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	<title>Il Cantiere Sociale &#187; Novità</title>
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	<description>PERIODICO DELLA SINISTRA D'ALTERNATIVA - FONDI, LENOLA, MONTE SAN BIAGIO, SPERLONGA</description>
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		<title>Il Cantiere è in edicola</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 13:10:52 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Da oggi il Cantiere torna in tutte le edicole di Fondi con un numero particolare, il primo senza Luigi Di Biasio, voce e anima del giornale, che ci ha lasciati improvvisamente a gennaio. A lui è dedicato uno speciale di otto pagine con il saluto della redazione e quello degli amici, e i suoi articoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2011/03/cantiere-n13-copertina-200px.jpg" alt="" title="" width="200" height="283" class="alignleft size-full wp-image-1531" style="border:1px solid #999;" />Da oggi il Cantiere torna in tutte le edicole di Fondi con un numero particolare, il primo senza Luigi Di Biasio, voce e anima del giornale, che ci ha lasciati improvvisamente a gennaio. A lui è dedicato uno speciale di otto pagine con il saluto della redazione e quello degli amici, e i suoi articoli più significativi di questi anni.<br />
Spazio poi all&#8217;attualità. Debiti &#038; Sprechi a Fondi, con piazza De Gasperi ancora chiusa dopo la cementificazione, tra spese folli e contenziosi. E il complesso della Giudea, ristrutturato dalla regione per farne abitazioni popolari e utilizzato invece dal comune come dormitorio per artisti. Ancora Fondi, con la modifica allo Statuto comunale che consente anche ai non eletti di entrare a far parte dell’amministrazione. I problemi delle associazioni tra carenza di fondi e mancanza di spazi pubblici, e quelli dei pendolari che reclamano maggiori servizi. Il dibattito sul Parco degli Ausoni e quello sull’acqua pubblica, in vista dei referendum del 12 giugno. Per finire come di consueto con la musica, sulle note della Consorteria del Vinile e dell&#8217;Artigianato.</p>
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		<title>Il Cantiere presenta &#8220;Mafia Export&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 16:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mercoledì 10 novembre alle ore 18.30, presso il Palazzo Caetani a Fondi, l’associazione culturale “Il Cantiere Sociale” presenterà il libro &#8220;Mafia Export&#8221;, alla presenza dell&#8217;autore, Francesco Forgione, ex presidente della Commissione Parlamentare Antimafia e docente di Storia e Sociologia delle organizzazioni criminali all’Università degli Studi de L’Aquila. Modererà l&#8217;incontro Andrea Palladino, giornalista del Manifesto e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Mercoledì 10 novembre alle ore 18.30, presso il Palazzo Caetani a Fondi, l’associazione culturale “Il Cantiere Sociale” presenterà il libro &#8220;Mafia Export&#8221;, alla presenza dell&#8217;autore, Francesco Forgione, ex presidente della Commissione Parlamentare Antimafia e docente di Storia e Sociologia delle organizzazioni criminali all’Università degli Studi de L’Aquila.<br />
Modererà l&#8217;incontro Andrea Palladino, giornalista del Manifesto e direttore del periodico Il Cantiere Sociale.</strong></p>
<p>&#8220;Mafia Export. Come &#8216;Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorra hanno colonizzato il mondo&#8221; (Baldini Castoldi Dalai editore, 2009, p. 384)</p>
<p><em>La prima trattazione globale del made in Italy mafioso, completa delle mappe della diffusione delle mafie italiane nel mondo e delle rotte della droga.</em></p>
<p><a href="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2010/11/Presentazione-Mafia-Export-a-Fondi.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1440" style="border: 1px solid black;" title="Presentazione Mafia Export a Fondi" src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2010/11/Presentazione-Mafia-Export-a-Fondi-212x300.jpg" alt="Presentazione Mafia Export a Fondi" width="212" height="300" /></a>Quasi ogni giorno, giornali e tv danno notizia di operazioni antimafia con arresti in diversi Paesi. Brevi servizi che non lasciano traccia nell’opinione pubblica, assuefatta e indifferente. In fondo, si pensa, sono storie che non toccano la nostra vita.Eppure, se si raccontasse che dietro queste operazioni c’è una realtà in cui narcotrafficanti della ’ndrangheta movimentano tonnellate di cocaina dal Sud America e comprano mercantili come fossero auto usate; che mafiosi condannati in Italia e ricercati vivono come imprenditori «coccolati» in Sudafrica; che la camorra ha creato una multinazionale del falso di marchi prestigiosi con filiali in tutto il mondo; che in Germania il traffico di droga degli ultimi vent’anni è passato per le pizzerie calabresi; che la Spagna è terra di conquista per i boss nostrani, che ne cementificano le coste e le usano come approdi per le loro partite di droga. Di fronte a questo scenario – in cui il fatturato annuo di ’ndrangheta, Cosa Nostra e camorra, circa 130 miliardi di euro, è superiore al Pil di tre piccoli Stati europei, e quasi il 10% della popolazione attiva nel Mezzogiorno lavora nell’«industria mafiosa» – si resta sgomenti. Qual è il confine fra economia pulita e criminale? Di cosa parliamo quando ci riferiamo alle mafie italiane nel mondo? E fin dove sono arrivate?A tali interrogativi, Francesco Forgione risponde raccontando i principali progetti di «colonizzazione» economica mafiosa, chi li ha portati avanti e come sono andati a finire. E grazie alla mappatura completa della dislocazione globale delle «famiglie», fotografa lo stato attuale della «globalizzazione occulta» delle tre mafie italiane. Uno strumento unico per capire le dimensioni di quell’«economia canaglia» che intossica il mondo, più di quanto possiamo immaginare.</p>
