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	<title>Il Cantiere Sociale &#187; Senza categoria</title>
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	<description>PERIODICO DELLA SINISTRA D'ALTERNATIVA - FONDI, LENOLA, MONTE SAN BIAGIO, SPERLONGA</description>
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		<title>I risvegli di Renata Polverini</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Mar 2011 15:16:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è parlato anche del Mof nel convegno sulla legalità organizzato dalla fondazione Vedrò (fondata da Enrico Letta e Giulia Bongiorno) a cui è stata invitata la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. Nel corso dell’incontro il magistrato Nicola Gratteri ha sottolineato la presenza rilevante delle mafie nel basso Lazio, in particolare a Latina e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2011/03/polverini1.jpg"><img src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2011/03/polverini1-300x200.jpg" alt="polverini1" title="polverini1" width="300" height="200" class="alignleft size-medium wp-image-1474" /></a>Si è parlato anche del Mof nel convegno sulla legalità organizzato dalla fondazione Vedrò (fondata da Enrico Letta e Giulia Bongiorno) a cui è stata invitata la presidente della Regione Lazio, Renata Polverini. Nel corso dell’incontro il magistrato Nicola Gratteri ha sottolineato la presenza rilevante delle mafie nel basso Lazio, in particolare a Latina e a Fondi, «dove controllavano il grande mercato ortofrutticolo».<br />
«Gratteri – ha risposto la Polverini – ha confermato ciò che già ho potuto osservare» ed ha poi aggiunto: «farò di tutto per impedire ulteriori ramificazioni delle mafie nel Lazio, una delle regioni con il maggior numero di beni confiscati». Peccato che il suo grande sponsor elettorale in provincia di Latina, il senatore Fazzone, si è sempre dato da fare in direzione opposta e contraria, negando la presenza della criminalità organizzata nel Mof e le infiltrazione nel consiglio comunale di Fondi, e arrivando persino a minacciare di querela il prefetto che le aveva scoperte con la sua commissione d’accesso. E’ anche grazie al consistente pacchetto di voti fornito dal candidato Fazzone che la Polverini ha potuto conquistare la poltrona di presidente, da cui oggi impartisce lezioni di legalità. Ma sembra che ogni volta le sue buone azioni debbano esserle “estorte”. Tant’è che solo all’ultimo momento, dopo un mese di pressioni da parte della politica e della società civile ha indotto la Regione a costituirsi parte civile in Damasco 2, assumendo la decisione in prima persona ed evitando di votare la mozione presentata dalle opposizioni per non attribuire loro la paternità (come da copione, invece, il sindaco De Meo non ha proprio preso in considerazione l’eventualità di costituire parte civile anche il Comune di Fondi).<br />
Poi, in vena di propaganda, la Polverini ha annunciato anche che presto sarà operativa l’Abecol, l’agenzia regionale per i beni confiscati alla criminalità. In realtà l’agenzia già esisteva, ma &#8211; come denunciato dall’opposizione &#8211; è rimasta congelata per mesi dal giorno del suo insediamento in Regione, senza un regolamento (che di solito si redige in 15 giorni), rischiando così perfino di dover restituire per scadenza dei termini i primi beni assegnati alla Regione. Ma alla fine Renata si sveglia sempre. E il suo amico Fazzone ? Quando cadrà sulla via di Damasco?</p>
