Per fronteggiare l’eccessiva riproduzione dei passeri in viale Regina Margherita il Comune di Fondi ha avuto la geniale idea di approntare una soluzione radicale. Lunedì 19 la cooperativa incaricata ha quindi eseguito una potatura dei lecci antistanti il castello. Una potatura a dir poco brutale, e per di più in una stagione – metà luglio – non proprio indicata per questo genere di interventi. Alcune piante di lauro, invece, sono state perfino abbattute. Il video mostra centinaia di passeri sfrattati dal loro habitat, invadere i tetti del centro storico alla ricerca disperata di un riparo. La scena dà un’idea della sensibilità ambientale della nuova amministrazione, la stessa che vuole ridimensionare, se non proprio abolire, il Parco dei Monti Ausoni. Inoltre, è molto improbabile che questo genere di intervento sia risolutivo rispetto al problema della concentrazione dei volatili.
Archivio della categoria 'Notizie'
Su Repubblica di venerdì 4 giugno Attilio Bolzoni, inviato a Fondi, descrive in due pagine di inchiesta il sistema dei trasporti di ortofrutta controllati dai clan e dei conseguenti rincari, dovuti a inutili e lunghissimi andirivieni della merce, a vantaggio delle imprese mafiose e a danno di agricoltori e consumatori. Una realtà che il centro destra e l’amministratore delegato del Mof, Enzo Addessi, hanno sempre negato o minimizzato, smentiti dalla recente ondata di arresti che ha confermato la vastità e gravità del fenomeno. Qui di seguito il pdf dell’articolo, presente anche in rete.

Qui di seguito, invece, il retroscena politico del caso Fondi, riassunto dall’onorevole Veltroni nel corso della puntata di Annozero Servizi segreti, andata in onda giovedì 13 maggio.
Oltre settanta gli arresti effettuati all’alba del 10 maggio nel centro-sud Italia. L’operazione congiunta della Dia di Roma e Napoli ha sgominato il sistema di condizionamento che i clan siciliani e campani gestivano al fine di imporre i prezzi e le rotte dei prodotti agricoli nei maggiori mercati ortofrutticoli controllando i trasporti. Secondo il colonnello della Dia Paolo La Forgia, il mercato di Fondi è “l’epicentro degli interessi criminali, vuoi per la sua posizione strategica, vuoi per l’importanza visto che storicamente il Mof è uno dei mercati più grandi d’Europa. Tant’è che proprio qui alcune delle famiglie mafiose avevano aperto succursali delle società proprio per controllare meglio la gestione del trasporto dell’ortofrutta”.
Qui di seguito i servizi andati in onda sul Tg3 nazionale e regionale e un approfondimento del Corriere: Sud pontino, mafia a camorra controllavano ortofrutta e trasporti.
La crisi in atto nel governo, tra gli uomini di Fini e l’asse Berlusconi-Bossi, segue di pari passo quella innescata a Latina nei confronti del sindaco Zaccheo. Nella guerra fra le destra sullo sfondo ancora Fondi e la longa manus di Fazzone. Ne parla, nel corso della puntata di Linea Notte su RaiTre, un finiano di ferro come Fabio Granata. A seguire un’approfondimento del Fatto Quotidiano sul ruolo di Fazzone nella vicenda delle dimissioni a Latina.
I commenti della stampa sull’esito elettorale a Fondi, dopo il mancato scioglimento per infiltrazioni mafiose.