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		<title>Il Cantiere presenta &#8220;Bandiera Nera&#8221;.</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 13:02:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[le navi dei veleni]]></category>
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		<description><![CDATA[Sabato 25 settembre alle ore 18.00, presso il Chiostro San Domenico a Fondi, l&#8217;associazione culturale &#8220;Il Cantiere Sociale&#8221; presenterà il libro-inchiesta di Andrea Palladino, giornalista del Manifesto, sul ritrovamento delle navi dei veleni. Alla presentazione sarà presente l&#8217;autore. Di seguito pubblichiamo un estratto della prefazione al libro, scritta da Massimo Carlotto: &#8220;Chi legge Bandiera Nera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sabato 25 settembre alle ore 18.00, presso il Chiostro San Domenico a Fondi, l&#8217;associazione culturale &#8220;Il Cantiere Sociale&#8221; presenterà il libro-inchiesta di Andrea Palladino, giornalista del Manifesto, sul ritrovamento delle navi dei veleni. Alla presentazione sarà presente l&#8217;autore. </strong></p>
<p>Di seguito pubblichiamo un estratto della prefazione al libro, scritta da Massimo Carlotto:</p>
<p><strong> </strong><br />
<a href="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2010/09/locandina.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1431" style="border: 1px solid black;" title="locandina" src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2010/09/locandina-212x300.jpg" alt="locandina" width="212" height="300" /></a>&#8220;Chi legge Bandiera Nera di Andrea Palladino “dopo” non può più affermare di non essere sufficientemente informato. Questo libro, tra saggio e inchiesta giornalistica, caratterizzato da una scrittura potente e incisiva, spazza via la certosina campagna di disinformazione che, da anni, sta condizionando l’opinione pubblica italiana su quell’intricato ma efficientissimo sistema criminale che si occupa dello smaltimento illegale dei rifiuti tossici. Palladino non “suggerisce”, non si limita a seminare dubbi su traballanti verità ufficiali ma da vero giornalista investigativo ricostruisce verità e realtà basandosi su fatti solidi e inoppugnabili. Non siamo più abituati a questo tipo di informazione e leggere Bandiera nera è una boccata d’ossigeno in questa Italia dove tutto è gossip e sai che quando un ministro si presenta a una conferenza stampa non è certo per dire la verità. Palladino sgombra il campo da tutte le balle che ci hanno propinato anche recentemente con la vicenda del relitto al largo di Cetraro, l’affare Cunski e le rivelazioni del pentito Francesco Fonti. E mette in evidenza quella che è la verità più scomoda da digerire e cioè che in Italia “c’è un ciclo dei rifiuti eternamente irrisolto, con le scorie industriali che avvelenano sistematicamente le nostre terre e i nostri mari da un tempo immemorabile. Basta fare due conti, accostando la quantità di rifiuti industriali prodotti con il numero delle tonnellate legalmente smaltite per capire come il ciclo criminale dei veleni sia qualcosa di sistematico. Solo per questo il potere centrale è sicuramente colluso. Non solo singoli deputati o ministri – di ogni parte politica e di ogni legislatura – ma l’intero sistema politico permette che la gestione dei rifiuti sia saldamente in mano a una rete inattaccabile fatta dall’industria, dai mediatori e dalla criminalità organizzata”.Di ogni parte politica. Già proprio così. Le pagine sulla rossa Toscana fanno male più di un cazzotto sui denti. E con la Campania non andiamo meglio.Un “sistema”, quindi, che si modifica a seconda delle esigenze e Bandiera Nera spiega perché dopo le navi dei veleni sono arrivati i casalesi. Questo è un libro davvero importante perché fornisce tutti gli strumenti per capire quello che sta accadendo oggi intorno alle scelte scellerate in termini di termovalorizzatori e discariche. Ovunque spuntano comitati che si battono per impedire che tecnologie obsolete, pagate a carissimo prezzo, ci avvelenino con i loro fumi, ma se non si conosce tutto quello che è accaduto da sempre in questo Paese non si comprende la necessità di articolare un progetto politico a livello nazionale per mettere la parola fine a questa immane tragedia.Menzogne. Ci hanno sempre sommerso di menzogne eppure le scorie uccidono. Qui e nei paesi più poveri del mondo che sono diventati la discarica del nostro benessere. Ma le menzogne si sono sempre avvalse di importanti, e profumatamente pagati, pareri “scientifici”. È impressionante come Palladino sveli il diabolico intreccio di complicità che regge l’affare “veleni”.Bandiera Nera lascia il segno. Spero che lo leggano in tanti, tantissimi e che lo adottino nelle scuole dato che è un validissimo esempio, anche dal punto di vista narrativo, di come si può ancora fare in Italia informazione di qualità&#8221;.</p>
<p>Massimo Carlotto</p>
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		<title>Il nuovo Cantiere è in edicola!</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Mar 2010 14:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Cantiere Sociale vi aspetta in edicola. Il nuovo numero è ricco di approfondimenti sulle elezioni amministrative del 28 e 29 marzo, con analisi sui confronti fra i candidati a sindaco e una lunga intervista alla prima candidata a sindaco di Fondi, Maria Civita Paparello. E poi articoli sull&#8217;urbanistica, i problemi degli spuntisti al mercato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2010/03/copertina.jpg"><img src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2010/03/copertina-208x300.jpg" alt="copertina" title="copertina" width="208" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-1368" /></a>Il Cantiere Sociale vi aspetta in edicola. Il nuovo numero è ricco di approfondimenti sulle elezioni amministrative del 28 e 29 marzo, con analisi sui confronti fra i candidati a sindaco e una lunga intervista alla prima candidata a sindaco di Fondi, Maria Civita Paparello. E poi articoli sull&#8217;urbanistica, i problemi degli spuntisti al mercato, le controversie di Acqualatina, le disposizioni antidemocratiche del Commissario Nardone, la visita di De Meo al disastrato quartiere Spinete, e altro ancora. Il giornale si apre con una presentazione di Daniele Vecchio, candidato al Consiglio Regionale di Sinistra Ecologia Libertà. Leggete e diffondete!</p>
