Mi raccomando
di Andrea Palladino
(Il Manifesto, 18.02.2010)
Quasi un centinaio di lettere di raccomandazione, su carta intestata del Consiglio regionale del Lazio e riguardanti la sanità. Firmate dal senatore Pdl Claudio Fazzone, ras di Fondi e sponsor della Polverini. Che ora è indagato per abuso d’ufficio.
Quasi un centinaio di lettere di raccomandazione, su carta intestata Consiglio regionale del Lazio e firmate dal senatore del Pdl Claudio Fazzone, presidente dell’assemblea durante la giunta Storace, fino al 2005. Il pacco di almeno sessantaquattro fogli da ieri ufficialmente è un corpo di reato, e l’accusa è di abuso d’ufficio. La prima mossa giudiziaria l’aveva fatta il Gip di Latina Tiziana Coccoluto, che contestualmente al rinvio a giudizio di Benito Battigaglia – direttore generale della Asl destinatario delle missive di Fazzone – aveva mandato gli atti alla Procura, spiegando che anche il raccomandatore sarebbe stato degno dell’attenzione investigativa.
«Certo di un tuo interessamento», era la frase di chiusura standard. Una sorta di ciclostile – completo di numero di protocollo d’uscita dell’ufficio della presidenza del consiglio regionale del Lazio – dove il senatore ras di Fondi e capolista del Pdl alle prossime regionali inseriva il nome del suo candidato e la carica ambita. «Ti chiedo di interessarti, per quanto nelle Tue possibilità, della richiesta di incarico presso la Direzione Unità Pediatrica sud dell’Asl Latina della dottoressa G.C.», scriveva Claudio Fazzone il 10 giugno 2003. A marzo dello stesso anno la lettera segnalava che «il dottor E.P. parteciperà al concorso pubblico, per titoli ed esami». Anche in questo caso il difensore della giunta di Fondi aggiungeva alla fine la frase standard «certo di un tuo interessamento».
Le lettere che il manifesto ha potuto consultare contengono di tutto. Fazzone si interessava di cariche mediche, come oftalmologi per l’ospedale di Fondi, dirigenti di strutture complesse, infermiere professionali della provincia di Caserta che da Roma chiedevano di essere trasferite a Latina, otorinlaringoiatri che desideravano incarichi nell’ospedale Santa Maria Goretti. Ma contavano anche posti meno importanti, come quello di autista, per il quale Fazzone si è speso il 28 marzo del 2003. E non solo. Ci sono anche società di Fondi, come la tipolitografia Arti grafiche Kolbe: «Attualmente fornisce i timbri alla Asl di Latina. Essendo scaduta la gara degli stampati – scriveva Claudio Fazzone il 16 maggio del 2005 – e non c’è nessuno che effettui la fornitura». E subito dopo la proposta: «Ti chiedo, per quanto a te possibile, l’eventualità di far effettuare alla tipolitografia Kolbe la fornitura degli stessi, in attesa della gara ufficiale». Anche in questo caso la lettera è stata regolarmente protocollata, con il numero 357 del 2003.
Nel gruppo nutrito dei raccomandati da Claudio Fazzone c’è chi poi ha fatto carriera politica. È il caso di Carmine Cosentino, primario del reparto di rianimazione dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina. «Ti evidenzio l’esigenza – scriveva l’instancabile Fazzone il 16 maggio del 2003 – di poter disporre, per le attività dell’U.O. di Chirurgia vascolare, di una equipe anestesiologica ed individuare nel dottor Carmine Cosentino l’anestesista a cui affidare la gestione del settore». Da allora il medico di Latina ha bruciato le tappe. Oggi, oltre ad essere primario del reparto di rianimazione, è anche consigliere provinciale per il Pdl a Latina. Non solo. Il 5 febbraio scorso è stato nominato presidente della Commissione sanità in provincia, con l’appoggio della maggioranza del centrodestra. «La persona giusta, al posto giusto», ha commentato – forse con ironia – il Pdl dopo la nomina.
Non sappiamo per ora quante lettere sono state prese in considerazione nell’indagine appena avviata dalla Procura di Latina. Quando l’ex procuratore Mancini decise di non indagare il senatore Fazzone, sostenendo che la raccomandazione non è un reato, la Procura prese in considerazione solo poche missive, che facevano riferimento a cinque persone assunte dopo un concorso per il reparto di radiologia, ritenuto dal Gip sospetto. Fu il quotidiano Latina Oggi a rivelare l’esistenza di oltre sessanta lettere, con tantissimi nomi e posizioni, che mostrano l’esistenza di un vero e proprio sistema di segnalazioni. Ed è forse per questo motivo che il Gip ha ritenuto di rimandare il fascicolo alla Procura, dove il procuratore aggiunto Nunzia D’Elia ha da poco sostituito Mancini. Per ora secondo le poche notizie trapelate dalla Procura c’è solo la conferma di una prima contestazione del reato di abuso d’ufficio, ma non viene escluso che l’inchiesta possa allargarsi. Sarà in sostanza necessario capire, ad esempio, se nel caso delle segnalazioni di società – come la tipografia di Fondi – il tutto sia avvenuto senza contropartite. Un punto importante dell’inchiesta, perché il solo reato di abuso d’ufficio per fatti avvenuti nel 2003 cadrebbe subito in prescrizione. Ben altro scenario giudiziario si potrebbe configurare se la Procura di Latina decidesse di contestare altri reati più gravi.
