Vi proponiamo in questa sintesi video alcuni degli interventi alla manifestazione contro le mafie di Fondi di venerdì 25 settembre:
Sul sito della web-tv Televideofondi è invece disponibile il filmato integrale.
Vi proponiamo in questa sintesi video alcuni degli interventi alla manifestazione contro le mafie di Fondi di venerdì 25 settembre:
Sul sito della web-tv Televideofondi è invece disponibile il filmato integrale.
Riceviamo e pubblichiamo una lettera di Arcangelo Campoaperto, che commenta l’invito dell’amministrazione ad esporre lenzuola bianche sui balconi per il giorno della Manifestazione nazionale contro le mafie a Fondi

Una delle due abitazioni fondane che il 25 settembre hanno esposto lenzuola bianche ai balconi
Il giorno dopo la grande manifestazione contro le mafie, un altro appuntamento di piazza a Fondi: la fiaccolata di solidarietà a Isram Falaq, il giovane pakistano brutalmente aggredito il 28 agosto da un cittadino fondano, e a tutti i migranti. Per dire no alla violenza e al razzismo.
La manifestazione, organizzata dalla comunità pakistana di Fondi, era prevista inizialmente per l’11 settembre ma fu poi rinviata a causa del maltempo. La fiaccolata di domenica è partita poco dopo le 20 da piazza Unità d’Italia, per farvi ritorno dopo aver attraversato il centro cittadino. Numerosi i migranti presenti, insieme a qualche decina di cittadini fondani. Tra di loro, i rappresentanti delle associazioni Murales e Legambiente, del Partito Democratico e di Sinistra e Libertà. “Diritti e legalità, solidarietà”, recitava il loro striscione.
Sul palco ai piedi del castello, dopo gli interventi – tra gli altri – del rappresentante culturale dell’ambasciata pakistana e del vicesindaco Di Manno, è stata consegnata una targa al corpo della Guardia di Finanza di Fondi come ringraziamento per l’azione tempestiva grazie alla quale venne fermato l’aggressore di Isram.
Lo stesso Isram, commosso, ha ricevuto gli abbracci di tanti amici e della Fondi antirazzista. Una bella serata per i diritti e la legalità: questa città, oggi multietnica e multiculturale, ne ha veramente bisogno.
Ha ottenuto un buon risultato la manifestazione contro le mafie di ieri, 25 settembre, a Fondi. Migliaia di persone si sono riunite per far sentire la propria voce contro il ritardo grave e colpevole del governo nei confronti della richiesta di scioglimento del comune di Fondi per mafia. Nonostante il divieto del sindaco e le multe notificate mentre si allestiva il palco, la manifestazione si è svolta serenamente ed ha fatto centro. La folla si è riunita per urlare il suo no a tutte le mafie e alle sue collusioni con la politica. Sul palco i segretari nazionali di tutti i partiti d’opposizione, qualcosa che “non accadeva dai tempi dell’Ulivo” come ha fatto notare l’inviato di Sky Tg24 nel suo servizio. Da vedere, anche per ascoltare l’ennesima bugia del sindaco Parisella che, intervistato per l’occasione, ha detto che il problema si ridurrebbe al solo Izzi, ex assessore, prontamente allontanato dalla giunta non appena si ebbe qualche sospetto sul suo conto.
In realtà Izzi fu allontanato solo su richiesta del prefetto e il grave ritardo con cui avvenne la sua esautorazione fu proprio uno dei motivi che convinse il prefetto a chiedere lo scioglimento anticipato del consiglio comunale, poiché si sospettava un sistema di ricatti tale da legare le mani al sindaco e alla sua giunta. Ma fra le mele marce indicate da Frattasi non c’è solo Izzi, c’è anche lo stesso Parisella! Che avrebbe accreditato personalmente familiari di pregiudicati e ditte e imprese riconducibili ai clan, che scavalcavano gli aventi diritto.
Nei suoi discorsi mendaci e senza pudore Parisella è in buona compagnia. C’è anche il suo amico-superiore, il senatore Fazzone: intervistato da Lazio Tv ha prima detto che il caso Fondi è una strumentalizzazione della sinistra e poi ha precisato che a lui “non importa quale sarà la decisione, se il comune si scioglie o non si scioglie” (davvero? non si direbbe) e che il “prefetto ha fatto semplicemente il suo dovere”. Se il prefetto ha fatto solo il suo dovere, non si capisce perché lo stesso Fazzone, solo qualche settimana fa, ha paventato la richiesta di una commissione d’indagine sul suo operato, insieme al suo amico presidente della provincia, Armando Cusani.
Un fatto gravissimo, un vulnus istituzionale che ancora pesa come un macigno. Pensava forse Fazzone che lo avessimo già dimenticato? Mercoledì ci sarà il prossimo consiglio dei ministri e finalmente sapremo come finirà tutta questa storia.
PS: a breve pubblicheremo il nostro reportage video della manifestazione.