Fondi, il neo-sindaco nel dossier sui clan
Il prefetto scrisse: dal suo assessorato favori alle mafie. Pd: beffa dopo le denunce
di Alberto Custodero
È polemica, a Fondi, comune laziale del Sud Pontino, per la riconquista del Comune da parte di esponenti della precedente giunta di centrodestra oggetto, per dirla con Walter Veltroni, «della prima richiesta di scioglimento per mafia nella storia della Repubblica respinta dal governo nonostante la richiesta del ministro dell’Interno». Sindaco di Fondi, con il 55,6% dei voti, è stato eletto Salvatore De Meo, titolare, nella precedente giunta, dell’assessorato all’Urbanistica pesantemente censurato dal prefetto di Latina Bruno Frattasi nella sua relazione sulle collusioni con ‘ndrangheta e camorra. Era appunto la relazione che chiedeva di sciogliere il consiglio comunale. «Il settore dell’Urbanistica – scriveva il prefetto – ha oggettivamente agevolato interessi economici di un pregiudicato affiliato al clan Bellocco di Rosarno». «Tale comportamento gravemente omissivo – aggiungeva Frattasi, pur senza citare l’allora assessore, oggi sindaco – appare ripetuto anche nella vicenda della costruzione di 30 appartamenti» finiti nelle mani del clan camorristico dei Mallardo, posti sotto sequestro, 5 giorni prima delle elezioni, dalla magistratura.
L’elezione di De Meo e di 12 consiglieri della precedente maggioranza è già stata spunto di polemica in Commissione Antimafia fra opposizione e ministro dell’Interno. È stato il capogruppo pd Laura Garavini ad attaccare il titolare del Viminale. «Ministro – ha chiesto la Garavini per due volte – come si sente dopo che a Fondi sono tornate le persone per i cui comportamenti lei aveva chiesto lo scioglimento per infiltrazioni mafiose? Nella relazione di scioglimento il prefetto fa il nome dell’attuale sindaco, riferendo che l’ex assessore all’Urbanistica era a conoscenza del sistema di collusioni con la criminalità. Oltre il danno, la beffa». «Non intendo rispondere – è stata l’imbarazzata replica di Maroni – s’è trattato di una scelta del consiglio dei ministri».
«Da quando, nel maggio del 1991, è entrata in vigore la legge sulle infiltrazioni mafiose negli enti locali – spiega il sociologo Vittorio Mete, autore dell’unico libro (”Fuori dal Comune” – edizione Bonanno) dedicato alle infiltrazioni mafiose degli enti locali – tutti i 192 decreti di scioglimento sono stati accolti dai rispettivi consigli dei ministri. Fondi segna uno spartiacque nelle strategia di contrasto alle infiltrazioni mafiose: diversamente da quanto avvenuto negli ultimi 20 anni e da quanto prevede la normativa, il governo Berlusconi non ha sciolto per mafia (ma per motivi “ordinari”) il Comune che ha anticipato il provvedimento con l’autoscioglimento». Il vantaggio per il Comune è stato evitare lo stigma di mafiosità e un lungo commissariamento, da un anno e mezzo a tre. E così a Fondi, in controtendenza con il resto dell’Italia, la percentuale dei votanti è aumentata – 81% contro il 75% del 2005 – ed ha registrato un plebiscito per la Polverini: 72,6%.
«Tutto è rimasto come prima – denuncia Maria Civita Paparello, candidata sindaco pd sconfitta – . Quei funzionari della precedente giunta che erano indicati come “collusi” con i clan sono rimasti in servizio». «Ma il dato politicamente più rilevante per il Sud Pontino – commenta ancora il sociologo Mete – resta l’affermazione elettorale del senatore pdl Claudio Fazzone, il più votato alle regionali laziali (28.817 preferenze, un terzo delle quali a Fondi)». Fazzone era più volte citato nella relazione Frattasi in quanto socio – con l’ex sindaco e un pregiudicato – di una srl beneficiata da una delibera della precedente giunta comunale.
Sulle pagine del Fatto Quotidiano Enrico Fierro ritorna sulla lista degli impresentabili, quella del Pdl in provincia di Latina.

Mi raccomando
di Andrea Palladino
(Il Manifesto, 18.02.2010)
Quasi un centinaio di lettere di raccomandazione, su carta intestata del Consiglio regionale del Lazio e riguardanti la sanità. Firmate dal senatore Pdl Claudio Fazzone, ras di Fondi e sponsor della Polverini. Che ora è indagato per abuso d’ufficio.