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		<title>La lista sporca</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 14:28:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulle pagine del Fatto Quotidiano Enrico Fierro ritorna sulla lista degli impresentabili, quella del Pdl in provincia di Latina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sulle pagine del Fatto Quotidiano Enrico Fierro ritorna sulla lista degli impresentabili, quella del Pdl in provincia di Latina.</strong><br />
<a href="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2010/03/Il-Fatto-9-marzo-2010.jpg"><img class="size-medium wp-image-1356 alignnone" title="Il Fatto 9 marzo 2010" src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2010/03/Il-Fatto-9-marzo-2010-300x291.jpg" alt="Il Fatto 9 marzo 2010" width="300" height="291" /></a></p>
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		<title>La Polverini e il guaio di Fazzone</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Jan 2010 13:47:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Continuano i guai per Renata Polverini. A pochi giorni dal contestatissimo incontro col coordinatore provinciale del Pdl per Latina, il senatore Claudio Fazzone, si torna a parlare delle famigerate lettere di raccomandazione che Fazzone, allora presidente del consiglio regionale, inviava al manager della Asl Benito Battigaglia. Il quale è stato ora rinviato a giudizio per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Continuano i guai per Renata Polverini. A pochi giorni dal contestatissimo incontro col coordinatore provinciale del Pdl per Latina, il senatore Claudio Fazzone, si torna a parlare delle famigerate lettere di raccomandazione che Fazzone, allora presidente del consiglio regionale, inviava al manager della Asl Benito Battigaglia. Il quale è stato ora rinviato a giudizio per quella brutta storia, mentre per Fazzone potrebbe esserci un&#8217;iscrizione nel registro degli indagati.</p>
<p><a href="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2010/01/Il-manifesto-20-gennaio-2010.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1325" title="Il manifesto 20 gennaio 2010" src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2010/01/Il-manifesto-20-gennaio-2010-221x300.jpg" alt="Il manifesto 20 gennaio 2010" width="221" height="300" /></a></p>
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		<title>Il nuovo Cantiere è in edicola</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Jan 2010 19:43:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo numero del Cantiere Sociale è in tutte le edicole di Fondi. Un numero ricco, in cui troverete commenti e approfondimenti sul caso Fondi, sul nuovo commissario straordinario, sul prefetto Frattasi. E poi sui costi della nuova casa comunale e dei relativi parcheggi, sulla lotta del comitato contro le antenne, sul nuovo candidato a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2010/01/Il-cantiere-sociale-n.11.jpg"><img class="size-medium wp-image-1320 alignleft" title="Il cantiere sociale n.11" src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2010/01/Il-cantiere-sociale-n.11-213x300.jpg" alt="Il cantiere sociale n.11" width="213" height="300" /></a>Il nuovo numero del Cantiere Sociale è in tutte le edicole di Fondi. Un numero ricco, in cui troverete commenti e approfondimenti sul caso Fondi, sul nuovo commissario straordinario, sul prefetto Frattasi. E poi sui costi della nuova casa comunale e dei relativi parcheggi, sulla lotta del comitato contro le antenne, sul nuovo candidato a sindaco per il centrosinistra, Maria Civita Paparello (finalmente un volto nuovo, una donna autorevole e concreta). E molto altro ancora.<br />
Abbiamo voluto intitolare questo numero &#8220;Fondi Anno Zero&#8221;. Il nuovo anno segna infatti uno spartiacque nella storia della nostra città. Anche in vista delle nuove elezioni, i cittadini dovranno decidere finalmente da che parte stare. Dovranno decidere se voltare definitivamente pagina o far finta che non sia accaduto nulla.</p>
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		<title>Maroni in audizione: destra e sinistra lo attaccano sul caso Fondi</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 22:44:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[25 novembre 2009. Si è dato finalmente seguito all&#8217;audizione del Ministro dell&#8217;Interno Roberto Maroni in Commissione antimafia. Non poteva non parlarsi della nuova norma sulla vendita dei beni confiscati, ma nemmeno si è trascurato il problema di Fondi (proprio oggi Il Corriere della Sera anticipa nuovi gravissimi comportamenti dell&#8217;amministrazione denunciati nella relazione del prefetto). Maroni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1241" class="wp-caption alignright" style="width: 260px"><a href="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2009/11/Corriere-della-Sera-2009-11-25-.jpg"><img class="size-medium wp-image-1241" title="Corriere della Sera, 25 novembre 2009" src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2009/11/Corriere-della-Sera-2009-11-25--300x209.jpg" alt="Corriere della Sera, 25 novembre 2009" width="250" height="174" /></a><p class="wp-caption-text">Corriere della Sera, 25 novembre 2009</p></div>