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		<title>Ciao, Luigi</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 18:47:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri, 2 gennaio 2011, è venuto a mancare Luigi Di Biasio, voce storica del Cantiere Sociale, primo direttore della testata e figura insostituibile del nostro giornale. Negli ultimi anni, fra le altre cose, Luigi è stato consigliere comunale d&#8217;opposizione per Rifondazione Comunista e presidente del circolo locale di Legambiente. Una vita, la sua, spesa a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCN3978c.jpg"><img src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2011/01/DSCN3978c-240x300.jpg" alt="DSCN3978c" title="DSCN3978c" width="240" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1464" /></a><strong>Ieri, 2 gennaio 2011, è venuto a mancare Luigi Di Biasio, voce storica del Cantiere Sociale, primo direttore della testata e figura insostituibile del nostro giornale.</strong> Negli ultimi anni, fra le altre cose, Luigi è stato consigliere comunale d&#8217;opposizione per Rifondazione Comunista e presidente del circolo locale di Legambiente. Una vita, la sua, spesa a difendere il bene comune, la buona politica, l&#8217;ambiente. Animatore politico e culturale instancabile, corrosivo in tutti i suoi interventi, ma sempre informato, preciso, impeccabile. Per noi è una perdita umana e professionale incolmabile. Per ricordarlo abbiamo deciso di pubblicare l&#8217;elogio che abbiamo letto oggi durante la cerimonia funebre.</p>
<p> <em>Di solito per la consegna degli articoli eri un direttore esigente e pretendevi la massima efficienza e operosità. Ma stavolta davvero non ci hai lasciato il tempo: il pezzo non è pronto e noi neanche. Ci lasci con un sacco di cose da scrivere, da pensare, da organizzare; un cantiere, il Cantiere Sociale, da tenere aperto. Quando ci riuniamo? Era il saluto che incontrandoci ci siamo rivolti negli ultimi tempi.<br />
 C&#8217;era il progetto di aumentare le pagine, gli argomenti, le collaborazioni. Senza di te sarà più impegnativo; ci mancherà la tua visione delle cose, della politica, degli affari in questo paese difficile. La certezza di avere l&#8217;inchiesta, il pezzo principale, e di dover pensare al resto. Ci mancherà la redazione nella tua stanza archivio, i lunghi pomeriggi di impaginazione da cui usciamo esausti, un tuo titolo irriverente verso i poteri cittadini, la censura di un pezzo &#8220;impubblicabile&#8221;, la condivisione di un&#8217;esperienza politica e di vita irripetibile.<br />
 In Africa si dice che un vecchio che muore è una biblioteca che brucia. Tu non eri ancora vecchio, ma di certo con te muore un mondo di saperi, di esperienze, di capacità.<br />
 Ci hai insegnato a non abbassare mai la testa. Ci hai insegnato a non avere alcun riguardo verso il potere, soprattutto se fondato sulla prepotenza, l’ingiustizia, il malaffare. Ci hai insegnato a disprezzare allo stesso modo quelli che al potere si sottomettono, per viltà, per interesse o per paura: tutti quelli insomma che scelgono di non essere uomini liberi indebolendo così la libertà e l’integrità di una intera comunità.<br />
 Ci hai dimostrato che la libera informazione esiste, che la paura deve lasciare spazio alla verità e che la verità prima o poi vince.<br />
 Ti salutiamo così, Luigi, sperando di non essere stati troppo retorici.<br />
 E come vedi, alla fine abbiamo imparato ad essere sintetici.</em></p>
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		<title>Fondi nell&#8217;occhio del fotografo</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jun 2010 16:41:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Ettore Maragoni]]></category>
		<category><![CDATA[Fondi Connection]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il reportage di Ettore Maragoni su Fondi e la quinta mafia. Quando un&#8217;immagine dice più di mille parole Durante l&#8217;ultima campagna elettorale ci è capitato spesso di incontrare a Fondi un giovane fotografo terracinese, Ettore Maragoni. Curioso e determinato, Ettore ha cominciato a guardarsi intorno e a scovare tutte le contraddizioni e i conflitti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il reportage di Ettore Maragoni su Fondi e la quinta mafia. Quando un&#8217;immagine dice più di mille parole<br />
</strong><br />