Il numero 10 de Il Cantiere Sociale è in edicola. È un numero pieno, ma anche un numero speciale, con un inserto interamente dedicato alla manifestazione nazionale contro le mafie prevista per il 25 settembre a Fondi, che ospita fra gli altri un contributo di Francesco Forgione, ex presidente della Commissione antimafia. Molte le novità, a partire dalla venuta in redazione del nuovo direttore, Andrea Palladino, giornalista del Manifesto. Compratelo, leggetelo, diffondetelo. Per ragioni di spazio non ci è stato possibile inserire l’interessante e puntuale contributo di storico di Antonio Di Fazio sul tema delle mafie. Siccome era davvero un peccato rinunciarvi, abbiamo pensato di pubblicarlo integralmente sulle pagine di questo sito. Buona lettura.
Anche la Storia…
di Antonio Di Fazio
Purtroppo mafia, corruzione, nepotismo, affarismo, clientelismo sono mali che affliggono lo stato italiano da sempre, direi che ne costituiscono quasi il dna. Non è un’esagerazione, né una provocazione. E peraltro questa constatazione non può di certo offuscare certe virtù e capacità che il popolo italiano ha pur sempre saputo mostrare, in tutti i campi, in termini di stile, di laboriosità, di ingegno e creatività.
Ma dicevo del dna, in riferimento alla vita pubblica italiana. Per limitare il discorso e partendo dalla nascita ufficiale dello Stato italiano, di cui si stanno preparando i festeggiamenti del 150.mo anniversario (cadrà nel 2011) – tralasciando dunque quanto di male è stato realizzato nei secoli precedenti, secoli nei quali comunque i comportamenti violenti e moralmente riprovevoli erano comuni e diffusi a livello planetario – possiamo scomodare già l’eroe più popolare dell’avventura risorgimentale, cioè Garibaldi.
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Conferenza stampa del Comitato antimafia e nuova richiesta di Maroni
Oggi, nella sala stampa della Camera die Deputati, si è svolta la conferenza stampa di presentazione della Manifestazione Nazionale contro le mafie del 25 settembre a Fondi. Hanno parlato i membri del Comitato permanente di lotta contro le mafie, coordinati da Bruno Fiore. Nel video un estratto della conferenza con gli interventi di Bruno Fiore, Elvio Di Cesare e Santo Della Volpe di Articolo21, associazione che ha aderito alla manifestazione.
Intanto, è notizia di oggi che il ministro dell’interno Maroni, dopo aver valutato la nuova relazione prodotta dal prefetto Frattasi e accogliendone in pieno le indicazioni, hae già inoltrato la rinnovata richiesta di scioglimento del comune di Fondi al consiglio dei ministri. Confermando non solo la necessità di sciogliere il consiglio comunale in base alle accertate infiltrazioni di tipo mafioso rilevate al suo interno, ma anche di provvedere con urgenza ad applicare tale misura, alla luce dei recenti risultati ottenuti dalle unità investigative e conseguentemente agli arresti di molti dei personaggi coinvolti, a vario titolo, nella compromissione della macchina amministrativa. Ed anche tenuto conto delle risultanze dell’ultima riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza della provincia di Latina, in cui gran parte dei presenti – soprattutto i rappresentanti delle forze dell’ordine – hanno sostanzialmente confermato il quadro presentato dal prefetto, con l’unica significativa eccezione – oltre modo grave, per il suo carattere anti-istituzionale – del presidente della provincia Armando Cusani. Nel video il Question Time del 23 settembre dell’Idv su Fondi, risponde il ministro Maroni.
Il 25 settembre a Fondi ci sarà una manifestazione nazionale indetta dal neonato Comitato permanente di lotta contro le mafie, che vede tra le associazioni promotrici Il Cantiere Sociale. È un appuntamento importantissimo, speriamo che veda la più ampia partecipazione possibile, e che questo dimostri la volontà della gente di far uscire la città di Fondi dal buco nero in cui è stata gettata. La manifestazione è stata indetta nonostante l’ostracismo del comune di Fondi, che si è rifiutato di concedere l’autorizzazione. Sul sito www.fondi25settembre.org tutte le informazioni necessarie.
E’ stata consegnata oggi al Ministero dell’Interno la nuova relazione del prefetto di Latina, Bruno Frattasi, dopo la lunga riunione di ieri dello stesso con il Comitato per l’ordine e la sicurezza. In sei ore di consiglio – presente anche il presidente della Provincia e il procuratore Mancini – il prefetto ha con ogni probabilità dovuto far fronte alle pressioni di Cusani, che si è sempre speso nel sostegno a Fazzone e Parisella mentre questi miravano a screditare l’operato del prefetto stesso.