<p><strong>25 novembre 2009. Si è dato finalmente seguito all&#8217;audizione del Ministro dell&#8217;Interno Roberto Maroni in Commissione antimafia.</strong> Non poteva non parlarsi della nuova norma sulla vendita dei beni confiscati, ma nemmeno si è trascurato il problema di Fondi (proprio oggi <em>Il Corriere della Sera</em> anticipa nuovi gravissimi comportamenti dell&#8217;amministrazione denunciati nella relazione del prefetto). Maroni ha inaugurato la seduta con una lunga lettura in cui passava in rassegna per l&#8217;ennesima volta i famosi numeri del governo berlusconi nella lotta alla mafia. Solo alla fine si sofferma sulla nuova norma sullo scioglimento dei comuni per mafia ma evita accuratamente di toccare il caso Fondi e fa finta di non capire il brusio di protesta dei membri della commissione sul fatidico mancato scioglimento. Le repliche non si fanno attendere, sia da sinistra che da destra. Vi proponiamo l&#8217;audio di quegli interventi. Avremmo voluto pubblicare anche la risposta del ministro. Purtroppo però una risposta del ministro non c&#8217;è stata.</p>
<p><img class="size-full wp-image-1211 alignnone" title="Walter Veltroni" src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2009/11/Walter-Veltroni.jpg" alt="Walter Veltroni" width="153" height="153" /><br />
Dice Walter Veltroni (PD):<img class="alignnone size-full wp-image-1206" title="Angela Napoli" src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2009/11/Angela-Napoli.jpg" alt="Angela Napoli" width="153" height="153" /><br />
Dice Angela Napoli (PDL):<img class="alignnone size-full wp-image-1213" title="Laura Garavini" src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2009/11/Laura-Garavini1.jpg" alt="Laura Garavini" width="153" height="153" /><br />
Dice Laura Garavini (PD):<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1208" title="Fabio Granata" src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2009/11/Fabio-Granata.jpg" alt="Fabio Granata" width="153" height="153" /><br />
Dice Fabio Granata (PDL):<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1207" title="Beppe Lumia" src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2009/11/Beppe-Lumia.jpg" alt="Beppe Lumia" width="153" height="153" /><br />
Dice Beppe Lumia (PD):<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1210" title="Roberto Maroni" src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2009/11/Roberto-Maroni.jpg" alt="Roberto Maroni" width="153" height="153" /><br />
Risponde Roberto Maroni (Lega Nord):<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;.<br />
&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;&#8230;</p>
<p>(si ringrazia Radio Radicale per aver messo a disposizione gli audio della seduta, che qui riproduciamo in licenza creative commons 2.5: http://www.radioradicale.it/scheda/291794/commissione-dinchiesta-sul-fenomeno-della-mafia)</p>
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		<title>La Dda torna a Fondi</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 19:34:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Bruno Frattasi]]></category>
		<category><![CDATA[dda]]></category>
		<category><![CDATA[Mafia]]></category>
		<category><![CDATA[variante pantanelle]]></category>

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		<description><![CDATA[Fondi. La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha acquisito le delibere di giunta della cosiddetta variante Pantanelle, realizzata per un capanonne industriale &#8211; di proprietà, fra gli altri, dell&#8217;ex sindaco Parisella &#8211; e già citata nella relazione del prefetto Frattasi. A quanto pare le indagini della Dda si estenderebbero anche ad eventuali attività di riciclaggio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ANm_U42kGX4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/ANm_U42kGX4&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Fondi. La Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli ha acquisito le delibere di giunta della cosiddetta variante Pantanelle, realizzata per un capanonne industriale &#8211; di proprietà, fra gli altri, dell&#8217;ex sindaco Parisella &#8211; e già citata nella relazione del prefetto Frattasi. A quanto pare le indagini della Dda si estenderebbero anche ad eventuali attività di riciclaggio di denaro sporco. In attesa di informazioni più dettagliate vi proponiamo il servizio andato in onda nel Tgr di oggi.</p>
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		<title>Querelaci tutti!</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 22:50:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo con piacere una lettera giunta alla redazione del Cantiere Sociale da Vincenzo Trani, referente di Fondi dell&#8217;Associazione Caponnetto Dopo il caso della finta discussione del Consiglio dei Ministri sullo scioglimento del Consiglio Comunale di Fondi, alcuni personaggi noti del nostro territorio sembrano non aver tratto alcun insegnamento e così, anziché ringraziare supinamente chi all’interno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pubblichiamo con piacere una lettera giunta alla redazione del Cantiere Sociale da Vincenzo Trani, referente di Fondi dell&#8217;Associazione Caponnetto</strong></p>
<p><em>Dopo il caso della finta discussione del Consiglio dei Ministri sullo scioglimento del Consiglio Comunale di Fondi, alcuni personaggi noti del nostro territorio sembrano non aver tratto alcun insegnamento e così, anziché ringraziare supinamente chi all’interno del gruppo dei ministri li ha letteralmente graziati, continuano ad attaccare a destra e a manca tutti coloro che hanno fatto finora in maniera egregia il proprio dovere, dimostrando, se ancora ce ne fosse bisogno, di non avere alcun senso di appartenenza alle Istituzioni. Ormai hanno perso la bussola.<br />