Quasi un centinaio di lettere di raccomandazione, su carta intestata Consiglio regionale del Lazio e firmate dal senatore del Pdl Claudio Fazzone, presidente dell’assemblea durante la giunta Storace, fino al 2005. Il pacco di almeno sessantaquattro fogli da ieri ufficialmente è un corpo di reato, e l’accusa è di abuso d’ufficio. La prima mossa giudiziaria l’aveva fatta il Gip di Latina Tiziana Coccoluto, che contestualmente al rinvio a giudizio di Benito Battigaglia – direttore generale della Asl destinatario delle missive di Fazzone – aveva mandato gli atti alla Procura, spiegando che anche il raccomandatore sarebbe stato degno dell’attenzione investigativa.
«Certo di un tuo interessamento», era la frase di chiusura standard. Una sorta di ciclostile – completo di numero di protocollo d’uscita dell’ufficio della presidenza del consiglio regionale del Lazio – dove il senatore ras di Fondi e capolista del Pdl alle prossime regionali inseriva il nome del suo candidato e la carica ambita. «Ti chiedo di interessarti, per quanto nelle Tue possibilità, della richiesta di incarico presso la Direzione Unità Pediatrica sud dell’Asl Latina della dottoressa G.C.», scriveva Claudio Fazzone il 10 giugno 2003. A marzo dello stesso anno la lettera segnalava che «il dottor E.P. parteciperà al concorso pubblico, per titoli ed esami». Anche in questo caso il difensore della giunta di Fondi aggiungeva alla fine la frase standard «certo di un tuo interessamento».
Le lettere che il manifesto ha potuto consultare contengono di tutto. Fazzone si interessava di cariche mediche, come oftalmologi per l’ospedale di Fondi, dirigenti di strutture complesse, infermiere professionali della provincia di Caserta che da Roma chiedevano di essere trasferite a Latina, otorinlaringoiatri che desideravano incarichi nell’ospedale Santa Maria Goretti. Ma contavano anche posti meno importanti, come quello di autista, per il quale Fazzone si è speso il 28 marzo del 2003. E non solo. Ci sono anche società di Fondi, come la tipolitografia Arti grafiche Kolbe: «Attualmente fornisce i timbri alla Asl di Latina. Essendo scaduta la gara degli stampati – scriveva Claudio Fazzone il 16 maggio del 2005 – e non c’è nessuno che effettui la fornitura». E subito dopo la proposta: «Ti chiedo, per quanto a te possibile, l’eventualità di far effettuare alla tipolitografia Kolbe la fornitura degli stessi, in attesa della gara ufficiale». Anche in questo caso la lettera è stata regolarmente protocollata, con il numero 357 del 2003.
Nel gruppo nutrito dei raccomandati da Claudio Fazzone c’è chi poi ha fatto carriera politica. È il caso di Carmine Cosentino, primario del reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. «Ti evidenzio l’esigenza – scriveva l’instancabile Fazzone il 16 maggio del 2003 – di poter disporre, per le attività dell’U.O. di Chirurgia vascolare, di una equipe anestesiologica ed individuare nel dottor Carmine Cosentino l’anestesista a cui affidare la gestione del settore». Da allora il medico di Latina ha bruciato le tappe. Oggi, oltre ad essere primario del reparto di rianimazione, è anche consigliere provinciale per il Pdl a Latina. Non solo. Il 5 febbraio scorso è stato nominato presidente della Commissione sanità in provincia, con l’appoggio della maggioranza del centrodestra. «La persona giusta, al posto giusto», ha commentato – forse con ironia – il Pdl dopo la nomina.