Questo genere di intimidazioni politiche non hanno scalfito minimamente l’integrità e la determinazione di Frattasi, che torna oggi a chiedere lo scioglimento del comune di Fondi, presentando un quadro molto più grave di quello precedente, contenuto nella relazione dello scorso anno. Alla luce delle operazioni della Dia e dei 17 arresti del 6 luglio scorso, ma anche di più diffuse e articolate collusioni emerse nel frattempo, Frattasi avrebbe fatto riferimento a interessi che coinvolgono esponenti del governo nazionale. Secondo le nuove norme in materia, il ministro dell’interno ha adesso a disposizione novanta giorni per valutarne il contenuto e le indicazioni, dopo di che dovrà prendere una decisione. I giornali di oggi parlano anche dell’istituzione di un Comitato permanente di lotta alla mafie, a cui ha aderito anche Il Cantiere Sociale. Qui potete leggere il comunicato (Pdf, 56 KB). Il Comitato ha già indetto una manifestazione per il 25 settembre, alla quale sono invitati tutti i cittadini che hanno a cuore il tema della legalità e della trasparenza.
PS: Gli ultimi strascichi dell’arroganza, della violenza e della volgarità degli amministratori fondani si sono visti nella manifestazione di ieri, di cui abbiamo già scritto. Ma chi non avesse visto coi propri occhi può farsi un idea guardando il video. A nostra eterna vergogna…
Ringraziamo la web tv Tele Video Fondi per averci concesso l’utilizzazione del video. Sul sito inoltre è presente il video dell’intera manifestazione, di cui abbiamo proposto qui solo alcuni estratti.
Oggi c’è stata una manifestazione in Piazza Unità d’Italia a Fondi. E’ stata organizzata dall’Italia dei Valori in difesa della legalità. Sul palco erano presenti numerosi dirigenti di quel partito insieme allo stesso Di Pietro. C’erano anche Leoluca Orlando, Elvio Di Cesare dell’Associazione Caponnetto, Bruno Fiore, coordinatore del PD di Fondi, e Mariarosaria Ingento del sindacato dei prefetti. Sotto quel palco c’era una città. Oggi in piazza c’era quella città che crede nel diritto come bene primario ed inviolabile e non come concessione. Persone che pensano che non esista normalità nel ricatto e nel favore. Ed eravamo tanti, più di quanti potessimo sperare.
Per restare ai fatti, però, bisogna dire che non eravamo soli. C’era anche un piccolo gruppetto di contestatori violenti e volgari. Erano quasi una trentina o poco meno, come si addice a le squadracce degli inizi del novecento. Facevano la voce grossa per zittire chi parlava di legalità. Erano tutti vestiti in giacca e pantaloni, che tornano sempre utili per dare decoro anche al marciume. Erano al centro della piazza, circondati da quel popolo che ormai li ripudia. Costretti a farsi difendere nei loro attacchi da chi con certi personaggi è sempre troppo indulgente. Per come sbraitavano potevano sembrare delle mezze tacche intente a inscenare uno spettacolo da circo di pessimo gusto. Se non fosse che ricoprono ruoli istituzionali di maggioranza nel consiglio comunale di Fondi. Quello che faceva più ribrezzo e risaltava in mezzo a quella marmaglia era però il geom. Luigi Parisella, talmente impresentabile che ha pensato bene di coprirsi dietro un paio di occhiali da sole.
Tutto questo, ad ogni modo, non ha fatto che rafforzare quella piazza, la nostra piazza. Tante e tanti hanno avuto il coraggio di alzare la testa. Ci siamo ritrovati forti e pieni di rabbia. Perché siamo stanchi di vederci usurpata la cittadinanza. Non barattiamo i nostri diritti per un sistema criminale di potere che vorrebbe ridurci in schiavitù. Noi siamo i fondani che trovano nella legalità un principio irrinunciabile. Siamo quelli che conoscono troppo bene che cos’è la democrazia per lasciarla in mano a chi non ne ha mai saputo il significato. Noi la nostra testa la teniamo alta e non intendiamo abbassarla, se non per dire a chi è stato corroso dell’avidità del potere che non appartiene a questa terra. La nostra terra è una pianura di pace e libertà e non di mafie e servilismo. Nella nostra terra non c’è posto per chi per troppo tempo ha voluto avvelenarla.
La nostra terra è terra di legalità e noi siamo il suo popolo. Quella trentina di persone, invece, rappresentano lo sporco e il degrado. E noi vogliamo tenere pulita la nostra città.
3/09/09 – Nuovo presidio a Roma per chiedere lo scioglimento del comune di Fondi
Il sindaco di Fondi, Luigi Parisella, avrebbe voluto portare un presidio a Palazzo Chigi in difesa della “Fondi onesta”, ma la questura ha negato l’autorizzazione per evitare disordini, visto che era già stata concessa alla manifestazione di richiesta dello scioglimento del comune.
Manifestazione organizzata da Sinistra e Libertà e Italia dei Valori, che si è svolta serenamente e farà da preludio a un sit-in permanente, per fare pressione sul consiglio dei ministri ogni volta che si riunisce, affinché prenda finalmente una decisione. Intanto, la notte prima, a Fondi una bomba di alto potenziale ha fatto esplodere un furgone di caffè, proprio a pochi passi dall’abitazione del sindaco, lo stesso che si prodiga ogni giorno nel descrivere la sua come una città tranquilla, dove nessuna mafia ha messo radici. Di questo e altro ha dato conto, come sempre puntuale, Il Manifesto, nell’articolo che potete leggere qui di seguito.il manifesto, 4 settembre 2009