D’altronde però, chi li conosce da tempo sa bene che sono personaggi che da sempre hanno attaccato e minacciato chi si metteva contro di loro. Veri caterpillar della politica. Spianano tutti quelli che si mettono di traverso. Non importa nemmeno se sono dello stesso partito. Chi non si allinea va fatto fuori.<br />
Quindi non sorprendono le posizioni contro il Ministro Prestigiacomo sulla vicenda del Parco del Circeo, né tantomeno i sottili attacchi al Ministro dell’Interno o all’Onorevole Italo Bocchino.<br />
Ce ne è per tutti.<br />
<a href="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2009/10/claudiofazzone.jpg"><img class="size-full wp-image-952 alignleft" title="claudiofazzone" src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2009/10/claudiofazzone.jpg" alt="claudiofazzone" width="219" height="178" /></a>E se ce ne è per tutti all’interno del proprio partito, figuriamoci cosa può accadere a chi dall’esterno tenta di fare luce su diverse questioni.<br />
E quando non si riesce ad argomentare su accuse chiare e precise, quando non si riesce a manovrare chi sta indagando sulle vicende di Fondi e provincia, si passa agli annunci intimidatori. Così la ormai ex Giunta Comunale di Fondi annuncia di aver dato incarico ad un ufficio legale di Roma per querelare chi ha infangato finora il buon nome della nostra cittadina, ma senza aver mai querelato nessuno, raddoppiano gli stipendi ai Dirigenti comunali e si dimettono, scappando alla chetichella dal rischio di scioglimento per mafia.<br />
Altri influenti personaggi, parlando di un disegno sovversivo di pezzi deviati dello Stato, minacciano di chiedere una commissione di indagine per verificare il lavoro dell’antimafia su Fondi e provincia, ma come al solito solo annunci intimidatori senza seguito.<span id="more-1177"></span><br />
Per finire, ma solo in ordine di data, un altro individuo minaccia di querelare il Prefetto di Latina per falso.<br />
Come al solito sarà l’ennesima minaccia e intimidazione mediatica per dire ai cittadini che ascoltano: guarda quanto sono potente.<br />
Intanto, nessuna reazione. Nessuno del cosiddetto Popolo delle Libertà che prende le distanze. Nemmeno gli ex di Alleanza Nazionale che hanno sempre avuto nel loro DNA la difesa dei simboli patriottici e di rappresentanza. Forse in questo momento pesano di più i rischi per le proprie candidature.<br />
E la Procura? Se un libero cittadino parlasse di pezzi deviati dello Stato, verrebbe immediatamente chiamato a dare spiegazioni da Carabinieri, Procura ecc.<br />
Evidentemente la legge non è sempre uguale per tutti, almeno in Provincia di Latina.<br />
Figurarsi poi se qualche cittadino dovesse dire la sua. Tutti intimoriti o sudditi seguaci e silenziosi.<br />
Invece no.<br />
Bisogna uscire allo scoperto. Bisogna dire ciascuno la sua. C’è bisogno di riscoprire ciascuno una dignità che ha sempre contraddistinto il popolo fondano.<br />
Chi non ha preso soldi, chi non ha fatto promesse illegali, chi crede ancora nei valori sani della nostra terra e della nostra società non può continuare a rimanere in silenzio.<br />
Certo si corre il rischio di essere minacciato di querela, o di qualche ritorsione peggiore.<br />
Quereli anche me quel signore perché affermo di essere contrario a lottizzazioni di cemento che distruggerebbero il nostro territorio soprattutto costiero.<br />
Mi quereli perché affermo di essere contrario alla costruzione di un termovalorizzatore sul nostro territorio costiero.<br />
Mi quereli perché affermo di voler tutelare il lago di Fondi e i terreni circostanti perché amo l’ambiente ed ho una visione diversa di sviluppo.<br />
Mi quereli perché dico di avere la massima fiducia nei confronti del Prefetto Frattasi e delle Commissioni finora intervenute sul caso Fondi.<br />
Mi quereli perché dico di non nutrire alcuna fiducia verso il Consiglio dei Ministri che si è espresso sul caso Fondi e ancor meno nei suoi confronti e dei suoi seguaci.<br />
Mi quereli perché anch’io sono per la tutela del lago di Sabaudia e non condivido gli attacchi speculativi avallati da taluni.<br />
Mi quereli perché sono tristemente rassegnato per il caso del suicidio del Capitano Conti.<br />
Mi quereli perché vorrei che una caserma della Guardia di Finanza come quella di Fondi avesse veramente il polso della situazione delle attività criminose su Fondi e sul MOF investigando soprattutto sui movimenti dei capitali nella nostra cittadina e sulle imprese che operano sul nostro territorio.<br />
Mi quereli perché affermo che sarebbe il caso di verificare i conti bancari e le proprietà di diversi politici e dipendenti comunali.<br />
Quando querelerà il Prefetto Frattasi, il Presidente ed il vice Presidente della commissione Parlamentare Antimafia Pisanu e Granata, l’On. Angela Napoli, l’On. Italo Bocchino, il questore di Latina, il Ministro Prestigiacomo, il giornalista Alessandro Panigutti, l’On. Sesa Amici, l’On. Stefano Pedica, il Ministro Maroni ecc. ecc., quando li querelerà tutti per aver infangato il buon nome della mia cittadina, quereli anche me.<br />
Gli altri, invece si preparassero per chiedere i danni a chi si dovesse dimostrare aver veramente contribuito ad infangare il buon nome del popolo Fondano.<br />
</em><br />
Vincenzo Trani<br />
Fondi, 13 novembre 2009</p>
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		<title>Don Ciotti a Fondi l&#8217;11 novembre</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 14:39:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[casa della legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Don Luigi Ciotti]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forgione]]></category>