Non sappiamo per ora quante lettere sono state prese in considerazione nell’indagine appena avviata dalla Procura di Latina. Quando l’ex procuratore Mancini decise di non indagare il senatore Fazzone, sostenendo che la raccomandazione non è un reato, la Procura prese in considerazione solo poche missive, che facevano riferimento a cinque persone assunte dopo un concorso per il reparto di radiologia, ritenuto dal Gip sospetto. Fu il quotidiano Latina Oggi a rivelare l’esistenza di oltre sessanta lettere, con tantissimi nomi e posizioni, che mostrano l’esistenza di un vero e proprio sistema di segnalazioni. Ed è forse per questo motivo che il Gip ha ritenuto di rimandare il fascicolo alla Procura, dove il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia ha da poco sostituito Mancini. Per ora secondo le poche notizie trapelate dalla Procura c’è solo la conferma di una prima contestazione del reato di abuso d’ufficio, ma non viene escluso che l’inchiesta possa allargarsi. Sarà in sostanza necessario capire, ad esempio, se nel caso delle segnalazioni di società – come la tipografia di Fondi – il tutto sia avvenuto senza contropartite. Un punto importante dell’inchiesta, perché il solo reato di abuso d’ufficio per fatti avvenuti nel 2003 cadrebbe subito in prescrizione. Ben altro scenario giudiziario si potrebbe configurare se la Procura di Latina decidesse di contestare altri reati più gravi.
Continuano i guai per Renata Polverini. A pochi giorni dal contestatissimo incontro col coordinatore provinciale del Pdl per Latina, il senatore Claudio Fazzone, si torna a parlare delle famigerate lettere di raccomandazione che Fazzone, allora presidente del consiglio regionale, inviava al manager della Asl Benito Battigaglia. Il quale è stato ora rinviato a giudizio per quella brutta storia, mentre per Fazzone potrebbe esserci un’iscrizione nel registro degli indagati.
Il nuovo numero del Cantiere Sociale è in tutte le edicole di Fondi. Un numero ricco, in cui troverete commenti e approfondimenti sul caso Fondi, sul nuovo commissario straordinario, sul prefetto Frattasi. E poi sui costi della nuova casa comunale e dei relativi parcheggi, sulla lotta del comitato contro le antenne, sul nuovo candidato a sindaco per il centrosinistra, Maria Civita Paparello (finalmente un volto nuovo, una donna autorevole e concreta). E molto altro ancora.
Abbiamo voluto intitolare questo numero “Fondi Anno Zero”. Il nuovo anno segna infatti uno spartiacque nella storia della nostra città. Anche in vista delle nuove elezioni, i cittadini dovranno decidere finalmente da che parte stare. Dovranno decidere se voltare definitivamente pagina o far finta che non sia accaduto nulla.
L’incontro della candidata alla presidenza della Regione Lazio per il Pdl, Renata Polverini, con il senatore fondano Claudio Fazzone, grande elettore del Sud Pontino, mette in chiaro molte cose. Il volto nuovo, la donna che viene dal sindacato, la candidata che si attira simpatie trasversali è in realtà funzionale alla peggiore classe dirigente che ha governato, direttamente o indirettamente, a Fondi e dintorni. Renata Polverini forse non sa chi è Claudio Fazzone? O forse lo sa fin troppo bene?
Nuovo successo della magistratura a Fondi. Il processo Damasco 1 ha portato finalmente alla confisca dei beni di Massimo Anastasio Di Fazio e Vincenzo Garruzzo, i cui nomi comparivano più volte nella relazione con la quale il prefetto chiese lo scioglimento del consiglio comunale di Fondi per mafia. Al Di Fazio sono stati sottratti 27 appartamenti, 6 negozi, 4 terreni agricoli a Fondi, e poi 4 negozi e due grandi ville a Roma. A Garruzzo invece 51 case, 17 negozi e 13 terreni agricoli a Fondi, più due negozi e un fabbricato a Rosarno. A questi beni si aggiungono capitali sociali e intere società, per un ammontare complessivo di 28 milioni di euro. Le attività di questi signori hanno condizionato, secondo un prefetto e un ministro, anche la pubblica amministrazione di Fondi, che ha sempre negato tutto. Le confische sono una prima conferma che un impero economico di provenienza mafiosa a Fondi c’era eccome. E Damasco continua…






