobilità Fabio Martellucci, con un richiamo ad una inversione di impostazione culturale nel concepire la tutela del territorio (?), sia il vicepresidente vicario della FederAlberghi del Lazio e Presidente di quella di Latina Enzo Grossi che si riconosceva in toto nelle affermazioni di Graziano ed, anzi, avrebbe voluto andare oltre probabilmente incredulo di vedersi aprire prospettive inaspettate.

A questo punto il dibattito è un po’ caduto in rivendicazioni e sterili accuse agli Enti che ne hanno abbassato il livello di interesse. Tuttavia per tracciare un bilancio dell’iniziativa, a cui ne faranno seguito altre per tenere informato e per coinvolgere tutto il territorio provinciale, c’è da dire che è stata approntata una apposita modulistica per formulare i relativi progetti. La scadenza del bando, manifestato tramite un Avviso Pubblico, è stata fissata al 30 luglio p.v.. I progetti saranno inviati in triplice copia al Comune di appartenenza, all’Amministrazione Provinciale e all’Ente Provinciale del Turismo. La funzione di questi ultimi, ci è parso intendere, è quella di raccordare tutti i progetti sottoponendoli soltanto ad una specie di parere di conformità al Piano Territoriale del Turismo Provinciale. L’impegno per l’attuazione e la fattibilità è stato ben lungi dall’essere preso, in barba alla praticità invocata, lasciando intendere che la vera forza del progetto è proprio quella di riuscire a coinvolgere un numero più ampio possibile di operatori nella proposta da far pesare, poi, in un eventuale confronto con la Regione. Una pratica di “imposizione dal basso” di scelte che interessano i territori capovolgendo i processi di decisione e di programmazione degli interventi e, tramite l’intervento straordinario ed in deroga, tentare di aggirare pareri vincolanti di altri Enti (ad esempio i Parchi?).

Dato il rilievo dell’operazione e dell’iniziativa, visto i soggetti e gli Enti coinvolti, c’è da sospettare che sia una azione concordata con l’attuale Governo Regionale per aggirare le prescrizioni e le norme del P.T.P.R. vigente e preparare il terreno ad un assalto al territorio, anche qui ci illuminano alcune dichiarazioni di Graziano che ha sottolineato l’importanza di «far decollare le strutture ricettive, migliorando quelle esistenti e creandole laddove non esistono. Non perdiamo tempo. Il Patto ha una durata di 3-5 anni. Entro un mese sarà pronto il Protocollo di Intesa».

Quello che ci pare chiaro è che su legittime aspettative degli operatori turistici emergono manovre, alle spalle di questi ultimi, che li vedono usati al solo scopo di portare a termine una operazione di dubbia legittimità dai contorni e dagli esiti ancora indefiniti e dai benefici ancora tutti da verificare. Un ultima domanda, sorge legittima, a vantaggio di chi?

Il Cantiere è in edicola

Da oggi il Cantiere torna in tutte le edicole di Fondi con un numero particolare, il primo senza Luigi Di Biasio, voce e anima del giornale, che ci ha lasciati improvvisamente a gennaio. A lui è dedicato uno speciale di otto pagine con il saluto della redazione e quello degli amici, e i suoi articoli più significativi di questi anni.
Spazio poi all’attualità. Debiti & Sprechi a Fondi, con piazza De Gasperi ancora chiusa dopo la cementificazione, tra spese folli e contenziosi. E il complesso della Giudea, ristrutturato dalla regione per farne abitazioni popolari e utilizzato invece dal comune come dormitorio per artisti. Ancora Fondi, con la modifica allo Statuto comunale che consente anche ai non eletti di entrare a far parte dell’amministrazione. I problemi delle associazioni tra carenza di fondi e mancanza di spazi pubblici, e quelli dei pendolari che reclamano maggiori servizi. Il dibattito sul Parco degli Ausoni e quello sull’acqua pubblica, in vista dei referendum del 12 giugno. Per finire come di consueto con la musica, sulle note della Consorteria del Vinile e dell’Artigianato.

I risvegli di Renata Polverini

polverini1Si è parlato anche del Mof nel convegno sulla legalità organizzato dalla fondazione Vedrò (fondata da Enrico Letta e Giulia Bongiorno) a cui è stata invitata la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. Nel corso dell’incontro il magistrato Nicola Gratteri ha sottolineato la presenza rilevante delle mafie nel basso Lazio, in particolare a Latina e a Fondi, «dove controllavano il grande mercato ortofrutticolo».
«Gratteri – ha risposto la Polverini – ha confermato ciò che già ho potuto osservare» ed ha poi aggiunto: «farò di tutto per impedire ulteriori ramificazioni delle mafie nel Lazio, una delle regioni con il maggior numero di beni confiscati». Peccato che il suo grande sponsor elettorale in provincia di Latina, il senatore Fazzone, si è sempre dato da fare in direzione opposta e contraria, negando la presenza della criminalità organizzata nel Mof e le infiltrazione nel consiglio comunale di Fondi, e arrivando persino a minacciare di querela il prefetto che le aveva scoperte con la sua commissione d’accesso. E’ anche grazie al consistente pacchetto di voti fornito dal candidato Fazzone che la Polverini ha potuto conquistare la poltrona di presidente, da cui oggi impartisce lezioni di legalità. Ma sembra che ogni volta le sue buone azioni debbano esserle “estorte”. Tant’è che solo all’ultimo momento, dopo un mese di pressioni da parte della politica e della società civile ha indotto la Regione a costituirsi parte civile in Damasco 2, assumendo la decisione in prima persona ed evitando di votare la mozione presentata dalle opposizioni per non attribuire loro la paternità (come da copione, invece, il sindaco De Meo non ha proprio preso in considerazione l’eventualità di costituire parte civile anche il Comune di Fondi).
Poi, in vena di propaganda, la Polverini ha annunciato anche che presto sarà operativa l’Abecol, l’agenzia regionale per i beni confiscati alla criminalità. In realtà l’agenzia già esisteva, ma – come denunciato dall’opposizione – è rimasta congelata per mesi dal giorno del suo insediamento in Regione, senza un regolamento (che di solito si redige in 15 giorni), rischiando così perfino di dover restituire per scadenza dei termini i primi beni assegnati alla Regione. Ma alla fine Renata si sveglia sempre. E il suo amico Fazzone ? Quando cadrà sulla via di Damasco?