<img src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2010/06/Schermata-2010-06-05-a-18.45.10-300x199.jpg" alt="Schermata 2010-06-05 a 18.45.10" title="Schermata 2010-06-05 a 18.45.10" width="300" height="199" class="alignleft size-medium wp-image-1414" />Durante l&#8217;ultima campagna elettorale ci è capitato spesso di incontrare a Fondi un giovane fotografo terracinese, Ettore Maragoni. Curioso e determinato, Ettore ha cominciato a guardarsi intorno e a scovare tutte le contraddizioni e i conflitti di una terra, quella del Sud Pontino, da anni precipitata in una deriva politica, sociale e ambientale senza precedenti. Ettore ha visitato e catturato col suo obiettivo luoghi, volti, paesaggi e snodi simbolici del territorio, che occultano intrecci fra politica, crimine e potere. Ne è nato un reportage, <a href="http://www.ettoremaragoni.com/gallerie/fondi%20connection/index.html">Fondi Connection</a>, di grande forza evocativa (cliccando sul tasto caption, in basso a destra, si possono leggere anche le didascalie esplicative). Queste immagini forniscono una sintesi impressionante dello scenario in cui si muove oggi il basso Lazio; indicano nelle cupe apparenze inquietanti retroscena, invisibili solo per chi si ostina a non voler vedere.</p>
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		<title>Rai per una notte: la diretta sul Cantiere</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Mar 2010 18:24:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Contro la censura, per la libertà e la diffusione dell&#8217;informazione Dalle ore 21.00 potete collegarvi all&#8217;evento televisivo di &#8220;Rai per una notte&#8221; tramite il sito del Cantiere Sociale. Vi basterà cliccare sulla locandina qui sotto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Contro la censura, per la libertà e la diffusione dell&#8217;informazione</strong><br />
Dalle ore 21.00 potete collegarvi all&#8217;evento televisivo di &#8220;Rai per una notte&#8221; tramite il sito del Cantiere Sociale. Vi basterà cliccare sulla locandina qui sotto.<br />
<a href="http://live.raiperunanotte.it/videolist_loop.asx"><img class="size-medium wp-image-1371 alignnone" title="locandina" src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2010/03/locandina-167x300.jpg" alt="locandina" width="167" height="300" /></a></p>
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		<title>Polverini a caccia di Fondi</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Mar 2010 16:03:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Claudio Fazzone]]></category>
		<category><![CDATA[Regione Lazio]]></category>
		<category><![CDATA[Renata Polverini]]></category>
		<category><![CDATA[Salvatore De Meo]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo l&#8217;articolo del nostro direttore, Andrea Palladino, uscito sul Manifesto di domenica 14 febbraio. POLVERINI A CACCIA DI FONDI BENEDETTA DAL RAS FAZZONE Sono centinaia le serre della piana di Fondi. Di ogni dimensione, con tendoni bianchi, quasi una distesa che si confonde con il mare dopo le dune, viste dalle colline dei monti Ausoni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pubblichiamo l&#8217;articolo del nostro direttore, Andrea Palladino, uscito sul Manifesto di domenica 14 febbraio.</strong></p>
<p><strong>POLVERINI A CACCIA DI FONDI BENEDETTA DAL RAS FAZZONE</strong><br />
<a href="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2010/03/polverini1.jpg"><img src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2010/03/polverini1-300x200.jpg" alt="polverini" title="polverini" width="300" height="200" class="alignright size-medium wp-image-1365" /></a>Sono centinaia le serre della piana di Fondi. Di ogni dimensione, con tendoni bianchi, quasi una distesa che si confonde con il mare dopo le dune, viste dalle colline dei monti Ausoni. Raccontano che a volte dietro la paratie si nascondono case e cemento. Fondamenta clandestine, scavate la notte, quando nessuno vede. Di certo la piana che abbraccia la città a pianta quadrangolare del senatore Fazzone è oggi una mappa del potere. Ad ogni serra corrisponde un cartellone, colorato, con il simbolo dei partiti che localmente appoggiano la destra di Poverini. C&#8217;è ne è uno curioso, una sintesi del programma che Fazzone ha imposto al candidato del Pdl: «Litorale e sviluppo fondano». E come nelle serre che coltivano case, la parola sviluppo da queste parti nasconde altro cemento e altri mattoni.<br />