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		<category><![CDATA[Luisa Laurelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Continua a Fondi mercoledì 11 novembre alle 17.30 presso l’Auditorium S. Domenico in Via Cavour, “Parole e mafie. Informazione, silenzi, omertà”, la serie di incontri promossi dalla Fondazione Libera Informazione in collaborazione con la Casa della Legalità. Appuntamenti che, dal 22 settembre scorso, coinvolgono le diverse province del Lazio. Pensati come momenti di confronto con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2009/11/Don-Ciotti-a-Fondi.jpg"><img class="size-medium wp-image-1148 alignleft" title="Don Ciotti a Fondi l'11 novembre" src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2009/11/Don-Ciotti-a-Fondi-213x300.jpg" alt="Don Ciotti a Fondi l'11 novembre" width="213" height="300" /></a>Continua a <strong>Fondi mercoledì 11 novembre</strong> alle <strong>17.30</strong> presso l’<strong>Auditorium S. Domenico</strong> in Via Cavour, “<strong>Parole e mafie. Informazione, silenzi, omertà</strong>”, la serie di incontri promossi dalla <strong>Fondazione Libera Informazione</strong> in collaborazione con la <strong>Casa della Legalità</strong>.<br />
Appuntamenti che, dal 22 settembre scorso, coinvolgono le diverse province del Lazio. Pensati come momenti di confronto con gli operatori locali dell’informazione, con il mondo dell’associazionismo e con tutti i cittadini sensibili alla minaccia rappresentata dalla criminalità organizzata, gli incontri hanno l’obiettivo di far emergere tutte quelle notizie che faticano ad ottenere diritto di cittadinanza presso gli organi di informazione o ad uscire da un ambito prettamente locale.<br />
Cercare le mafie dove non si vedono ma agiscono e si arricchiscono, assieme a quello della magistratura e delle forze di polizia, è anche compito di una buona informazione e di un buon giornalismo d’inchiesta. Rompere il muro di omertà è un impegno che devono assumersi non solo le forze della società civile, ma anche le istituzioni.<br />
All’incontro interverranno: <strong>Don Luigi Ciotti</strong>, presidente di Libera; <strong>Francesco Forgione</strong>, direttore Casa della Legalità; <strong>Giovanni Salvi</strong>, magistrato; <strong>Lorenzo Frigerio</strong> e <strong>Santo della Volpe</strong>, Libera Informazione; <strong>Luisa Laurelli</strong>, presidente Commissione Sicurezza della Regione Lazio.</p>
<p>L&#8217;intervento di <strong>Francesco Forgione</strong>, ex presidente della commissione antimafia, sulla realtà di Fondi, gli intrecci tra mafia e politica e l&#8217;importanza di una corretta informazione:</p>
<p><object width="320" height="265"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/hSud_IOPkpk&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/hSud_IOPkpk&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="320" height="265"></embed></object></p>
<p><object width="320" height="265"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/3s8RQIzn1Y4&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/3s8RQIzn1Y4&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="320" height="265"></embed></object></p>
<p><object width="320" height="265"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/HC4QmpKGtyE&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/HC4QmpKGtyE&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="320" height="265"></embed></object></p>
<p>Il caso Fondi a <strong>Le Storie diario italiano</strong>, di Corrado Augias, in onda su Raitre martedì 10 novembre:</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="320" height="265" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/98tkODrD-GE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="320" height="265" src="http://www.youtube.com/v/98tkODrD-GE&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Caso Fondi, la cronistoria</title>
		<link>http://www.ilcantieresociale.it/2009/10/16/caso-fondi-la-cronistoria/</link>
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		<pubDate>Fri, 16 Oct 2009 00:20:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo il pdf del volantone preparato dal Cantiere Sociale per il Comitato permanente di lotta contro le mafia di Fondi]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Pubblichiamo il pdf del volantone preparato dal Cantiere Sociale per il Comitato permanente di lotta contro le mafia di Fondi</strong></p>
<p><a href="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2009/10/volantino-definitivo.pdf"><img class="alignnone size-large wp-image-1010" style="border: 1px solid black;" title="Volantino caso Fondi" src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2009/10/Volantino-caso-Fondi-1024x357.jpg" alt="Volantino caso Fondi" width="478" height="166" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il nuovo numero del Cantiere è in edicola</title>
		<link>http://www.ilcantieresociale.it/2009/09/23/il-nuovo-numero-del-cantiere-e-in-edicola/</link>
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		<pubDate>Wed, 23 Sep 2009 20:28:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Novità]]></category>
		<category><![CDATA[Antonio Di Fazio]]></category>
		<category><![CDATA[Cantiere]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Forgione]]></category>