Fondi, arrestato l’ex consigliere Pdl Ciccarelli

Dunque, il consiglio comunale di Fondi andava sciolto. Lo dimostravano decine di intercettazioni dell’ex assessore Izzi e le sue stesse dichiarazioni rese ai carabinieri, le sistematiche irregolarità scoperte dalla commissione d’accesso al Comune, le certificazioni antimafia mai richieste, le conseguenti 500 pagine di relazione del prefetto. E poi gli arresti al Mof del clan Tripodo, Izzi in manette, la nuova ondata di arresti del maggio scorso, le rivelazioni sconvolgenti dei pentiti nel corso del processo Damasco 2, che fra pochi mesi sarà concluso. E lo dimostra da ultimo l’arresto avvenuto oggi da parte della Dia dell’ex consigliere di Forza Italia e poi Pdl, Antonio Ciccarelli, per anni direttore dei lavori pubblici. Ma il ministro Maroni e il Consiglio dei ministri decisero di no, che non era il caso. E’ ora che chi di dovere, a partire dalla Commissione parlamentare antimafia, faccia tutto il possibile perché quella decisione vergognosa non rimanga senza conseguenze.

Damasco 2: parla il pentito Augusto La Torre

18 febbraio 2011. Parla in video collegamento con il tribunale di Latina Augusto La Torre, uno tra i più feroci boss affiliati al clan dei Casalesi, oggi collaboratore di giustizia. Sembra un udienza decisiva per Damasco 2, il processo di mafia indissolubilmente legato al caso Fondi e alle infiltrazioni criminali nell’amministrazione comunale. La Torre sembra confermare l’impianto accusatorio e fornisce nuove rivelazioni e retroscena sul sodalizio fra i Casalesi e i Tripodo:

Su Raiuno, nel corso della trasmissione mattutina Occhio alla spesa, si torna invece a parlare dei condizionamenti mafiosi all’interno del Mof in una intervista al colonnello La Forgia:

Ciao, Luigi

DSCN3978cIeri, 2 gennaio 2011, è venuto a mancare Luigi Di Biasio, voce storica del Cantiere Sociale, primo direttore della testata e figura insostituibile del nostro giornale. Negli ultimi anni, fra le altre cose, Luigi è stato consigliere comunale d’opposizione per Rifondazione Comunista e presidente del circolo locale di Legambiente. Una vita, la sua, spesa a difendere il bene comune, la buona politica, l’ambiente. Animatore politico e culturale instancabile, corrosivo in tutti i suoi interventi, ma sempre informato, preciso, impeccabile. Per noi è una perdita umana e professionale incolmabile. Per ricordarlo abbiamo deciso di pubblicare l’elogio che abbiamo letto oggi durante la cerimonia funebre.

Di solito per la consegna degli articoli eri un direttore esigente e pretendevi la massima efficienza e operosità. Ma stavolta davvero non ci hai lasciato il tempo: il pezzo non è pronto e noi neanche. Ci lasci con un sacco di cose da scrivere, da pensare, da organizzare; un cantiere, il Cantiere Sociale, da tenere aperto. Quando ci riuniamo? Era il saluto che incontrandoci ci siamo rivolti negli ultimi tempi.
C’era il progetto di aumentare le pagine, gli argomenti, le collaborazioni. Senza di te sarà più impegnativo; ci mancherà la tua visione delle cose, della politica, degli affari in questo paese difficile. La certezza di avere l’inchiesta, il pezzo principale, e di dover pensare al resto. Ci mancherà la redazione nella tua stanza archivio, i lunghi pomeriggi di impaginazione da cui usciamo esausti, un tuo titolo irriverente verso i poteri cittadini, la censura di un pezzo “impubblicabile”, la condivisione di un’esperienza politica e di vita irripetibile.
In Africa si dice che un vecchio che muore è una biblioteca che brucia. Tu non eri ancora vecchio, ma di certo con te muore un mondo di saperi, di esperienze, di capacità.
Ci hai insegnato a non abbassare mai la testa. Ci hai insegnato a non avere alcun riguardo verso il potere, soprattutto se fondato sulla prepotenza, l’ingiustizia, il malaffare. Ci hai insegnato a disprezzare allo stesso modo quelli che al potere si sottomettono, per viltà, per interesse o per paura: tutti quelli insomma che scelgono di non essere uomini liberi indebolendo così la libertà e l’integrità di una intera comunità.
Ci hai dimostrato che la libera informazione esiste, che la paura deve lasciare spazio alla verità e che la verità prima o poi vince.
Ti salutiamo così, Luigi, sperando di non essere stati troppo retorici.
E come vedi, alla fine abbiamo imparato ad essere sintetici.