Ieri era il giorno dell&#8217;acclamazione di Fazzone. Per il calendario era il giorno della sua presentazione alla città come candidato consigliere regionale. E Renata Polverini lo ha accompagnato all&#8217;interno del palazzetto dello sport, con un migliaio di persone che acclamavano, gridavano, sventolavano tutto quello che poteva fare colore. Ed è letteralmente sparita Renata Polverini, sommersa dalla potenza di fuoco elettorale del senatore Fazzone. Ovvero il Ras politico della città che il governo Berlusconi non ha voluto sciogliere per mafia, nonostante 500 pagine di relazione, scritte con scrupolo da ufficiali dei carabinieri, della guardia di finanza e della polizia di stato e firmate dall&#8217;ex prefetto di Latina Bruno Frattasi, poi spostato dal ministro Maroni dopo la bocciatura della proposta di scioglimento. Una relazione dove viene dipinta una rete di clientele, di rapporti troppo stretti con cosche di &#8216;ndrangheta, con aziende sospettate dalla Direzione distrettuale antimafia di Roma di essere in mano a uomini d&#8217;onore.<br />
Il lungo comizio elettorale di Claudio Fazzone e di Renata Polverini è stato aperto &#8211; con un&#8217;ora di ritardo &#8211; dal candidato sindaco di Fondi del Pdl, Salvatore De Meo. Assessore all&#8217;urbanistica uscente dell&#8217;amministrazione guidata da Luigi Parisella, il sindaco a capo dell&#8217;ex giunta che il prefetto Frattasi voleva sciogliere, ha subito messo nero su bianco cosa intende fare: «Dobbiamo rivedere, con l&#8217;aiuto della Regione Lazio, gli usi civici della zona del litorale». Ovvero quel pezzo di costa che in tanti vorrebbero pronta per speculazioni edilizie milionarie, dove, fino ad ora, la Regione Lazio ha tutelato quello che ancora rimane del paesaggio straordinario di questo pezzo di Mediterraneo. La giunta che era guidata da Luigi Parisella &#8211; con l&#8217;appoggio pieno e incondizionato di Claudio Fazzone, socio e amico da sempre dell&#8217;ex sindaco &#8211; non ha mai riconosciuto la tutela dei piccoli agricoltori sulle terre demaniali promossa dalla Regione, contrastando i diritti degli utilizzatori tradizionali della zona costiera. Aiutando, però, campeggi &#8211; sequestrati con l&#8217;accusa di abusivismo &#8211; come l&#8217;Holiday Village, passato in mano ad imprenditori che contano.<br />
L&#8217;entusiasmo dei fans di Fazzone è scattato, però, quando il candidato sindaco ha attaccato chi ha scritto e raccontato le storie delle cosche e delle mafie di Fondi: «Ho sentito il peso di due anni di insinuazioni, scritte e raccontate &#8211; ha concluso il suo intervento De Meo &#8211; che mi hanno lasciato amarezza». Renata Polverini sorride, guarda il pubblico sapendo che è da qui, da Fondi, dal clan del Ras che oggi siede al Senato che potrà venire il pacchetto di voti che contano, che possono compensare quelli del Pdl romano, da ieri ufficialmente persi dopo la decisione finale dei magistrati.<br />
Guardando il migliaio di persone che siedevano davanti a Fazzone e a Polverini si riesce a percepire il peso che il senatore fondano ha costruito con cura maniacale. Nel 2000 e nel 2005 già era stato il consigliere regionale più votato d&#8217;Italia, superando ampiamente le 30.000 preferenze. Ci sono intere famiglie, organizzate, che obbediscono al comando dei galoppini elettorali. Sanno quando applaudire, quando alzare le bandiere, quando gridare il nome del loro lider. Intorno c&#8217;è un imponente sistema di sicurezza, body guard muscolosi, con auricolare, attenti a mantenere un ordine perfetto. Ci sono poi le società che curano gli allestimenti, con una curiosa regia video, dove capeggiava il logo della Regione Lazio sui monitor. Forse Fazzone si sente già dentro il palazzo del consiglio, o magari assessore di peso. O forse è un logo messo solo per mostrare che il traguardo è vicino.<br />
