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L’incontro della candidata alla presidenza della Regione Lazio per il Pdl, Renata Polverini, con il senatore fondano Claudio Fazzone, grande elettore del Sud Pontino, mette in chiaro molte cose. Il volto nuovo, la donna che viene dal sindacato, la candidata che si attira simpatie trasversali è in realtà funzionale alla peggiore classe dirigente che ha governato, direttamente o indirettamente, a Fondi e dintorni. Renata Polverini forse non sa chi è Claudio Fazzone? O forse lo sa fin troppo bene?
Nuovo successo della magistratura a Fondi. Il processo Damasco 1 ha portato finalmente alla confisca dei beni di Massimo Anastasio Di Fazio e Vincenzo Garruzzo, i cui nomi comparivano più volte nella relazione con la quale il prefetto chiese lo scioglimento del consiglio comunale di Fondi per mafia. Al Di Fazio sono stati sottratti 27 appartamenti, 6 negozi, 4 terreni agricoli a Fondi, e poi 4 negozi e due grandi ville a Roma. A Garruzzo invece 51 case, 17 negozi e 13 terreni agricoli a Fondi, più due negozi e un fabbricato a Rosarno. A questi beni si aggiungono capitali sociali e intere società, per un ammontare complessivo di 28 milioni di euro. Le attività di questi signori hanno condizionato, secondo un prefetto e un ministro, anche la pubblica amministrazione di Fondi, che ha sempre negato tutto. Le confische sono una prima conferma che un impero economico di provenienza mafiosa a Fondi c’era eccome. E Damasco continua…
Mentre molti politici locali continuano a minimizzare o addirittura negare l’esistenza di attività mafiose, estese e radicate, nel territorio del Lazio, i dati dicono esattamente il contrario, osservatori e organismi indipendenti lo confermano. E mentre si profila la terza tranche dell’operazione Damasco, inaugurata dalle verifiche sulla variante Pantanelle a Fondi e che pare avrà come obiettivo proprio l’urbanistica, il monitoraggio sulla speculazione edilizia nella nostra regione fornisce risultati allarmanti per l’imponenza degli interessi criminali che vi sono coinvolti. Il mattone è la vera forza motrice dell’economia mafiosa nel Lazio ed è sui processi di autorizzazione e concessione, sui metodi di assunzione e costruzione, sulla qualità e la trasparenza dei lavori che occorre vigilare con più attenzione per iniziare un’opera di contrasto seria ai fenomeni mafiosi. Lo aveva detto per primo Saviano, che l’impero di Gomorra è un impero costruito sul cemento prima ancora che sulla droga, e che l’economia criminale del mattone è stata esportata con successo dentro e fuori i confini naizonali.
Su Latina Oggi (18/07/09), la proposta dell’assessore regionale Luigi Nieri per combattere le infiltrazioni mafiose nel MOF di Fondi:

Ecco invece di seguito l’Intervista de Il Sole 24 ore Roma al Capo della DIA del Lazio Colonnello Paolo La Forgia, che ha guidato l’operazione Astura-Damasco contro le infiltrazioni criminali a Fondi:
MAFIA RADICATA ANCHE A FROSINONE
di Roberto Galullo
La mafia nel sud pontino non è un rischio. E’ una realtà, non più circoscritta alla provincia di Latina ma che abbraccia anche quella di Frosinone. Un confine geografico ampio dove a comandare sono i Casalesi.
Mentre proseguono gli interrogatori e le attività investigative che il 6 luglio hanno portato a Fondi all’arresto di 17 tra funzionari, ex assessori e mafiosi che avevano un’ampia sfera di controllo sul Mercato Ortofrutticolo (MOF) e sull’economia locale, molti politici locali e nazionali tremano.
Le scosse di Fondi – virtualmente sciolto per mafia – sono solo le prime avvisaglie di un terremoto che avrà ben altre dimensioni. Il nervosismo è lampante: il sito del MOF puntualizza che gli arresti sono slegati dalla responsabilità del mercato, mentre il sito dl Comune di Fondi, che parte lancia in resta contro chiunque metta in dubbio la verginità del territorio (a partire dalle molte inchieste de “Il Sole 24 ore Roma”), continua ad attaccare giornalisti e libertà di stampa. La Provincia di Latina ha scelto invece il silenzio assoluto.
Il Colonnello dei Carabinieri Paolo La Forgia, dal 2004 a capo della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) di Roma, che ha guidato a Fondi l’operazione “Astura – Damasco”, mette un punto fermo sul MOF e da lì parte per spiegare quali pedine le mafie stanno movendo sullo scacchiere che dall’altra parte vede le contromosse della Magistratura e delle forze dell’ordine.
I VERTICI DEL MERCATO ORTOFRUTTICOLO HANNO REAGITO IN MODO APPARENTEMENTE FREDDO ALL’OPERAZIONE DELLA DIA. QUALE CLIMA REGNA ALL’INTERNO DI QUESTA REALTA’ ECONOMCA VITALE PER L’INTERA REGIONE?
Non spetta a me valutare le dichiarazioni dei vertici del MOF ma il clima interno al mercato non era e non è certamente di calma e serenità. E non abbiamo chiuso i giochi con questa operazione, anche perché le segnalazioni giunte negli anni, a partire da quelle delle associazioni antimafia della zona, sono state e sono numerose.