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		<description><![CDATA[Il numero 10 de Il Cantiere Sociale è in edicola. È un numero pieno, ma anche un numero speciale, con un inserto interamente dedicato alla manifestazione nazionale contro le mafie prevista per il 25 settembre a Fondi, che ospita fra gli altri un contributo di Francesco Forgione, ex presidente della Commissione antimafia. Molte le novità, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="border alignleft size-medium wp-image-807" title="1" src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2009/09/cantiere-n10_set-ott09-211x300.jpg" alt="1" width="200" height="283" />Il numero 10 de <em>Il Cantiere Sociale</em> è in edicola. È un numero pieno, ma anche un numero speciale, con un inserto interamente dedicato alla <a href="http://www.fondi25settembre.org/" target="_blank">manifestazione nazionale contro le mafie</a> prevista per il 25 settembre a Fondi, che ospita fra gli altri un contributo di Francesco Forgione, ex presidente della Commissione antimafia. Molte le novità, a partire dalla venuta in redazione del nuovo direttore, Andrea Palladino, giornalista del <em>Manifesto</em>. Compratelo, leggetelo, diffondetelo. Per ragioni di spazio non ci è stato possibile inserire l&#8217;interessante e puntuale contributo di storico di Antonio Di Fazio sul tema delle mafie. Siccome era davvero un peccato rinunciarvi, abbiamo pensato di pubblicarlo integralmente sulle pagine di questo sito. Buona lettura.</p>
<p><strong>Anche la Storia…</strong><br />
di Antonio Di Fazio</p>
<p>Purtroppo mafia, corruzione, nepotismo, affarismo, clientelismo sono mali che affliggono lo stato italiano da sempre, direi che ne costituiscono quasi il dna. Non è un’esagerazione, né una provocazione. E peraltro questa constatazione non può di certo offuscare certe virtù e capacità che il popolo italiano ha pur sempre saputo mostrare, in tutti i campi, in termini di stile, di laboriosità, di ingegno e creatività.<br />
Ma dicevo del dna, in riferimento alla vita pubblica italiana. Per limitare il discorso e partendo dalla nascita ufficiale dello Stato italiano, di cui si stanno preparando i festeggiamenti del 150.mo anniversario (cadrà nel 2011) &#8211; tralasciando dunque quanto di male è stato realizzato  nei secoli precedenti, secoli nei quali comunque i comportamenti violenti e moralmente riprovevoli erano comuni e diffusi a livello planetario &#8211; possiamo scomodare già l’eroe più popolare dell’avventura risorgimentale, cioè Garibaldi.</p>
<p><span id="more-801"></span></p>
<p>A parte le tante oscurità sull’avvio e sulle complicità anche sabaude dell’avventura dei Mille, oscurità che la storiografia ufficiale ben si guarda dal rischiarare (nemmeno lo si farà in questi anni di rievocazione e ‘celebrazione’ dei 150 anni…), ma già acclarati appaiono tanti altri comportamenti decisivi quanto però immorali e banditeschi posti in essere dall’ ‘eroe dei due mondi’ in quell’occasione: lo stesso sbarco a Marsala poté avvenire all’ombra di sotterfugi diplomatici e protezioni mafiose, ma poi l’avanzata veloce e vittoriosa per tutta l’isola fu resa possibile dall’attività di noti ‘baroni’ e capi mafiosi quali Stefano Triolo di Sant’Anna, o Giuseppe Coppola, Santo Mele, Salvatore Miceli, ormai noti anche agli storici ‘ufficiali’. Essi rinfoltirono le esigue fila garibaldine con circa 20.000 ‘picciotti’. Storici di dubbia onestà hanno assunto la cosa come prova della popolarità dell’azione di Garibaldi, ed anche vasti ceti contadini ci credettero. Ma quelli – dico i ‘picciotti’- costituivano solo l’esercito della mafia, cioè dei signori grandi proprietari terrieri ed affaristi che gattopardescamente seppero cavalcare il nuovo per conservare gli antichi privilegi che una società chiusa e retriva assicurava loro da sempre, privilegi che semmai da qualche tempo erano loro contesi proprio dai Borbone, che vollero applicare anche alla Sicilia le leggi antifeudali varate dal Murat.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-802" title="Giuseppe Garibaldi" src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2009/09/giuseppe-garibaldi-2-sized-241x300.jpg" alt="Giuseppe Garibaldi" width="241" height="300" />Rifulsero allora l’ambiguità e l’ipocrisia dello stesso ‘dittatore’ (tale si proclamò subito Garibaldi), il quale subito abolì l’invisa tassa sul macinato e fece tante altre promesse di redistribuzione delle terre demaniali, ma quando i contadini pretesero di realizzare la vittoria ‘popolare’ e riprendersi, con atti certamente violenti visto che le promesse rimanevano tali, ciò che era il frutto delle loro fatiche, cioè la terra che i ‘galantuomini’ avevano usurpato, allora su loro si abbatté la mano pesante dell’ esercito garibaldino, come tutti sanno, avendo il dittatore nel frattempo stretto patti con borghesi, baroni ed aristocratici. E furono le note stragi e repressioni anticontadine di Bronte, Randazzo, Castiglione, Regalbuto e tante altre località-feudo della Sicilia orientale.<br />
Non finiva qui l’’epopea’ garibaldina. A Napoli, dicono le storie più o meno ‘ufficiali’, e dicono i testi scolastici e quelli indirizzati alla formazione dei giovani, Garibaldi venne accolto (il 7 settembre 1860) dalla popolazione in tripudio. Non è così. Anche qui l’ eroe più popolare del nostro Risorgimento non fondò la sua azione sulla forza degli ideali e dei programmi che pure si sprecavano (libertà, rivoluzione, democrazia…), ma solo sull’accordo preventivamente (tentato inizialmente nientemeno che da Cavour) allacciato con le cosche camorristiche, allora ‘borbonicamente’ egemonizzate e guidate dal ministro agli interni di Francesco II, tal Liborio Romano, che alla bisogna si avvaleva della collaborazione del ‘capintesta’ camorristico Salvatore De Crescenzo (Tore ‘e Criscienz). Anche qui le cosche prepararono il terreno per un ingresso indolore, dopo la fuga del re, e il buon Liborio Romano fu subito in-signito di poteri importanti nel governo provvisorio dei territori occupati da Garibaldi, il quale si apprestava a consegnare il ‘malloppo’ a re Vittorio Emanuele. E così Liborio, buono il giorno prima per il Borbone, divenne il giorno dopo – utilizzando sempre gli stessi metodi &#8211; un altro eroe del nostro strano Risorgimento.<br />