E&#8217; ora di cena quando tutti escono. Renata Polverini ha finito il suo intervento, evitando accuratamente le parole sulla legalità violata con il mancato scioglimento della giunta Parisella. Claudio Fazzone saluta, bacia, risponde, stringe le mani. Guarda chi c&#8217;è, misura il peso che ancora mantiene nella città. E sa che Renata Polverini non potrà fare a meno di lui e dei voti pesanti della città di Fondi.</p>
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		<title>Amministrative: occorre un progetto comune</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 01:23:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Angela</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo la lettera che il comitato antimafia di Fondi ha inviato ai vari segretari regionali dei partiti del centro-sinistra, in merito alle prossime elezioni amministrative. Obiettivo del comitato è quello di coinvolgere le forze politiche d&#8217;opposizione in un progetto politico comune. Con una campagna elettorale che verta soprattutto sul ripristino della legalità sul territorio. &#8220;Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo la lettera che il comitato antimafia di Fondi ha inviato ai vari segretari regionali dei partiti del centro-sinistra, in merito alle prossime elezioni amministrative.<br />
Obiettivo del comitato è quello di coinvolgere le forze politiche d&#8217;opposizione in un progetto politico comune. Con una campagna elettorale che verta soprattutto sul ripristino della legalità sul territorio.</p>
<p>&#8220;Le vicende giudiziarie e politiche che hanno interessato l&#8217;amministrazione comunale di Fondi negli scorsi due anni, culminate con la non decisione da parte del Consiglio dei Ministri sulla proposta di scioglimento per mafia del Consiglio Comunale hanno fatto sì che il cosiddetto caso Fondi assumessi portata nazionale. Questo Comitato ritiene che oggi più che mai è necessario che i riflettori non si spengano. Per questo riteniamo che sia necessario che i partiti d’opposizione le associazioni che si sono finora battute, mettendoci la faccia, e tutte le forze sane della nostra società debbano lavorare per un progetto comune, partendo da un programma che abbia come punto di caduta su tutte le questioni il ripristino della legalità.<br />
La campagna elettorale che ci prepariamo ad affrontare dovrebbe secondo noi partire da uno sforzo unitario di tutti i partiti del centro sinistra teso a mantenere quanto più possibile unito il fronte dell&#8217;antimafia anche con la presentazione di un&#8217;unica lista o, comunque, di un insieme di liste accomunate, però, da un programma e da un candidato alla carica di Sindaco unici e da una chiara caratterizzazione antimafia&#8221;.</p>
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		<title>Fondi, nuovo presidio a Roma</title>
		<link>http://www.ilcantieresociale.it/2009/09/04/fondi-nuovo-presidio-a-roma/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2009 19:42:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Luigi Parisella]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Manifestazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Scioglimento comune di Fondi]]></category>
		<category><![CDATA[Stampa nazionale]]></category>

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		<description><![CDATA[3/09/09 &#8211; Nuovo presidio a Roma per chiedere lo scioglimento del comune di Fondi Il sindaco di Fondi, Luigi Parisella, avrebbe voluto portare un presidio a Palazzo Chigi in difesa della &#8220;Fondi onesta&#8221;, ma la questura ha negato l&#8217;autorizzazione per evitare disordini, visto che era già stata concessa alla manifestazione di richiesta dello scioglimento del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>3/09/09 &#8211; Nuovo presidio a Roma per chiedere lo scioglimento del comune di Fondi</strong></p>
