Il Manifesto torna su Fondi

il manifesto 20 agosto 2009Continua l’inchiesta quotidiana del Manifesto su Fondi. Dopo le ultime rivelazioni sulle relazioni incrociate che stanno dietro il caso del mancato scioglimento del comune, Nicola Procaccini, portavoce della Meloni, dice la sua in una lettera al giornale. L’autore dell’inchiesta, Andrea Palladino, risponde ribadendo la correttezza dell’informazione fornita ai lettori. Sulla stessa pagina il quotidiano pubblica un’interessante intervista ad Antonio Turri, referente per il Lazio di Libera, che parla di un quadro di dominio da parte delle mafie nel basso Lazio lontano nel tempo e radicato, che tramite l’infiltrazione negli enti crea una base sicura per l’obiettivo finale, la “conquista” di Roma.

Fondi, le relazioni eccellenti

Il potere e i legami che stringono Fondi

Il manifesto 19 agosto 2009

Nell’articolo a tutta pagina del Manifesto di oggi su Fondi si approfondiscono i legami e gli interessi dei ministri che si sono impegnati a far rinviare la decisione sullo scioglimento del consiglio comunale; in particolare Giorgia Meloni, di cui ci siamo già occupati su questo blog (vedi). Affianca l’articolo una nuova intervista a Raffaele Cantone, che si fa ancora più diretto rispetto alle dichiarazioni rilasciate al nostro giornale lo scorso 30 luglio (vedi)

Fondi: polemica da Angela Napoli, Pdl

Nuove scosse nel caso Fondi

napoli“Posso andare a guardare in amministrazioni locali di centro sinistra se ho la certezza di aver lavorato e fatto pulizia dove ci sono amministrazioni di centro destra, altrimenti non ho il diritto di parola e non ho il diritto di parlare di antimafia. Un ministro degli Interni dovrebbe minacciare le dimissioni per una cosa di questo genere, perché non possiamo dire che combattiamo la mafia e poi chiudiamo gli occhi dove non ci interessa”. A dirlo è una deputata del Pdl e componente della commissione Anitmafia, Angela Napoli, che interviene sul caso Fondi, dopo le recenti dichiarazioni congiunte di Berlusconi e Maroni.
La Napoli, eletta come indipendente nelle file del Pdl, ribadisce che quello di Fondi è “un caso unico” e ricorda una vicenda simile nel precedente governo Berlusconi, quando oggetto del contendere era il comune di Lamezia Terme. In quel caso, però, ministro degli interni era Beppe Pisanu, che si oppose alle rimostranze portate in sede del consiglio dei ministri da esponenti locali e procedette con lo scioglimento. Un duro affondo quello della Napoli nei confronti del ministro Maroni, giudicato debole e ambiguo.
Intanto la stampa nazionale continua ad occuparsi della controversa vicenda legata allo scioglimento del comune di Fondi. Un articolo su La Stampa, qui, e uno sul Manifesto, pubblicato anche online, che potete leggere qui di seguito. Il manifesto, 18 agosto 2009

Fondi vista dalla Svizzera

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Giovanni Scavazza, cognato di Gianfranco Mariorenzi, il funzionario del comune di Fondi tratto in arresto lo scorso 6 luglio dalla Dia, insieme ad altre 16 persone, e poi scarcerato dal Riesame

Giorni fa ho letto anch’io online qui a Zurigo delle motivazioni deposte dal Riesame, però sapendo della vicenda solo quello che c’è scritto sui giornali, è solo su questo che dobbiamo basarci e credo che sia ancora poco; la Relazione della DIA su Fondi è di oltre 500 pagine, poche righe sul giornale, non credo che le riassumano al meglio.
Che il Tribunale del Riesame abbia scarcerato Gianfranco mi fa piacere, è certamente una buona notizia, spero che questo alleggerisca la sua posizione e sia di buon auspicio per la sua difesa personale nell’ambito dell’inchiesta, ma presa di per sé, la cosa non è che cambi molto la sostanza della questione. Era prematuro fasciarci la testa prima senza sapere se fosse rotta davvero, è prematuro ora stappare lo champagne come se si fosse riportato chissà quale vittoria. E spiego perché, secondo la mia opinione:

- il Tribunale del Riesame non entra nel merito della questione, o almeno non ci entra direttamente; stabilisce solo se la misura della custodia cautelare sia giustificata o meno alla luce della normativa di legge vigente. Nel caso di Gianfranco, ha stabilito che tale misura non fosse giustificata, nel senso che non sussistevano i requisiti di legge per imporla. Continua a leggere ‘Fondi vista dalla Svizzera’

Narcomafie su Fondi

L’inchiesta di Nello Trocchia, autore di Federalismo Criminale
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Segnaliamo l’articolo su Fondi uscito nel numero di giugno della rivista Narcomafie, a firma di Nello Trocchia, giornalista autore dell’ottimo libro Federalismo criminale, sulla storia dei comuni sciolti per mafia in Italia.