Mi sono dilungato su questi eventi, perché a mio vedere rappresentano quasi un imprinting del nuovo stato sabaudo (il Regno d’Italia). Il quale continuò anche in seguito, visto che il metodo della truffa e della falsità funzionava, visto che un popolo italiano non esisteva, a comportarsi – nell’azione politica come in quella amministrativa – in tal modo. Sarebbe lungo, magari sarebbe un riscrivere l’intera storia del Risorgimento e della successiva vita italiana, toccare anche i tanti altri momenti nei quali non che si manifestasse il ‘prevalere del politico’, canone storiografico fra i più accreditati, ma dappertutto si rese evidente una marcata propensione alla truffa, all’ipocrisia, all’illegalità.<br />
Voglio solo elencare, a pro di chi vorrà meglio informarsi o approfondire, la vicenda della rivolta del sud contrabbandata come ‘brigantaggio’; il proditorio assalto a Roma e la conquista dei vasti territori dello stato Pontificio, stato con ogni pecca e dominato dai preti, ma pur sempre stato libero ed indipendente; le rapine perpetrate contro i poveri e in specie contro le masse contadine del Sud a partire dalla nuove tariffe doganali favorevoli al solo Nord e dalla famigerata tassa sul macinato (1869); le vaste compromissioni e malversazioni che a livello centrale e locale si concretizzavano, in particolare in occasione delle elezioni politiche ed amministrative, come la pratica indecente del trasformismo parlamentare o i brogli e le violenze che nella importante tornata elettorale del 1909 spinsero Gaetano Salvemini a bollare il presidente Giolitti, per altri versi meritorio, come ‘ministro della malavita’; e ancora i tanti scandali finanziari ed affaristici perpetrati a fine ‘800 all’ombra della mafia e della camorra che così ingrassavano e ricevevano nuova  legittimazione dallo stato etc., fino allo squadrismo e al malaffare di cui ampiamente si macchieranno nel ‘900 il fascismo prima e il regime democristiano dopo.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-803" title="Pio La Torre" src="http://www.ilcantieresociale.it/wp-content/uploads/2009/09/Pio-La-Torre-300x165.jpg" alt="Pio La Torre" width="300" height="165" />Per il resto, arriviamo ai giorni nostri, nei quali le esposizioni dei trofei della lotta alla malavita organizzata, le esibizioni degli ‘eroi’ della lotta antimafia (Falcone, Borsellino, Caponnetto, La Torre, i ribelli al ‘pizzo’, etc.) paiono seguire lo stesso ritmo del progressivo ramificarsi di quella nel tessuto civile ed economico dello stato intero, da Milano a Palermo. La crescita dei trofei sbandierati dagli esponenti politici e dalle forze dell’ordine, il moltiplicarsi delle ‘testimonianze’ antimafia e anticamorra sotto forma di convegni, film, libri (certe fiction televisive, Saviano….) diventano non segni di una vittoria del bene sul male, non la definitiva affermazione dello stato di diritto, etc., ma piuttosto preoccupanti indizi della crescente ramificazione della ‘piovra’.<br />
Questo – a mio vedere – può indicare una sola cosa: che ormai ‘mafia’ e ‘mafiosi’ non designano più unicamente certe ‘famiglie’, una certa ‘onorata società’ allignante solo in certe zone del Sud. Oggi dobbiamo registrare invece l’ espansione a macchia d’olio del fenomeno malavitoso, che non ha più altro territorio che l’intero territorio nazionale, da Milano a Palermo, non più altro  ‘codice d’onore’ che la diffusione incontrollata nell’intero tessuto della vita civile ed economica (dal commercio alla droga, dall’usura al controllo dei mercati e alla gestione dei servizi per conto delle amministrazioni locali, etc.) dei comportamenti illegali, della corruzione, della speculazione edilizia e sulle aree. Quindi il discorso da semplicemente ‘criminale’ è diventato squisitamente politico-criminale. Alle ‘famiglie’ tendono a sostituirsi le amministrazioni locali, ai ‘capintesta’ gli assessori, a tutti i livelli.  Al culmine della nuova piramide è pur sempre assiso un mammasantissima, che magari può essere un sindaco o un senatore, peggio se si ha l’associazione di entrambi.<br />
Tutto questo avviene così, perché – come dicevo – il vizio corruttivo e malavitoso, la propensione alla finzione e alla diversione simulatrice e falsificante sul piano morale e giuridico (morale parallela, giustizia parallela, parallela solidarietà sociale), tutto ciò che oggi siamo usi sintetizzare come ‘mafia’, è da tempo ormai entrato nel dna degli Italiani, che troppo presto hanno appreso i metodi truffaldini, furbeschi e violenti di Casa Savoia. Cosa indicava se non tutto questo l’espressione famosa di Piero Gobetti, quando avvertiva che col fascismo l’Italia “scriveva la sua autobiografia”? Gobetti è morto troppo presto, troppo giovane. Oggi avrebbe aggiunto altri capitoli a questa “autobiografia” dell’Italia: fra questi certamente il definitivo decollo della ‘mafia’, concepita come perversa propensione affaristica e truffaldina di parte importante della classe politica e dirigente, di ogni colore politico.<br />
Tutto questo avviene anche a Fondi, dal dominio ‘buono per tutte le bandiere’ di Giuseppe Amante negli anni del Risorgimento giù giù fino all’odierna ‘casta’ trionfante (si spera per pochi altri giorni).</p>
<p>Indicazioni bibliografiche minime:<br />
A. Lepre, <em>Storia del Mezzogiorno nel Risorgimento</em>, Roma 1977;<br />
G. Di Fiore, <em>Controstoria dell’Unità d’Italia</em>, Milano 2007<br />
M. Petrusewicz, <em>Come il Meridione divenne una Questione</em>, Soveria Mannelli (CZ) 1998<br />
M. Costa Cardol, <em>Venga a Napoli, signor conte</em>, Milano 1996<br />
A. Di Fazio, <em>Aspetti del Risorgimento fondano: i libelli di G. Sotis e G. Amante</em>, in<br />
“Annali del Lazio meridionale”, anno VIII, n.2, pp. 7-44.</p>
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