<p><a href="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2009/09/presidio.jpg"><img src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2009/09/presidio-300x193.jpg" alt="presidio" title="presidio" width="300" height="193" class="alignleft size-medium wp-image-725" /></a>Il sindaco di Fondi, Luigi Parisella, avrebbe voluto portare un presidio a Palazzo Chigi in difesa della &#8220;Fondi onesta&#8221;, ma la questura ha negato l&#8217;autorizzazione per evitare disordini, visto che era già stata concessa alla manifestazione di richiesta dello scioglimento del comune.<br />
Manifestazione organizzata da Sinistra e Libertà e Italia dei Valori, che si è svolta serenamente e farà da preludio a un sit-in permanente, per fare pressione sul consiglio dei ministri ogni volta che si riunisce, affinché prenda finalmente una decisione. Intanto, la notte prima, a Fondi una bomba di alto potenziale ha fatto esplodere un furgone di caffè, proprio a pochi passi dall&#8217;abitazione del sindaco, lo stesso che si prodiga ogni giorno nel descrivere la sua come una città tranquilla, dove nessuna mafia ha messo radici. Di questo e altro ha dato conto, come sempre puntuale, Il Manifesto, nell&#8217;articolo che potete leggere qui di seguito.<a href='http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2009/09/il-manifesto-4-settembre-2009.pdf'>il manifesto, 4 settembre 2009</a></p>
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		<title>Fondi vista dalla Svizzera</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2009 18:35:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Gianfranco Mariorenzi]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Maroni]]></category>
		<category><![CDATA[Scioglimento comune di Fondi]]></category>
		<category><![CDATA[Silvio Berlusconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Giovanni Scavazza, cognato di Gianfranco Mariorenzi, il funzionario del comune di Fondi tratto in arresto lo scorso 6 luglio dalla Dia, insieme ad altre 16 persone, e poi scarcerato dal Riesame Giorni fa ho letto anch’io online qui a Zurigo delle motivazioni deposte dal Riesame, però sapendo della vicenda [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Giovanni Scavazza, cognato di Gianfranco Mariorenzi, il funzionario del comune di Fondi tratto in arresto lo scorso 6 luglio dalla Dia, insieme ad altre 16 persone, e poi scarcerato dal Riesame</strong></p>
<p>Giorni fa ho letto anch’io online qui a Zurigo delle motivazioni deposte dal Riesame, però sapendo della vicenda solo quello che c’è scritto sui giornali, è solo su questo che dobbiamo basarci e credo che sia ancora poco; la Relazione della DIA su Fondi è di oltre 500 pagine, poche righe sul giornale, non credo che le riassumano al meglio.<br />
Che il Tribunale del Riesame abbia scarcerato Gianfranco mi fa piacere, è certamente una buona notizia, spero che questo alleggerisca la sua posizione e sia di buon auspicio per la sua difesa personale nell’ambito dell’inchiesta, ma presa di per sé, la cosa non è che cambi molto la sostanza della questione. Era prematuro fasciarci la testa prima senza sapere se fosse rotta davvero, è prematuro ora stappare lo champagne come se si fosse riportato chissà quale vittoria. E spiego perché, secondo la mia opinione:</p>
<p>- il Tribunale del Riesame non entra nel merito della questione, o almeno non ci entra direttamente; stabilisce solo se la misura della custodia cautelare sia giustificata o meno alla luce della normativa di legge vigente. Nel caso di Gianfranco, ha stabilito che tale misura non fosse giustificata, nel senso che non sussistevano i requisiti di legge per imporla.<span id="more-664"></span></p>
<p>- occorre però tener presente che tali requisiti di legge, negli ultimi anni si sono molto “allentati” ed “addolciti”; essi sono il frutto di vari interventi legislativi che via via sono stati prodotti dalla nostra classe politica corrotta e malavitosa, in costante guerra con la Magistratura (essenzialmente per tutelare sé stessa), per cui il potere di arrestare qualcuno è stato molto limitato e praticamente è legittimo solo in caso di gravi imputazioni, quando ci sia il pericolo di reiterazione del reato o di fuga dell’imputato. Nessuno di questi requisiti sussiste fino in fondo per Gianfranco, per cui non c’è molto da stupirsi del pronunciamento del Riesame sulla sua custodia cautelare.</p>
