Meloni al mare. A Fondi?
Qualcuno si è chiesto perché l’altro giorno, al programma “Parla con me”, persino una Giorgia Meloni in versione estiva – nella spassosa imitazione di Paola Minaccioni – facesse riferimento allo scioglimento del comune di Fondi. In effetti la notizia era passata un po’ inosservata, ma il 17 maggio la giovane ministra della Gioventù era stata a M. S. Biagio per la campagna elettorale e in quell’occasione aveva parlato anche di Fondi. Ma non con le parole di Maroni.
Anzi, il suo intervento lascerebbe intendere di essere una di quelli che ha chiesto al collega tutta la documentazione per effettuare approfondimenti. Cioè per temporeggiare. Cioè per rimandare tutto a dopo le elezioni: «La mia opinione la dirò in Consiglio dei ministri quando verrà discussa la faccenda. Sta di fatto che si tratta di un caso molto delicato e prima di arrivare a dire che Fondi, il suo Consiglio, i suoi cittadini, sono collusi con la mafia, bisogna conoscere bene i fatti, studiare la documentazione e trarne le conclusioni».
La donna che ha cambiato il nome del ministero per le Politiche Giovanili in ministero della Gioventù, nostalgica del tempo in cui i treni arrivavano sempre in orario, trova quindi che sulle infiltrazioni mafiose denunciate da un Prefetto e verificate dal Ministero dell’Interno bisogna essere cauti. Accusando gli altri di usare la questione a scopi politici. Ma poi, che c’entra con una questione di mafia nella pubblica amministrazione il ministero della Gioventù? Misteri e meraviglie dell’epoca Berlusconi…

Da ieri è
Il 21 maggio i comitati e le associazioni di Fondi attivi nella lotta all’elettrosmog, si sono riuniti nel piazzale di via Querce presidiato ormai da mesi per impedire l’installazione di un’antenna per la telefonia mobile. Dalla riunione è emersa la necessità e la volontà, da parte dei presenti, di proseguire uniti nella lotta per la salvaguardia della salute pubblica. Si prevedono quindi nuovi incontri per la pianificazione di iniziative pubbliche di sensibilizzazione.
«Per quanto Cusani si senta sicuro e si chiuda nel suo gruppo di potere costituito da Fazzone, Zappalà e qualche altro, come ho scritto al Sottosegretario Letta, tutta Italia sa che a Fondi si spara e si incendia, che Sperlonga è in mano ai casertani e che a Sabaudia sono in lista per le amministrative personaggi indagati per camorra.
Fondi ancora una volta protagonista sulle pagine della stampa nazionale. Questa volta però non soltanto a causa degli episodi di criminalità.
Allora, ricapitoliamo. Tutto è iniziato con gli incendi alle auto dell’ex assessore del comune di Fondi, Riccardo Izzi, e di sua moglie. Poi l’incendio all’auto della sorella del presidente del consiglio comunale, Giorgio Fiore. Poi l’esplosione davanti ai magazzini dello stesso Fiore. Poi i colpi di pistola esplosi contro le vetrine dei negozi in centro e in località le Querce. Poi, in questi giorni, con una intensità mai vista, prima il rogo alla Fidaleo Imballaggi e, nel giro di poche ore, uno all’auto della titolare di un’azienda di pitture edili e un altro agli escavatori della ditta Elispanair. Siamo quasi al ritmo di un attentato al giorno. Ma i nostri amministratori, i Fazzone, i Cusani, i Parisella, e il corteo di servitori mediatici al seguito, hanno sempre minimizzato. La mafia a Fondi e in provincia era roba inventata per infangare il buon nome delle città e dei loro amministratori, per attaccare gli avversari politici e farne piazza pulita. Qualcuno parlava di micro-criminalità, qualcun altro addirittura di bravate. Ora tacciono tutti, e si capisce.