L’Unità pubblica un’ampia inchiesta su Fondi

Ennesimo focus-on della stampa nazionale sul caso Fondi

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L’Unità del 6 agosto dedica addirittura tre pagine al caso Fondi. Gli articoli approfondiscono la questione delle infiltrazioni nel Mof e nella pubblica amministrazione, ricostruendo al contempo il lungo e accidentato iter che parte dalla commissione d’accesso insediata dal prefetto per arrivare allo stallo istituzionale, che dura a tutt’oggi, di una decisione ultimativa da parte del consiglio dei ministri che continua a latitare.

Raffaele Cantone: il governo decida su Fondi

L’opinione di Raffaele Cantone, magistrato anticamorra, sul caso Fondi e sulla criminalità nel basso Lazio

Il 30 luglio, alla presentazione del libro di Raffaele Cantone, “Solo per giustizia”, è seguito un dibattito con la cittadinanza moderato dal giornalista di Repubblica Alberto Custodero. Al termine abbiamo rivolto alcune domande al magistrato – sotto scorta per il suo impegno deciso contro la camorra – sul caso Fondi e sulla presenza della criminalità organizzata nel sud pontino.

Fondi a Roma: sit-in di protesta

Venerdì 31 luglio 2009 – Proteste a Roma sul caso Fondi

Roma. Dalle 8.00 alle 12.00 una protesta articolata ha preso forma a Montecitorio mentre era in corso l’ennesima riunione del Consiglio dei Ministri, intenta a firmare l’ennesimo rinvio dello scioglimento del comune di Fondi. All’iniziativa hanno aderito e partecipato rappresentanti ed esponenti di Sinistra e Libertà, Italia dei Valori, Pd, Rifondazione e l’associazione Libera. Nessuno dei Tg nazionali, di quello che ormai è persino riduttivo definire regime, ha dato conto in alcun modo della cosa.

Idv, incursione sul caso Fondi

24 luglio 2009, caso Fondi: l’Italia dei Valori contro il ministro Gelmini

Il caso Fondi è ormai un caso nazionale. Lo dimostra quanto accaduto oggi durante la conferenza stampa del ministro Gelmini. Il senatore Pedica (Idv) interrompe la conferenza stampa per chiedere conto del mancato scioglimento del comune di Fondi per infiltrazioni mafiose. Il ministro evita di rispondere e Pedica la incalza. Irritata, la Gelmini decide di lasciare l’aula.
Quella del senatore dipietrista non è una semplice provocazione, ma un atto dimostrativo forte per richiamare l’attenzione su un precedente che rischia di passare sotto silenzio. E cioè il rinvio infinito dello scioglimento da parte del cdm, con un atteggiamento ambiguo reiterato, che segnala una gravissima mancanza da parte di chi dovrebbe porsi a difesa dell’integrità delle istituzioni. Cominciano a smuoversi le acque?

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Forgione: la nuova mafia è nel basso Lazio

22/07/09 Francesco Forgione parla dell’avanzata delle mafie nel Lazio

Francesco Forgione è stato deputato e presidente della Commissione parlamentare Antimafia. Da sempre in prima linea nella lotta alla mafia, dedito alla divulgazione dei meccanismi dei sistemi criminali, in particolare della ‘ndrangheta, è uno dei massimi esperti del campo.
Il 22 luglio scorso, Forgione ha presentato a Minturno il film di Marco Risi, Fortapasc. Abbiamo colto l’occasione per rivolgergli una domanda d’attualità sulle nuove mafie del sud pontino.

Nuovo question time su Fondi

Scioglimento del comune di Fondi: question time del 16/07/09

Nel question time di oggi, l’onorevole Laura Garavini (Pd) denuncia l’intollerabile ritardo del Governo in merito alla richiesta di scioglimento del comune di Fondi per infiltrazioni mafiose. Parla di due pesi e due misure in materia di sicurezza e denuncia il coinvolgimento politico del Governo nella vicenda, che sarebbe la causa delle reticenze mostrate rispetto al provvedimento da adottare e all’urgenza che normalmente dovrebbe esservi connessa.
Il testo letto dal sottosegretario Luigi Casero in risposta all’interrogazione della Garavini, è invece abbastanza anomalo. Dopo i ritardi dovuti alle verifiche effettuate dal ministero e dalla richiesta della documentazione da parte di alcuni ministri per approfondire la questione, veniamo a sapere che la decisione definitiva continua a latitare ancora perché, in ultima istanza, “il Consiglio dei Ministri ha nuovamente preso in esame la proposta di scioglimento del comune predetto, risolvendo tuttavia di rinviare ogni decisione in merito, in attesa che gli organi giudiziari concludessero le indagini in corso sul contestato fenomeno di inquinamento da parte della criminalità organizzata”.
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