<p>- il punto fondamentale su cui si basa la decisione di dichiarare non giustificata la misura della custodia cautelare (sempre basandoci sui reportage dei giornali), è qualcosa che nell’immediato fa comodo a Gianfranco, perché lo rimette in libertà, ma nel prosieguo della vicenda giudiziaria potrebbe essere un’arma a doppio taglio per lui, o addirittura controproducente. Vale a dire, il Tribunale del Riesame ha valutato che non ci fossero prove sufficienti a stabilire che Gianfranco sapesse o fosse sufficientemente informato, dell’esistenza di una infiltrazione malavitosa e mafiosa del Comune di Fondi; è sulla base di questo essere all’oscuro, dei reati che si venivano a perpetrare, che Gianfranco è stato scarcerato. Però, questa formulazione, non solo non esclude o mette in dubbio l’esistenza delle infiltrazioni mafiose, ma sostanzialmente, indirettamente, la conferma.</p>
<p>- c’è anche un ulteriore elemento negativo negli sviluppi recenti della vicenda; il fatto che i funzionari comunali siano stati reintegrati in servizio, ma non nei posti occupati prima. Anche Gianfranco è stato trasferito ad altro incarico, all’interno del Comune. Questo significa, in sintonia con le primissime dichiarazioni del Sindaco e come temevo che accadesse, che probabilmente l’Ente ha deciso di non fare fronte comune con i propri funzionari, ma di distinguere in Giudizio il proprio ruolo da loro e se necessario, contrapporsi ai funzionari, accusandoli e chiedendo loro anche i danni.</p>
<p>Avere un’idea più precisa di come si svilupperanno le cose e con quale taglio avremo a che fare in sede di Processo, per il momento non è ancora possibile, perché manca un passaggio, secondo me fondamentale. Non si sa che fine farà la richiesta di scioglimento del Consiglio Comunale di Fondi, decisione che dovrà essere presa in sede politica ed istituzionale e su cui si sta combattendo una grande battaglia politica, molto della quale si svolge sottobanco. Per come la vedo io, se il Consiglio Comunale non venisse sciolto, questo farebbe perdere all’inchiesta molta forza giudiziaria. Ne sarei contento per Gianfranco, ma come cittadino la cosa mi indignerebbe, ammesso che in Italia ci sia ancora qualcosa per cui valga la pena indignarsi. Al contrario, se il Consiglio venisse sciolto, l’inchiesta ne acquisterebbe forza e gli imputati se la vedrebbero più brutta.<br />
Ripeto che non saprei dire oggi come andrà a finire, anche perché le forze  che stanno combattendo questa battaglia sono in gran parte occulte, “è tutto poco  trasparente”. E&#8217; indubbio, però, che più tempo passa e più questo faccia il gioco di Fazzone e dei suoi padrini e non vi sono dubbi che Fazzone abbia padrini politici potenti, a cominciare da Berlusconi, che lo stanno spalleggiando e proteggendo. Inoltre, il fronte opposto, non è che sia così affidabile. Maroni e la Lega, si stanno facendo belli con certi discorsi, ma rimangono solo parole, e loro sono interessati ad altro (federalismo, gabbie salariali, tutela del dialetto, blocco dei finanziamenti al sud e così via); l’opposizione è debole e doppiogiochista; la Magistratura non ha nessuna credibilità agli occhi della classe politica. Ho quindi paura che tra i soggetti forti e potenti che stanno dalla parte dell’insabbiamento e quelli deboli e poco credibili che stanno dall’altra parte, alla fine (all’italiana), prevarranno le prime. Ne sono lieto per Gianfranco, ma lo ripeto ancora una volta: io mi vergogno sempre più di essere italiano!&#8230;.; sono contento di esserne andato via definitivamente dall’Italia e di vivere qui a Zurigo, nella civilissima Svizzera!&#8230;</p>
<p><em>Giovanni Scavazza</em></p>
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