Si è conclusa domenica 18 ottobre a Fondi la manifestazione “Io mangio locale”, promossa dall’associazione Murales in occasione della campagna nazionale di Mani Tese sulla sovranità alimentare. Nonostante il tempo incerto abbia obbligato gli organizzatori a spostare gli stand dalla piazza centrale al chiostro di San Domenico, in tanti hanno potuto assaggiare i prodotti della terra messi a disposizione dagli agricoltori di Fondi che aderiscono ad Altragricoltura. Lattuga, cavoli, pomodori, peperoni, melanzane, zucche, olive, uva, mele e altri prodotti tipici fondani, a disposizione dei cittadini per assaggi o per riempire le buste della spesa.
L’appuntamento in piazza era stato preceduto, venerdì 16 nei locali del Creia di Fondi, dall’incontro con Giulio Sensi di Mani Tese e Antonio De Simone di Altragricoltura. Sensi ha presentato la campagna nazionale che mira ad informare l’opinione pubblica sul tema del diritto al cibo, della lotta alla fame e della sovranità alimentare. In quest’ottica la scelta di privilegiare i prodotti locali e possibilmente acquistati direttamente dai produttori – la cosiddetta filiera corta -, assume una duplice valenza. Quella di sostenere gli agricoltori, sempre più in difficoltà di fronte allo strapotere della grande distribuzione che decide i prezzi a proprio unico vantaggio. Quella di contribuire al risparmio energetico, evitando di far viaggiare i prodotti agricoli per migliaia di chilometri su aerei, navi e camion. E quella – non ultima – di essere sicuri della qualità dei prodotti, perché si conoscono produttori, luoghi e metodi di produzione.
Aspetti questi particolarmente a cuore ad Antonio De Simone, referente locale di Altragricoltura, che da tempo si batte per una presa di coscienza degli agricoltori della piana di Fondi perché si liberino dei vincoli imposti dalla distribuzione organizzata, e scelgano di rivolgersi ai cittadini in modo più diretto.
Corrado Pesce, presidente dell’associazione Murales, ha sottolineato l’importanza dei gruppi di acquisto: persone che decidono di acquistare insieme i prodotti all’ingrosso, per poi distribuirli tra loro. Un incontro che diventa “solidale” quando nella scelta si presta attenzione ai piccoli produttori, al rispetto dell’ambiente e alle conseguenze che certi acquisti possono avere sui popoli del Sud del mondo. La stessa associazione ha organizzato al suo interno il Gruppo d’Acquisto Solidale “inTERRAttivo”, e intende promuovere nuove iniziative pubbliche sul tema.
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